Inter – Sparta Praga 2 – 1, il dopo partita. Pioli: “Guardiamo agli aspetti positivi”

L’allenatore dei nerazzurri a Sky Sport: “Dobbiamo crescere, siamo alla ricerca di equilibrio. La squadra apprende perché lavora molto bene durante la settimana”

MILANO – L’allenatore dei nerazzurri Stefano Pioli ha parlato ai microfoni di Sky Sport al termine di Inter-Sparta Praga, ultimo impegno in questa Europa League per la sua Inter: “Non è stata un’Inter sperimentale perché a prescindere dagli uomini abbiamo messo in campo lucidità e attenzione. Viviamo un momento in cui dobbiamo ancora crescere, siamo alla ricerca di una squadra più equilibrata. In allenamento proviamo diverse soluzioni, di volta in volta scelgo quella che può essere più utile per ogni partita”.

“La squadra apprende perché lavora molto bene durante la settimana, poi per larghi tratti della partita riusciamo a mettere in campo quello che abbiamo provato. Purtroppo basta un episodio negativo in partita e se iniziamo a soffrire perdiamo movimenti e posizioni, e tutto diventa più difficile”.

“C’è rammarico per l’eliminazione, avevamo preparato e iniziato molto bene la partita con il Be’er Sheva, eravamo stati superiori ma abbiamo commesso l’errore di pensare che la partita durasse 45′. Loro comunque hanno meritato la qualificazione, anche perché hanno avuto l’occasione di entrare nei gironi di Champions League ad agosto”.

Il match di Europa League è stato l’occasione per far esordire alcuni ragazzi provenienti dalla Primavera: “Pinamonti è un ragazzo molto giovane ma con ottime qualità. Ha la testa sulle spalle, è molto umile, credo sia destinato ad un ottimo futuro”.

“Il club adotterà le strategie migliori per la squadra e per i singoli giocatori. Dalle situazioni negative io cerco sempre di trarre qualcosa di positivo. Senza gli impegni di Europa League lavoreremo tutta la settimana per preparare la partita di campionato. Ventinove giocatori sono tanti? Forse, la società valuterà per il bene di tutti. Barbosa? Si parla troppo dei giocatori che non giocano e sul perché. L’allenatore cerca di schierare chi è più pronto”.

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