Inter, Spalletti: “Fatevi due conti, la stagione è positiva anche senza la Champions”

Intervista di Spalletti concessa a La Repubblica

Luciano Spalletti a Rutoa libera il giorno di Inter – Sassuolo

MILANO – Stanco delle critiche e di sentir parlare di grande impresa o fallimento a seconda dell’ingresso in Champions League o meno Luciano Spalletti, tecnico dell’Inter, snocciola i numeri della sua prima stagione in nerazzurro: “Lo scorso anno, alla terzultima giornata, l’Inter aveva 16 punti meno della Roma, 5 in meno rispetto alla Lazio, 4 meno dell’Atalanta e 2 meno del Milan. Ora ne ha 4 meno della Roma, è di 2 sotto la Lazio, 10 in più rispetto all’Atalanta e 9 più del Milan. Questo è il bilancio. Vedete voi se è un miglioramento nostro o un peggioramento degli altri”. E che voto si darebbe l’allenatore? “Una sufficienza piena indipendentemente dal finale”.

Si parla di tante cose: è difficile tenere la concentrazione solo sulla gara contro il Sassuolo?

“Si parla sempre, non solo nel calcio. Ci siamo un po’ abituati, ho visto i calciatori allenarsi nella maniera corretta: il pensiero è alla partita che per noi è come una semifinale. È stato un lungo torneo in cui abbiamo questa specie di semifinale che ci mette nelle condizioni di giocare la finale con la Lazio”.

Miranda come sta? Contro il Sassuolo può giocare?

“È una valutazione che farò tra oggi e domani, non lo rischiamo se c’è il dubbio che si possa infortunare di nuovo. Per Gagliardini se ne parla la prossima settimana”.

Se fosse Simone Inzaghi farebbe giocare de Vrji contro l’Inter?

“Sono Luciano Spalletti e resto a casa mia…”.

L’Inter ha il volto che voleva lei?

“Sono contento di quanto stiamo facendo vedere. Penso che questa squadra piaccia anche a un pubblico che di calcio se ne intende come quello interista. Abbiamo fatto passi in avanti, ci sono stati periodi in cui abbiamo faticato, ma ora siamo vicini a essere una squadra forte”.

Rafinha e Cancelo quanto hanno fatto crescere la squadra?

“Per me ha inciso tutto il lavoro fatto, partendo dalle diverse prove tattiche che nell’immediato non hanno dato frutto ma che hanno contribuito a trovare soluzioni utili”.

Che voto daresti alla stagione? Il voto può cambiare a seconda dell’ingresso o meno in Champions?

“Io do ugualmente una sufficienza netta al lavoro della squadra e anche della società. Ora diventa visibile dove dobbiamo mettere le mani e questa stagione. I tifosi vanno tirati dentro nella chiarezza dei propositi. La scorsa stagione non è stato così. C’era da colmare una differenza con le altre squadre”.

Più Vecino o Borja Valero domani?

“È una valutazione che devo ancora fare. Dobbiamo vincere la partita col Sassuolo e, per farlo, dobbiamo giocarla nel modo corretto. A me basta vincerla perché è importantissimo. Chi pensa alla goleada probabilmente non ha mai giocato a calcio. L’Uefa mette davanti a tutto il rispetto, parlare di goleada è irrispettoso. L’uno a zero mi va bene. Vecino è più fisico Borja è un maestro dentro il traffico, collega i reparti di una squadra. Tutti e due possono dare un contributo importante”.

È un caso che a Udine, con un centrocampo tecnico, l’Inter ha giocato una delle migliori gare della stagione?

“Secondo me nasce tutto dalla riconquista della palla. Quando diventi padrone della gara è perché in fase di recupero porti a casa l’80 per cento dei palloni. Sarà importante essere corti con linea difensiva per leggere bene le scappate di Politano e Berardi: saranno loro le principali insidie della partita di domani sera”.

Avrebbe firmato a inizio stagione per essere nella posizione attuale?

“Sì, perché avevo la conoscenza dei nostri avversari e di ciò che stavano facendo alcune squadre sul mercato. Così come sapevamo della forza di Juventus, Napoli e Roma, quindi sono contento di poter lottare fino all’ultima partita”.

Il discorso che ha fatto per Miranda vale anche per i diffidati?

“I diffidati riguardano un’altra gestione, ma noi la partita dobbiamo vincerla. Chi pensa ad altre cose è un problema suo. Giocano i migliori, non vogliamo correre rischi”.

Boban è stato ad Appiano, come mai?

“Prima di tutto ci ha fatto piacere vederlo perché lo abbiamo visto spesso da top player e ora lo ritroviamo da top dirigente Fifa. È venuto a proporre un nuovo format del Mondiale per club e da un punto di vista mia è una cosa bella, molto importante. Ci saranno poi confronti da fare per valutarla, ma mi è sembrata così. Questa edizione, che dovrebbe nascere nel giugno 2021, da disputare una volta ogni quattro anni con una trentina di partite a cui parteciperanno tutti i club in base ai titoli storici e alla situazione attuale delle classifiche dei migliori campionati nel mondo. È la dimostrazione che Infantino ha il bene del calcio come unico obiettivo”.

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