Inter-Udinese 1-0, breve commento

L'Inter porta a casa 3 punti molto importanti, il contraccolpo psicologico dell'eliminazione dalla champions andava riassorbito subito.

L’Inter porta a casa 3 punti molto importanti, il contraccolpo psicologico dell’eliminazione dalla champions andava riassorbito subito.

A pochi minuti del termine di Inter-PSV l’Inter si porta in parità, il Tottenham è sotto contro il Barcellona per  0-1, sembra fatta per la qualificazione agli ottavi.

Purtroppo il Barcellona si lascia sorprendere dagli Spurs, arriva un 1-1 che condanna i nerazzurri all’eliminazione e li proietta ai sedicesimi di Europa League.

Essere eliminati con pari punti rispetto al Tottenham, pari reti subite, pari reti fatte, solo per un maledetto gol subito in casa dagli inglesi lascia un segno immediatamente visibile sui volti dei nostri giocatori.

Soprattutto ha causato un contraccolpo psicologico che avrebbe potuto riportare l’Inter in crisi…

L’anno scorso, un mani di Santon indirizzò Inter-Udinese, verso la prima sconfitta in campionato per la squadra di Spalletti.

I nerazzurri stavano viaggiando a ritmi record, tallonati da Napoli e Juventus, e quello stop determinò l’inizio di un periodo abulico di risultati, che, verso febbraio, li videro precipitare addirittura fuori dalla zona Champions.

Il Var decretò il rigore, nonostante l’arbitro Mariani avesse già fischiato il rinvio dal fondo.

Come in questo periodo, si era in epoca natalizia, ed il pre-partita era caratterizzato da una coreografia con cappellini di Babbo Natale per i tifosi e la suonatina Inter bells, a parafrasare la classica colonna sonora delle feste.

Il clima festoso non portò fortuna, e l’entusiasmo di San Siro, venne troncato da quel rigore realizzato da dePaul, che riportava avanti l’Udinese dopo l’1-1 del primo tempo segnato dalle reti di Lasagna e di Icardi.

L’Inter sbandò non poco, non sapendo riprendersi, subendo poi il 3-1 finale di Barak.

Chi di mano ferisce, di mano perisce e ieri è stato Fofana ad andarci di pugno stavolta in area friulana, forse involontariamente.

Il Var ultimamente non guarda per il sottile, ed Icardi, calatosi nella parte di iceman, ha scucchiato dal dischetto il vantaggio decisivo, sbloccando la gara.

L’Inter aveva comunque dominato la partita, davanti ai soliti 60.000 tifosi, infreddoliti dalla temperatura, e dai brividi lungo la schiena che il risultato stava dando.

Aveva concesso solo una occasione ai bianconeri con Mandragora, ma non era stata pungente, risucchiata nel primo tempo da un sistema di gioco un po’ ripetitivo e lento, che aveva concesso facili letture ai friulani.

Meglio la ripresa con Lautaro a rilevare Borja Valero, ed una pressione maggiormente efficace. Dopo la rete del vantaggio, i nerazzurri hanno mal sfruttato due o tre contropiedi che potevano consentire di mettere al sicuro il risultato.

Con questo risultato, l’Inter risale temporaneamente a più sei sul Milan e più sette sulla Lazio, rafforzando il terzo posto in classifica, nell’attesa dell’esito delle due trasferte rossonere e biancazzurre a Bologna e Bergamo.

Sabato prossimo ancora in campo alle 18, a Verona contro il Chievo, altra gara da sfruttare in pieno prima dello scontro con il Napoli la sera di Santo Stefano.

L’Inter non ha giocato una partita spettacolare, anche se i numeri, che raramente mentono lasciano intravedere una netta superiorità…

Ecco i numeri:

Spalletti, con intelligenza ha preparato una gara sul concetto per prima cosa non prendiamo gol stupidi, poi vediamo di andarla a vincere…

L’impresa è riuscita: in fase difensiva l’Inter ha subito una sola azione pericolosa.

Ha dominato il centrocampo, date un occhio ai pallini gialli, sui 685 passaggi effettuati ha una percentuale di riuscita dell’86%, ha vinto il 69% dei contrasti portati contro gli avversari, ha tenuto palla per il 65% del tempo di gara.

Il 50% delle azioni verso la porta avversaria si è conclusa con un tiro. Alcune buone azioni, un paio davvero pericolose, altre da dimenticare.

Sicuramente il tasso di qualità non è stato il punto chiave, che ha portato la squadra alla vittoria, ma era prevedibile.

Netto il rigore assegnato, glaciale la conclusione di Mauro Icardi…

Ora si lavorerà sull’aspetto psicologico del dopo champions, con 6 punti di vantaggio sulla quarta in classifica…

Sicuramente di interverrà sul mercato per rinforzare la rosa, niente pazzie, giocatori pronti e funzionali all’obiettivo.

Dobbiamo avere fiducia: la proprietà uscirà il 30 giugno dal FPF e potrà investire per aumentare la qualità del team ed inserire un paio di top players per renderla competitiva.

Guardando indietro non ci sentiamo di criticare Luciano Spalletti, la rosa non era certamente competitiva ai massimi livelli in Italia ed è arrivata vicina all’impresa di qualificarsi per gli ottavi di champions.

Era possibile fare qualcosa di molto meglio? Difficile, se non quasi impossibile!

L’importante ora è blindare la qualificazione alla prossima champions league, fare una buona figura nella nuova competizione, lavorare bene nelle due finestre di mercato: gennaio, ma soprattutto nella sessione estiva.

Nomi per ora ne vogliamo fare, anche se qualcosa sta trapelando, noi abbiamo fiducia e l’amiamo!

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