Inter – Southampton, la nostra analisi…

Alcune nostre osservazioni sul match di ieri sera…

Nei 2 giorni precedenti il match disputatosi ieri sera contro il Southampton ci siamo tolti la curiosità di andare a visionare 3 incontri disputati nelle ultime settimane dai Saints. Abbiamo fatto una breve analisi, rispotata nell’articolo pubblicato ieri: “Europa Laeague, verso Inter – Southampton: come giocano questi inglesi…“. Grazie ad un golasso di Antonio Candreva abbiamo portato a casa 3 punti importanti, che ci consentono di dire “Siamo ancora incorsa per la qualificazione”. Il primo fatto da noi rilevato riguarda il problema centrali, spesso palesato dalla squadra inglese: sulla prima ed unica occasione capitata nei pressi di Van Dijk, il lentissimo centralone degli Hamptons ha dato il tempo a Candreva, guardare per alcuni secondi la palla bassa messa in mezzo da Santon, guardare la porta, coordinarsi e sparare al volo un missile terra aria finito imparabile nel sette del loro portiere, che non è certo un piffero visto che è il secondo in nazionale, dopo Hart.

Davide Santon ha messo quella palla con tutto il suo cuore, ma non era situazione impossibile da contrastare, la palla era lenta, se Candreva ha avuto tutto il tempo per preparare e lasciar partire il missile, Van Dijk a un metro, avrebbe avuto il tempo di fare un passo e tentare se non il contrasto, almeno l’opposizione. Il gol della vittoria è al 90% di Candreva, che meglio non avrebbe potuto fare, ma quel 10% è tutto imputabile a Van Dijk: una statua. Se l’Inter avesse potuto schierare un gocatore, Banega (???) in grado di proporre attacchi per vie centrali forse avremmo sofferto meno…

Nei match visionati avevamo notato come gli inglesi avessero buona attitudine nell’utilizzare l’ampiezza del campo con gli esterni e ciò è avvenuto per tutto il primo tempo e parte del secondo. Avevamo notato la difficolà degli esterni bassi nell’1 contro 1 e nelle 4 volte che la situazione si è verificata, Eder ha fatto tremare i difensori 2 volte sull fascia sinistra, ma al momento del cross, l’area di rigore era deserta, Santon ha messo la palla magica per Candreva e nel finale Perisic nel finale ha confermato ciò che avevamo osservato.

Spesso insidiosi i centrali sulle palle inattive… efficace Long fino al momento dell’infortunio ed Austin entrato a sostituirlo.

L’Inter ha giocato un primo tempo da brividi, forse il peggior primo tempo della stagione come collettivo ed in parecchi elementi anche individualmente. Chiusa, sempre coperta, ha lasciato fare la partita agli inglesi che hanno dominato in lungo ed in largo, giocando con ritmo elevato. La fase offensiva dell’Inter? Perchè nel primo tempo tempo c’è stata?

Nel secondo tempo il Southhampton ha avuto un calo e l’Inter ha iniziato gradualmente il suo miglioramento, concretizzatosi con lo splendido gol di Antonio Candreva, ma per tutto il primo tempo e nella prima parte del secondo tempo è rimasta avvolta in un’immensa termocoperta. l’Inter è riuscita ad iniziare un possesso palla 20 metri più avanti solo nel secondo tempo, quando gli inglesi hanno stretto le maglie del centrocampo ed arretrato il baricentro. 

Nel finale i Saints si sono rovesciati nuovamente nella metà campo e nell’area nerazzurra alla ricerca del pareggio, hanno creato qualche pericolo, ma San Samir aveva già chiuso la porta a chiave ed in milanese ha urlato: “Ghe n’è minga!”

L’argomento qualificazione alla fase successiva non è ancora risolto, ma ci sono ragionevoli possiblità che la squadra riesca a centrarlo.

Frank De Boer? Primo tempo: film della serie i”Il terrore corre sul filo”, dal gol di Candreva in poi ha iniziato ad ispirarsi alla Wertmuller, il film? “Io speriamo che ce la faccio”. 

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