Inter – Chievo 3 – 1. Opinioni e valutazioni…

Anticipo serale della prima giornata di ritorno ed al “Meazza” l’Inter riceve il Chievo. Pioli manda in campo l’ormai collaudato 4-2-3-1 con Joao Mario preferito a Banega ma, vista anche la squalifica di Brozovic, c’e’ l’immediato esordio dal primo minuto del nuovo arrivo Gagliardini.

Dopo le prime fasi di studio, al minuto 7 Kondogbia rischia qualcosa in area di rigore Interista, ma riesce a rilanciare l’azione per Joao Mario, il portoghese tenta il dialogo con Icardi ma i due si perdono in eccessivi leziosismi e l’azione non si concretizza. I primi cenni del nuovo acquisto Gagliardini si annotano al minuto 11: l’ex Atalanta allarga per Ansaldi, il successivo cross preda della testa di Icardi ma la mira e’ leggermente imprecisa. Gagliardini vuole bagnare l’esordio con il gol ed al minuto 17 lo si apprezza con un controllo e successivo tiro dal limite dell’area che costringe Sorrentino alla parata a terra. Dal successivo corner il nuovo numero 5 Interista tenta la rovesciata da incorniciare; non centra la porta ma raccoglie convinti applausi. L’Inter alza decisamente i ritmi e pare aver imparato la lezione di non regalare i primi tempi agli avversari. Minuto 20, prima Kondogbia e poi Gagliardini pregustano un buon tiro da fuori area ma trovano sulla loro strada l’inattesa presenza di Candreva ed i due tentativi vengono abortiti. Kondogbia, sempre nel vivo e protagonista del gioco, giganteggia a centrocampo. Candreva prova la conclusione da fuori costringendo Sorrentino al volo sotto la traversa; dall’ennesimo corner Perisic tenta la zampata ad un metro dalla porta ma e’ ancora il portiere clivense a fare il miracolo opponendosi in uscita disperata. L’Inter in totale controllo della partita, manca solo il gol. Minuto 33, il Chievo manifesta e giustifica la sua presenza a Milano con un corner derivante un tentativo di cross dalla trequarti deviato da Ansaldi; D’Ambrosio marca Pellissier con la leggerezza di una piuma ed il bomber (di razza) del Chievo non si fa pregare per battere Handanovic. La beffa e’ servita, gli improperi volano che e’ un piacere ed a D’Ambrosio probabilmente fischiano le orecchie. Minuto 38, nuova puntata del “Sorrentino show”; cross di Perisic, Gagliardini irrompe di testa ma il portiere ospite vola con la mano destra e manda in corner. Minuto 46, ultima occasione del primo tempo, incornata di Icardi ma ancora Sorrentino si oppone. Il primo tempo termina qui, sul tabellone luminoso si legge Inter-Chievo 0-1 ma sarebbe meglio dire Inter-Sorrentino.

La ripresa inizia con il Chievo che tenta di capitalizzare l’inaspettata grazia ancora con Pellissier che trova Handanovic pronto alla respinta a terra poi si riparte con il copione gia’ visto nel primo tempo, ovvero Inter all’assalto del fortino Chievo Verona. Minuto 52, D’Ambrosio crossa per Perisic la cui zuccata da distanza ravvicinata si infrange sull’onnipresente Sorrentino. Pioli cambia Ansaldi per Eder e passa ad uno spregiudicato 3-4-3. Al minuto 64 punizione di Eder ma, nonostante alla barriera mancassero solo i raccattapalle, Sorrentino riesce a tuffarsi sulla sua destra per respingere il tiro, l’azione prosegue con Perisic che viene nuovamente fermato dai guanti del portiere del Chievo. Scene di isterismo collettivo cominciano a serpeggiare tra i tifosi al “Meazza” mentre Pioli apre le braccia e non si capisce se stramaledica la malasorte o invochi un po’ di benevolenza dalla dea Eupalla. Sembra che tutto questo a qualcosa sia servito visto che al minuto 69 il sortilegio si rompe; cross di Candreva, Icardi irrompe in stile Karate-Kid e spedisce il pallone in rete!! E’ il meritatissimo pareggio che comunque rimane sempre strettissimo. Entra Banega per Joao Mario, l’Inter preme a fondo l’acceleratore sostenuta anche da un rinvigorito pubblico. Minuto 74, Perisic con un diagonale manca il bersaglio per pochissimo. L’Inter attacca, Pellissier si scontra con D’Ambrosio ai 25 metri dell’area clivense, osserva l’evolversi dell’azione poi cade a terra con l’idea che la palla venga messa fuori dai Nerazzurri; siccome l’attaccante non era in pericolo di vita ed il regolamento dice altro, l’Inter (giustamente) continua a giocare. Minuto 80, Banega in verticale per Icardi, il Capitano Interista si gira e calcia di poco largo sul secondo palo. Esce Candreva per Palacio con Perisic che si sposta a destra. Minuto 85, Icardi e Kondogbia recuperano un pallone a meta’ campo, il Capitano scarica subito su Perisic che entra in area e buca Sorrentino!!! La “zona Perisic” (fu “zona Cesarini”) colpisce ancora!! Il “Meazza” esplode!! Tre minuti di recupero, l’Inter si copre al punto che sembra esserci una gara nellaquale vince il giocatore dell’Inter che spazza il pallone piu’ lontano dall’area di rigore. Minuto 92, Palacio riceve un gentile retropassaggio da parte di un giocatore del Chievo, El Trenza non ci pensa due volte ed appoggia millimetricamente al limite dell’area per l’accorrente Eder che piazza il colpo da biliardo del definitivo 3-1!!

Rispetto alla partita giocata a Verona, il fu 21 Agosto 2016, siamo su un altro pianeta. Quinta vittoria consecutiva, vittoria meritatissima per quanto visto in campo, vittoria arrivata nel secondo tempo dopo aver terminato la prima frazione immeritatamente in svantaggio per una marcatura a dir poco superficiale (per non dire imbarazzante) di D’Ambrosio. L’Inter ha monopolizzato la partita in ogni settore del campo trovando sulla sua strada un Sorrentino in serata di grazia che ha provato ad interrompere la striscia vincente dei Nerazzurri; ci ha pensato ancora una volta Icardi a dare il via alla rimonta. Molto bene Kondogbia, sempre presente e molto efficace il suo apporto. Applausi meritati per Gagliardini, ottimo il suo esordio a San Siro. Applausi doppi per Pioli che legge bene la partita cambiando tattica e uomini riuscendo a scardinare il fortino del suo collega Maran. L’Inter si e’ (ri)lanciata verso la conquista delle zone piu’ nobili della classifica.Per sperare nel piazzamento che conta (leggasi Champion’s League) e recuperare il ritardo accumulato ad inizio stagione la strada da fare e’ comunque tanta e con l’obbligo pressoche’ assoluto di vincere quante piu’ partite possibili. Il tecnico Nerazzurro ha un gruppo con una qualita’, specie a centrocampo, che non si vedeva da parecchio tempo. Da notare che il duo di centrocampo Kondogbia-Gagliardini sommava 55 mln di cartellini e 45 anni d’eta’, con Joao Mario si arrivava a 100 mln e 68 anni, senza dimenticare un certo signor Brozovic e senza dimenticare cosa c’e’ in attacco. L’Inter griffata Suning comincia a prendere una forma che piace. Ora avanti tutta.

== Chi sale ==

Ciclone: Perisic
Troppo scontato giocare con il soprannome “Il terribile”, il croato e’ in uno stato di forma semplicemente straordinario. Sin dalle prime battute e’ tra i piu’ attivi non solo in fase di attacco ma anche quando si tratta di ripiegare. Ormai ha ribattezzato con il suo nome gli ultimi minuti delle partite dove il suo timbro e’ sinonimo di sentenza.

Rinato: Kondogbia
Ezio Greggio diceva “E’ lui o non e’ lui, cerrrrto che e’ lui!!”. Ed e’ davvero un Kondogbia che piace tantissimo. In crescita fisica e di fiducia, gioca con maggiore ordine e serenita’, recupera palloni uno dietro l’altro e fa giocate, anche non banali, con semplicita’ e precisione. Che sia finalmente la svolta?

Letale: Icardi
Dopo aver preso le misure ad un super Sorrentino deve aver pensato che per batterlo serviva qualcosa di imprevedibile; il gol del pareggio e’ essenzialmente questo, qualcosa di fronte alla quale anche il Sorrentino di questa sera alla fine si e’ dovuto arrendere. Ma c’e’ qualcosa di piu’ che va oltre l’attaccante; il gol di Perisic nasce da un suo recupero a centrocampo, segno evidente di una crescita anche quando si tratta di giocare per la squadra. Chissa’ dove sono e cosa diranno coloro che questa estate lo volevano (s)vendere…

== Chi scende ==

Distratto: D’Ambrosio
E’ la nota parzialmente stonata della partita. La superficialita’ con la quale marca Pellissier e’ qualcosa che dovrebbe riguardare un difensore alle prime esperienze importanti e non un giocatore esperto come lui. Se l’Inter deve faticare piu’del necessario per avere ragione del Chievo e’ soprattutto per demerito suo. Meglio nella ripresa ma cio’ non cambia il giudizio non positivo

== Menzione speciale ==

Nomen omen: Gagliardini
Gli Antichi Romani dicevano “nomen omen”, ovvero nel nome un destino. Impatto di personalita’ non solo tecnica ma anche e soprattutto caratteriale per questo giovane. Il passaggio dalla maglia neroblu alla maglia Nerazzurra non lo spaventa, supera a pieni voti l’impatto con il “Meazza” che nel corso degli anni ha fatto vittime illustri. Sembra giocare nell’Inter da anni e per poco non si regala anche il gol al primo gettone con la maglia della Beneamata. Se il buongiorno si vede dal mattino…

(Non solo) Normalizzatore: Pioli
E’ indubbio che sul cambio di passo dell’Inter c’e’ molto di suo. Eredita dal suo predecessore una squadra tecnicamente e qualitativamente valida, votata a produrre ed imporre gioco; Gagliardini a parte, i giocatori sono gli stessi di inizio stagione, h cambiato l’atteggiamento mentale ed un certo ordine nello stare in campo figlio, probabilmente, di una naturale ed assodata conoscenza del calcio nostrano.

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