Icardi e Skriniar regalano la vetta all’Inter. Spalletti è primo.

L’Inter batte la Sampdoria e si porta in testa alla classifica. Soli per una notte.

 

Icardi  e Skriniar regalano la vetta all’Inter. Spalletti è primo.

L’Inter batte la Sampdoria e si porta in testa alla classifica. Soli per una notte.

Dopo una bella partita in cui gli uomini di Spalletti rinnegano, in campo, le accuse di difensivismo esasperato e di catenaccio, piovute dopo la trasferta di Napoli. L’Inter, al contrario, gioca da squadra di rango e offre una prestazione convincente per sessanta minuti ma troppo arrendevole negli ultimi trenta. Chi, dopo Napoli, aveva puntato l’indice contro l’Inter accusandola di essere speculativa o estremamente fortunata dovrà ricredersi. L’Inter migliora partita dopo partita e lo fa manifestando progressi abbastanza chiari e significativi. La squadra, nella prima frazione di gioco, si muove secondo giuste cadenze ed esprime un bel gioco con passaggi di prima e in velocità. Delizia per i 54.000 cuori nerazzurri che hanno così la possibilità di ammirare una squadra in equilibrio tra tutti i reparti. La squadra nerazzurra è solida, denota certezze in tutte le zone del campo e mostra consapevolezze che prendono forma e si rafforzano gara dopo gara. Il gioco arioso è confortato da tre gol e tre pali prima dell’ultima mezz’ora in cui i tratti della pazzia affiorano come parte di un Dna difficile da estirpare. Ma prima dei due gol che hanno consentito alla buona Samp di Giampaolo di riemergere e spaventare l’Inter c’è una squadra che passa sopra i blucerchiati in modo spavaldo e sicuro.

Una squadra, per gran parte della gara, razionale e giusta. Ciò che impressiona dell’Inter è la capacità di giocare l’uno per l’altro e senza individualismi; la forza di essere “squadra” dove ciascun interprete sa esattamente cosa deve fare e il ruolo che gli compete come parte, più in generale, di un sistema di gioco definito e organizzato. Tutti concetti che sino a poco tempo fa sembravano sconosciuti o forse appartenevano alla pura teoria e come tali incapaci di tramutarsi in aspetti reali e pratici. Perisic, sulla sua fascia di competenza, è devastante; Candreva, dall’altra parte, è rinfrancato nei propri mezzi e a tratti lo supera. Skriniar, giovane e già prezioso difensore, segna e si rivela nello stesso tempo un faro su cui poter sempre contare. Per non parlare del roccioso centrocampo costruito attorno a Vecino, Valero e Gagliardini; le azioni interessanti e i gol consequenziali sono frutto di una manovra ben congegnata e che parte da lontano. Icardi, al suo undicesimo gol stagionale e senza rigori, appare sempre di più l’emblema in positivo di questa Inter. Il nazionale argentino migliora sino a proporsi come un autentico trascinatore. La sua presenza in campo è totale, un pericolo costante per gli avversari di turno. Potenza di un tecnico capace di valorizzare e trarre il massimo vantaggio da tutti. Gli ultimi trenta minuti appaiono così perdonabili perché tanto si è fatto e in così poco tempo. Certo la tenuta mentale e difensiva vanno migliorate e perfezionate ma oggi il primo posto in classifica è da salutare con assoluta soddisfazione.

Amala!

Sandro Zedda

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