Il pessimismo cosmico nerazzurro

Stato cronico di irrequietezza dei tifosi nerazzurri

Credo che il pessimismo appartenga agli interisti; o meglio, ad una parte di essi. Forse è un prolungamento della stessa pazzia. Difficile da estirpare. Lo stato cronico di irrequietezza fa si che difficilmente due interisti possano andare d’accordo. Allora De Boer può apparire un grande allenatore ma nello stesso tempo anche un traghettatore verso qualcosa di migliore a prescindere. Le discussioni, in merito, sono fiumi e mai facilmente navigabili.

De Boer non può essere aprioristicamente il nuovo che avanza, lo sviluppatore finalmente di un gioco corale a tutto campo. La possibile sorpresa. Come se gli olandesi, più in generale, arrivassero da Marte; calati in realtà diverse dalla loro non si adattano e non sanno trovare formule o soluzioni innovative di gioco.

Non disgiunta dallo stato pessimistico leopardiano è la mancanza di pazienza della quale siamo ormai prigionieri senza tempo. I giovani calciatori devono essere pronti all’uso e a quelli esperti non è concesso sbagliare. Anche proprietari, dirigenti e presidenti devono dar prova costante di managerialità diffusa, pena la critica senza eccezioni. In quest’ottica i cinesi dello Suning devono spendere e comprare senza soluzione di continuità; l’immobilismo non paga ed è sufficiente l’idea di movimento finanziario e monetario per metter tutti a tacere.

Anche l’atteggiamento schizofrenico ma diabolicamente mirato dei media sembra cavalcare il pessimismo nonché la nostra atavica condizione d’impazienza. E’ tutto un susseguirsi d’intrusioni, provocazioni, speculazioni e strumentalizzazioni. Un twitter diventa epocale e capace di scatenare guerre mondiali. Sempre e solo con un unico domicilio, il nostro. Non è raro imbattersi in trasmissioni dove la notizia nasce non da vere e proprie agenzie di stampa ma da generiche fonti, più sensibili all’informazione urlata che a quella verificata. Non esiste cosa peggiore dei danni autoprodotti o comunque incoraggiati da noi stessi.

Amala!

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