Inter – Cagliari 1 – 2, pensieri nerazzurri

Il Cagliari espugna San Siro e l’Inter sprofonda

Siamo a dieci punti dalla prima in classifica e abbiamo raccolto solo undici punti su otto partite. Perdiamo in casa contro un ottimo Cagliari e riusciamo a farlo nel modo peggiore. Passiamo in vantaggio con Joao Mario al 55’ e poi nel giro di quindici minuti, tra il 70’ e l’85’, subiamo prima il pari e poi il vantaggio dei rossoblu. Melchiorri, autore delle due reti cagliaritane, disputa una gran partita e il Cagliari si rivela squadra attenta, dalle buone geometrie e ben disposta in campo da un bravo Rastelli.

Nel caso dell’Inter sembra invece che i miglioramenti e tutti quei segnali positivi visti contro la Juventus siano d’improvviso scomparsi per lasciare spazio ad una squadra senza anima e gioco. Complicato anche descrivere la situazione ambientale di S. Siro in cui l’undici di de Boer si è ritrovata ad operare; lo stadio non è sembrato caratterizzato da alcuna unione d’intenti ed è stata palese l’aperta divisione tra chi ha contestato Icardi (la Curva Nord) e chi invece si è schierato con il capitano (il resto dello stadio). Il risultato, visibile e apparente, è sotto gli occhi di tutti con un’atmosfera che non è stata d’aiuto alla squadra nel suo complesso.

Il problema Icardi non va sottovalutato. L’Inter non ha bocche di fuoco in grado di sopperire o sostituire l’argentino e lo stesso Gabigol è una semplice promessa i cui esatti confini ancora non si conoscono. La squadra interista ha segnato solo dieci gol in otto partite e la punta argentina ha messo a segno sei reti. Il caso è spinoso e andrebbe ricomposto nel più breve tempo possibile ma conoscendo la rigidità della Curva Nord (in merito anche ad altre vicende recenti e meno recenti) non si riesce a scorgere lo spazio di manovra.

Per ritornare alla partita contro il Cagliari si è notato come l’assetto della squadra abbia smarrito (o sia ancora alla ricerca) i necessari equilibri tra i reparti. Con una difesa che, oltre a manifestare i soliti limiti tecnico-tattici, risulta poco protetta da un reparto di centrocampo incapace di garantire un filtro adeguato. Joao Mario, in particolare, corre e si danna per quattro ed è presente, con grande acume tattico, nella fase offensiva e difensiva; Medel e Banega non mostrano di possedere le accelerazioni giuste e offrono spesso la possibilità agli avversari di recuperare tempo e palloni preziosi. Al contrario, quando Joao Mario e Banega riescono a spingere al centro o a liberare la manovra a beneficio degli esterni l’Inter pare scoppiare di salute. Ma ciò non sempre avviene, come ha evidenziato lo stesso de Boer in sede d’intervista alla fine della partita.

C’è la sensazione che il tecnico si trova a dover risolvere tutta una serie di problemi e lo deve fare entro ristretti margini di tempo. Il suo credo calcistico e la sua visione di gioco hanno bisogno di essere metabolizzati e tradotti in campo. Occorre riprendere il cammino con rinnovata fiducia. Già domenica prossima, contro l’Atalanta.

Amala!

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