Inter – Lazio 3 – 0, opinioni e valutazioni

L’Inter vuole chiudere bene l’anno solare 2016 ospitando la buona Lazio di Simone Inzaghi nell’anticipo infrasettimanale del turno numero 18 di campionato.

 

Nel prepartita il fu Imperatore Adriano riceve un affettuoso abbraccio dal pubblico del “Meazza”. Le squalifiche di Joao Mario e Melo portano Pioli a schierare Banega e Kondogbia a centrocampo, per il resto squadra invariata nei restanti nove effettivi. Presente in tribuna Zhang Jindong senior.

Passa un solo minuto e gia’ sono problemi per l’Inter; Felipe Anderson scarica per Immobile che trova Handanovic sulla sua strada, poi Lulic sbatte su D’Ambrosio. La Lazio continua a premere sull’acceleratore, l’Inter prova a rispondere ma Perisic e’ anticipato all’ultimo da Wallace. Le due squadre impongono ritmi alti alla partita. Al minuto 19 e’ ancora Handanovic a vincere il duello con Immobile respingendo una conclusione in diagonale dell’attaccante laziale poi Felipe Anderson cerca il gol da incorniciare; ricordando il grande Alberto Tomba salta di netto chiunque abbia una maglia Nerazzurra, entra in area di rigore ma Handanovic ci mette una mano che sa molto di miracolo. Dal corner seguente Milinkovic-Savic di testa manda di poco alto sulla traversa. La risposta dell’Inter praticamente non c’e’, Marchetti e’ uno spettatore non pagante ed i Nerazzurri si fanno vedere dalle sue parti solo alla mezz’ora con un tiro senza troppe pretese di Banega dai venti metri. Le due squadre tirano un po’ il fiato ed il tempo si chiude senza ulteriori note; risultato ad occhiali soprattutto grazie alle parate di Handanovic.

I quindici minuti nello spogliatoio devono avere portato consiglio (oppure Pioli era ferocemente in…viperito con i giocatori); pronti via e si vedono sombrero e veronica di Kondogbia per Candreva, l’ex giocatore della Lazio cerca Perisic ma il croato non arriva alla deviazione vincente. L’Inter sembra una squadra ben diversa rispetto all’inconsistente undici del primo tempo, al minuto 54 Banega recupera con classe un pallone nella trequarti laziale e lascia partire una sassata sotto l’incrocio dei pali sulla quale Marchetti non puo’ nulla; esplode San Siro e l’Inter e’ in vantaggio!! Palla al centro e D’Ambrosio pennella per la testa di Icardi un pallone che il Capitano Nerazzurro infila imparabilmente sul secondo palo dove Marchetti non puo’ proprio arrivare. Anche il sempre composto Zhang Jindong senior non si trattiene ed esulta molto Italianamente. E’ un uno-due tremendo per la Lazio, come se fosse stata colpita dal miglior Mike Tyson. Fuori Ansaldi, gia’ ammonito, per Nagatomo, Keita tenta una incursione dalla destra ma c’e’ sempre Handanovic a chiudere la porta, questa volta di piede e sul suo palo. Cambio di fronte, Banega ed Icardi eseguono alla perfezione uno schema da calcio piazzato, Icardi arretra e dal dischetto del rigore batte Marchetti. E sono tre!! E’ un Inter pazzesca, roba da stropicciarsi gli occhi. Banega continua a disegnare calcio, Icardi prova il tris ma Marchetti si oppone. Esce il numero 19 Interista e tutto il “Meazza” si spertica in applausi. Icardi vuole il pallone della partita ma al minuto 81 la sua conclusione si stampa sull’incrocio dei pali. La Lazio ci prova con Lombardi ma oggi Handanovic e’ semplicemente insuperabile. Pioli da’ un altro scampolo di partita a Gabriel Barbosa; il pubblico lo incita ed il ragazzo, pur con ancora in testa i fronzoli tipici del campionato verdeoro, regala una rabona molto apprezzata dagli spettattori e riesce a non farsi ammonire scioccamente come domenica scorsa.

Finisce tre a zero, forse la migliore Inter da quell’illusoria vittoria contro la Juventus quando in panchina sedeva Frank De Boer. Il raffronto tra le due gestioni tecniche mostra i miglioramenti conseguiti dall’Inter; da 1,42 punti medi a partita con De Boer a 2,17 con Pioli. Lungi da chi scrive buttare la croce addosso a chi oggi non c’e’, gli errori sono stati fatti a monte e si sono trascinati a valle. Tre gol ad una Lazio che fino ad oggi ha disputato una ottima prima parte di torneo, tre sono le vittorie consecutive in campionato, tre sono le partite senza aver subito gol (ma in questo ci ha messo molto di suo Handanovic). Esattamente un anno fa la partita prenatalizia persa con la Lazio fu il preludio a una seconda parte di stagione tremenda soprattutto nei primi due mesi del nuovo anno, oggi la sonante vittoria contro i biancocelesti viene salutata con auspici migliori e probabilmente molti (tifosi e non solo) preferirebbero il calendario della Premier League piuttosto dell’italica pausa natalizia. Ma tant’e’.
Si chiude un anno 2016 vissuto decisamente sulle montagne russe ma questo per l’Inter, la pazza Inter, sembra quasi la normalita’; difficile da sintetizzare, in poche righe, un anno solare in cui non sono mancati i colpi di scena nel calciomercato, nei quadri tecnici e societari. La classifica e’ ancora tutta da scalare ed il tempo non manca, le premesse per l’anno nuovo fanno pensare che tanto altro ancora vedremo; la speranza e’ che, diversamente dal fu 20 Dicembre 2015, il film sia diverso ma soprattutto migliore.

== Chi sale ==

Capolavoro: l’Inter del secondo tempo
La squadra che rientra in campo dagli spogliatoi e’ un’opera d’arte, una Gioconda, una Cappella Sistina, quello che vi pare. In campo si vedevano cose gia’ conosciute (le parate di Handanovic, i gol di Icardi) e autentici miracoli sportivi; Murillo non sbaglia un intervento, Kondogbia sembra il discepolo di un certo Zidane quando infila in un fazzoletto di terra attorniato da tre giocatori laziali un sombrero ed una veronica, D’Ambrosio che pennella cross come il miglior Alessandro Bianchi, Banega che finalmente ritorna ad essere il giocatore visto a Siviglia. Insomma, una meraviglia esposta alla Scala del calcio che si spera si possa ammirare ancora.

== Chi scende ==

Ombre e nebbia: l’Inter del primo tempo
Prendendo in prestito il titolo di un film del grande Woody Allen del 1991, nel primo tempo dieci ombre vagavano senza una precisa idea per il campo. L’undicesimo in campo era Handanovic che ombra non poteva essere altrimenti a fine primo tempo il tabellone del “Meazza” sarebbe stato impietoso. Sicuramente e’ un punto su cui Pioli dovra’ lavorare perche’ non si potra’ sempre sperare che il tuo portiere ti tenga a galla da solo.

== Nota a margine ==

Momento nostalgia: Adriano al “Meazza”
Prima dell’inizio della partita c’e’ stato il ritorno del fu imperatore Adriano. Tanti applausi, il coro a lui dedicato, la maglia numero 10 ed il rimpianto per aver visto cosi’ tanta grazia calcistica non esprimersi come avrebbe sicuramente potuto fare. Un talento ed un piede sinistro come pochi se ne ricordano. Peccato davvero.

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