Commento al mercato delle big: l’Inter

Dai top players ai giocatori funzionali..

Commento al mercato delle big: l’Inter

Dai top players ai giocatori funzionali.

Evoluzione di una società che al momento non è padrona di se stessa. La campagna di rafforzamento interista si è conclusa senza alcun colpo roboante. Sarebbe una falsità dire che i programmi della vigilia siano stati rispettati. L’Inter era chiamata a ridurre il gap dalle prime. La stagione precedente è stata una delle più avare dal punto di vista dei risultati e del rendimento. Troppe situazioni hanno mostrato delle criticità che avrebbero richiesto un intervento energico da parte della società. Intervento che alla luce dell’ultima sessione di mercato non si è verificato. Anche i proclami dei vertici nerazzurri, inviati via etere o consegnati alla carta stampata, sono stati parzialmente disattesi.

Ma che è succeso: dopo un mese – giugno – di rincorsa spasmodica per la sistemazione del bilancio in chiave UEFA / FPF, una volta centrato l’obiettivo FPF,Walter Sabatini dichiarò in conferenza stampa ed alla stampa nazionale: “Ora faremo cose importanti sul mercato”. Le parole furono riportate da tutti i maggiori quotidiani nazionali, non certo solo da noi, da parte nostra verificammo la notizia e trovammo solo riscontri positivi.

Nella prima metà di luglio iniziarono molte trattative, non stiamo ad elencarle, i nomi tanto li conoscete tutti, era trattative vere e concrete… Poi lo stop improvviso, “Priorità alle cessioni, prima le uscite poi le entrate”, fino alla dichiarazione di Stevan Zhang a confermare la situazione, senza fornire spiegazioni: “Il mercato non è finito, niente top players, solo giocatori funzionali, la priorità saranno le uscite”. Tifosi delusi ed imbestialiti! I top players, formula modernistica per indicare quei calciatori che avrebbero permesso significativi salti di qualità, sono diventati con il trascorrere dei giorni “giocatori funzionali” al progetto.

Con una premessa. La funzionalità, a volte, è a buon prezzo ed è sovente capace di garantire miglioramenti importanti e decisivi nell’economia del gioco e rendimento della squadra. La funzionalità può agire come mastice tra le diverse componenti e assicurare risultati insperati. Forse l’indicazione immediata di tale via avrebbe aiutato a comprendere i vari passaggi di una campagna acquisti altrimenti incomprensibile. S’inseguono campioni acclarati (vedi Nainggolan, caso paradigmatico) e poi si ripiega su calciatori solo funzionali. Per non parlare poi della funzionalità ritrovata (Ranocchia) o di quella a tutti i costi (Nagatomo). Dobbiamo essere onesti: Gli uomini di mercato Inter non commentarono mai le dichiarazioni della società, il Vice Presidente Zanetti men che meno. Il solo Luciano Spalletti commentò: “Tutti dobbiamo capire che le strategie iniziali, possono subire dei cambiamenti in itinere, va bene così, faremo del notro meglio”.

Dichiarazioni di Steven Zhang e Spalletti a parte nessun’altra chiarificazione per i tifosi. E’ evidente che Spalletti abbia forse discusso e condiviso il repentino cambiamento, altrimenti, conoscendolo avrebbe fatto diverse dichiarazioni e non è escluso che, preparati armi e bagagli avrebbe potuto salutare. Pare evidente che le “promesse” a lui fatte a Nanchino non sarebbero state “onorate”.

Personalmente non condivido che l’aspetto più importante è il progetto condiviso tra le parti: società e tifosi. Non condivido chi asserisce che la tifoseria è considerata strategica solo in certe occasioni, direi più una tifoseria funzionale all’acquisto di abbonamenti, biglietti e magliette a cui niente è dovuto, evidentemente, in termini di comunicazione. Moratti acquistò grandi giocatori, Ronaldo in testa, vinse per anni lo scudetto estivo del mercato, più volte dichiarò che la squadra era da scudetto, ma per 11 anni vinse poco o nulla, nè scudetto nè champions…

Moratti amò l’Inter ed i tifosi fino a bruciare 1,2 miliardi di Euro delle sue finanze personali, per poi correre a vendere l’Inter a Thohir, disperato e sommerso da seri problemi finanziari.

Lasciamo perdere la presidenza Thohir… L’indonesiano parlò fin dal primo giorno di top players ed arrivarono tra i primi Vidic e M’Vila…Promise la grande squadra entro il 2016, ma nella primavera 2016, aveva già ceduto a Zhang, che parliamo chiaro ha salvato l’Inter da una fine indecorosa.

A questo si aggiunge la sensazione di trovarci dinnanzi ad una società che non è più padrona di se stessa. Sempre che lo sia stata nel suo più recente passato. L’aspetto, forse, più grave.

Concordo chi asserisce il Fair Play Finanziario agisce con una serie di regole stabilite da un consesso europeo riconosciuto, dissento da chi parla di  meno comprensibili veti del Governo cinese alla capacità di manovra della società Inter. Sicuramente il monitoraggio del FPF è al momento un elemento molto condizionante, l’intervento del governo cinese?

Probabilmente sono fatti della “borsa cinese”, pur sempre organo controllato dal governo, nel senso che la borsa esercita controlli sulle società quotate e Suning è quotata… Da uno di questi controlli Suning è stato probabilmente, usiamo un termine forzato, richiesto di rendere siegazioni sul fatto per il quale ha acquistato una società al tempo molto indebitata e successivamente è stato invitato a non eccedere negli investimenti prima di averla risanata…

Questa nel mio pensiero è la realtà dei fatti. In Cina questi controlli sono molto severi, non siamo in Italia dove sono sempre opinabili e discutibilissimi, in Cina i “consigli” non sono tali, sono vere e proprie direttive che non ammettono deroga. Questo a nostro parere è il punto nodale.

Saltando al mercato Suning non ha fatto altro che seguire le direttive ricevute ed affrettare il risanamento dei bilanci e di pari passo l’uscita dalla morsa FPF. Ha lavorato e lavorerà per risanare i bilanci, prima di iniziare ad investire per potenziare definitivamente la squadra.

I fatti lasciano intravedere il risultato positivo entro la fine della stagione 2017 – 18, con una squadra che oggi può sicuramente concorrere per il quarto posto che consente qualificazione alla champions.

Il giudizio sul mercato, nonostante l’organico della squadra non sia sufficientemente completo, è sicuramente positivo. Io ho sempre pensato che il risanemtno della squadra dovesse passare dal risamento dei bilanci, dall’aumento dei ricavi, da uno stretto controllo dei costi e dallo sviluppo di altre attività proprie della società, percorsi che Suning sta seguendo. Mi attirerò le ire dei tifosi? L’importante è che stia esprimendo un parere serio. Inutile far nomi di giocatori arrivati o non arrivati. Mercato buono, se considerata la situazione oggettiva e squadra pronta a competere! So che mi troverò in opposizione coloro che mi parleranno della situazione Milan… Ma la risposta sarà franca e pronta!

Amala!

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