Inter – Genoa 2 – 0, il dopo partita. Opinioni e valutazioni…

Freddo ed un principio di nebbia tipicamente meneghino fanno da contorno al posticipo tra Inter e Genoa, partita dei tanti ex passati e presenti (Pandev, Laxalt, Burdisso, Palacio). Pioli conferma la difesa a tre vista nell’ultima ed inutile partita di Europa League con Handanovic in porta, D’Ambrosio Miranda e Murillo in difesa, Candreva, Joao Mario, Brozovic e Nagatomo a centrocampo, Eder, Palacio ed Icardi in avanti.

Sciopero del tifo della Curva Nord, con tanto di (giusto) striscione di contestazione, ma pare che in sciopero, di gioco e di idee, siano anche i giocatori dell’Inter che nel primo quarto d’ora inanellano una sequenza di errori incredibile col pallone tra i piedi. Simeone Junior da’ parecchio lavoro ai tre centrali Nerazzurri che sono costretti ad usare anche le maniere forti. Al minuto 18 l’Inter rischia grosso; contropiede Genoa, Lazovic si invola sulla destra e mette in mezzo per il comodo tap-in di Simeone Jr ma D’Ambrosio fa la diagonale appena in tempo e salva. L’Inter non si scuote e rischia ancora al minuto 23 quando un’altra palla dalla destra supera due giocatori ospiti appostati al limite dell’area piccola ed e’ Ocampos a salvare la porta di Handanovic toccando il pallone con la mano. Ancora Genoa al minuto 25; ancora Lazovic fa quello che vuole dalle parti di Nagatomo, mette in area, Ocampos di testa viene fermato da una prodezza a terra di Handanovic. Sono passati trenta minuti e la prestazione dell’Inter e’ imbarazzante. Mentre Lazovic continua ad imperversare sulla destra, il primo cenno di Inter arriva al minuto 37 con Icardi che fa tutto da solo e dal limite dell’area ottiene un corner dalla cui battuta Brozovic raccoglie al limite dell’area la respinta di Izzo e piazza un colpo da biliardo all’angolino imparabile per Perin. Dalle nebbie, in tutti i sensi, arriva il vantaggio dell’Inter al primo tiro in porta. Inter galvanizzata ma senza ulteriori sussulti si va negli spogliatoi.

La ripresa inizia con Pioli che non ne poteva piu’ dell’inconcludente Eder e manda in campo Melo per dare un po’ piu’ di sostanza al centrocampo. Al minuto 52 altro rischio per l’Inter; Melo perde palla a meta’ campo, Murillo abbatte Ocampos ma il pallone arriva all’onnipresente Lazovic che viene murato da una intelligente uscita di Handanovic. Nel frattempo Murillo viene ammonito per il precedente intervento. Pioli toglie Palacio per Perisic ma le poche idee nella testa dei giocatori dell’Inter si perdono nella nebbia, prova ne e’ il fatto che Felipe Melo poco dentro la meta’ campo genoana fa un retropassaggio di cinquanta metri per Handanovic; gli infreddoliti spettatori del “Meazza” hanno modo di scaldarsi disapprovando la situazione. Minuto 67 e sono ancora problemi dalle parti di Nagatomo; Lazovic lo brucia sullo scatto e mette nuovamente in mezzo ma ancora una volta i suoi compagni d’attacco sono un metro oltre la linea del passaggio. Ribaltamento di fronte, Joao Mario si trascina di forza due giocatori genoani, entra in area e mette in mezzo per l’accorrente Brozovic che dal dischetto del rigore spiazza Perin. E’ 2-0!! Minuto 77, corner sul quale Brozovic tenta il gol #epic ma guadagna un altro calcio d’angolo sul quale Miranda di testa esalta i riflessi di Perin. Poco dopo Icardi fa a sportellate per conquistare un pallone sul quale arriva Nagatomo che prova il tiro a giro sul secondo palo, fuori di poco. Pioli effettua l’ultimo cambio (Banega per Joao Mario) ma non succede piu’ nulla. Finale 2-0.

L’Inter centra la sesta vittoria consecutiva (tra campionato ed Europa League) sul proprio campo e, insieme alla vittoria di questa sera, e’ l’unica nota positiva della domenica. Per il resto si e’ assistito ad un primo tempo che definire brutto e’ un complimento; la fascia sinistra dell’Inter era diventata la “corsia-Lazovic”, forse il 3-4-3 di Pioli non e’ stato capito appieno dai giocatori, sta di fatto che nella prima frazione sembrava di vedere dieci sconosciuti raccattati per la strada a cui sono state date le maglie dell’Inter per giocare una partita scampoli-ammogliati. Un poco meglio nella ripresa anche se non sono mancati i patemi d’animo, fortunatamente disinnescati da Handanovic. Molto bene Joao Mario, che ha il merito del secondo gol, ispiratissimo Brozovic che quando ci mette anche la testa diventa davvero #epic. Nagatomo asfaltato da Lazovic, Eder decisamente fuori dalla partita, Palacio un poco meglio ma comunque non sufficiente; a questo punto e’ lecito domandarsi se Gabriel Barbosa e’ davvero peggio di questi due per non giocare. Archiviata la pratica Genoa, ora arrivano due partite in tre giorni, ovvero domenica 18 a Sassuolo e poi in casa con la Lazio; due partite nelle quali l’Inter deve dare seguito alla vittoria di questa sera se vuole agganciare il gruppo delle squadre in lotta per l’Europa.

== Chi sale ==

Epic: Brozovic
Due gol e quasi ne segna un terzo, per il resto della partita e’ l’uomo ovunque dell’Inter. Nel primo tempo fa venire qualche brivido di troppo ma la sicurezza, talvolta sfrontata, con cui effettua le giocate lo rende immune da errori. La tecnica non si discute e quando ci mette anche la testa diventa un piacere vederlo in campo.

Carroarmato: Joao Mario
Partenza da motore diesel poi quando inizia ad andare a regime, complice anche lo spostamento piu’ avanzato nel secondo tempo, diventa determinante. La cavalcata di pura potenza con la quale si porta dietro i due giocatori del Genoa e poi serve a Brozovic un rigore in movimento gli fa meritare gli applausi al momento del cambio con Banega.

Solido: Handanovic
Se l’Inter chiude a zero la casella dei gol subiti e’ per le sue due parate determinanti; nel primo tempo su Ocampos, nel secondo tempo su Lazovic. Viene salvato da D’Ambrosio ad inizio partita.

== Chi scende ==

Chi l’ha visto?: Eder
A parte l’essere stato nominato dallo speaker quando sono state annunciate le formazioni, non si ricorda altro di lui. Pioli ne e’ talmente stufo che a fine primo tempo lo lascia negli spogliatoi. Forse gli si sarebbe dovuto applicare il “trattamento De Boer”, per informazioni chiedere a Kondogbia nella partita contro il Bologna.

Fine corsa: Palacio
Sicuramente e’ armato di tanta buona volonta’ e delle migliori intenzioni, il suo e’ sempre un lavoro anche di sacrificio, tuttavia potrebbe essere arrivato il momento di ringraziarlo per tutto quello che ha fatto all’Inter.

Asfaltato: Nagatomo
Pur nella sua inedita posizione di esterno di centrocampo, viene letteralmente surclassato da Lazovic che lo mette continuamente in difficolta’ sia sul piano fisico sia sul piano della corsa. I pericoli maggiori arrivano sempre dalla sua parte.

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