Inter – Udinese il dopo partita: considerazioni e valutazioni

Sono giorni importanti per i possibili sviluppi societari dell’Inter, nel frattempo i Nerazzurri tentano di puntellare almeno il quarto posto ospitando l’Udinese nell’anticipo serale del trentacinquesimo turno di Serie A…
 
 
 
Sono giorni importanti per i possibili sviluppi societari dell’Inter, nel frattempo i Nerazzurri tentano di puntellare almeno il quarto posto ospitando l’Udinese nell’anticipo serale del trentacinquesimo turno di Serie A. Mancini ritrova Kondogbia a centrocampo insieme a Brozovic e Melo, blocco difensivo con Handanovic in porta, Nagatomo e Juan Jesus sugli esterni ed in mezzo il solito duo M-M (Miranda e Murillo), in attacco ritorna Jovetic con Biabiany (preferito a Perisic) ed Icardi punta centrale.
L’Inter preme subito sull’acceleratore ma la doccia freddissima arriva al minuto 8 quando una verticalizzazione di Badu serve Thereau che con uno straordinario gesto tecnico calcia al volo ed infila imparabilmente Handanovic. La reazione dell’Inter e’ praticamente nulla; palloni lunghi, pallone sulle fasce con cross per l’uomo invisibile, pallone che viaggia da una parte all’altra del campo senza costrutto. L’Udinese contiene senza affanni e prova a ripartire. Kondogbia ci prova da fuori ma per Karnezis e’ ordinaria amministrazione. Al minuto 35 palla al centro per Icardi che gira subito nell’area piccola dove si avventa Jovetic ed e’ pareggio. Quasi si odono le campane a festa per il gol del montenegrino arrivato su assist di quello che, secondo alcuni (pseudo-presunti) tifosi, non segna mai e non partecipa al gioco della squadra. L’Inter si desta e Brozovic sale in cattedra secondo i suoi alti standard tecnici. Non succede altro, si va al riposo sull’1-1.
La ripresa inizia col brivido e nei primi cinque minuti c’e’ subito lavoro per Handanovic; Nagatomo non traduce a dovere la linea del fuorigioco ed il portiere sloveno e’ costretto ad una parata in due tempi su Fernandes, poi e’ santa traversa ad opporsi ad una nuova conclusione del giocatore friulano. Passato lo spavento l’Inter spinge; Brozovic tenta soluzioni personali impegnando Karnezis, Biabiany e Jovetic aggiornano il conteggio dei calcio d’angolo. Mancini aumenta la trazione offensiva con Perisic che sostituisce Juan Jesus. Anche Kondogbia sale gradualmente di tono ma e’ ancora Brozovic a dispensare calcio con una verticalizzazione davvero #epic per l’accelerato Biabiany che mette in mezzo e Jovetic mette in rete!!
 
Risultato ribaltato e tribuna indocinese del “Meazza” in delirio. Thereau vuole rovinare la festa ma Handanovic non e’ d’accordo, poi Perisic viene ammonito per aver fatto notare civilmente all’arbitro che gli sarebbe spettato un corner; non si chiamandosi Bonucci, non si puo’ permettere certe licenze. Mancini preferisce riequilibrare la squadra con D’Ambrosio che sostituisce Biabiany, Zapata pensa (sbagliando) che la maglia bianconera sia universale e gli consenta di ottenere i rigori gratuitamente ma il botto finale e’ Nerazzurro. Il minuto 95 e’ per cuori forti; prima Handanovic salva la porta su Zapata poi Eder, su altra imbeccata di #EpicBrozo, segna (finalmente!!) il suo primo gol Interista. Anche il solitamente pacato Thohir si lascia andare ad una esultanza da stadio.
La vittoria serve parzialmente a lenire l’immeritata sconfitta di Genova. Certo, le premesse non erano delle migliori visto che si e’ andati sotto dopo nemmeno dieci minuti e per la prima mezz’ora l’Inter non si e’ mai resa davvero pericolosa, poi e’ il redivivo Jovetic a ribaltare il risultato con due gol tanto semplici quando ben costruiti dai suoi compagni di squadra e la ciliegina finale e’ il gol di Eder; insomma piu’ che il 23 Aprile sembrava la domenica di Pasqua della Resurrezione. Molto bene Icardi, decisamente #epic Brozovic che confeziona assist meravigliosi per il secondo e terzo gol. Vittoria e quarto posto puntellato, inutile ripensare a cosa poteva essere e non e’ stato. Ora la partita si gioca non solo sul campo del “Meazza” ma anche nelle stanze di Corso Vittorio Emanuele. Vedremo cosa accadra’.
 Chi sale
Redivivi: Jovetic-Eder
Jovetic realizza due gol facili facili, vero, ma il difficile era farsi trovare al posto giusto al momento giusto. E lui c’era. Ottima l’intesa con Icardi, sarebbe stato bello vederli duettare piu’ spesso ma cosi’ non e’ stato.
Eder finalmente si e’ sbloccato. Buono il suo impatto da quando e’ entrato in campo recuperando palloni e mettendosi al lavoro per la squadra. Il suo gol sa di liberazione per lui e per l’Inter. Come per Jovetic, peccato che sia arrivato in ritardo rispetto alle attese.
Epic: Brozovic
La sua ottima prestazione e’ impreziosita dai due assist che portano ai gol di Jovetic (il secondo) ed Eder. Complessivamente prende in mano e guida il centrocampo con l’aiuto di un Kondogbia in costante crescita.
Voilà: Kondogbia
Ben altro profilo rispetto al giocatore visto nei primi mesi della sua esperienza Nerazzurra, ma per un ragazzo di 22 anni era da mettere in preventivo. L’assenza di questo Kondogbia a Genova probabilmente è stata pesante, questa sera dimostra e conferma che ha superato il periodo di apprendistato nel campionato Italiano.
 
Chi scende
Le grida manzoniane: i giornali del post partita
L’argomento del post partita e dei giornali del giorno dopo e’ che la partita e’ iniziata con 22 giocatori stranieri in campo. Chissa’ come mai ci si ricordi degli stranieri nel calcio nostrano quando si parla di Inter, che si tratti della prima squadra o della Primavera, salvo poi dimenticarsi le distinte quando sono altre squadre.
Basterebbe ripensare alle cifre chieste e/o pagate per giocatori Italiani a cui non e’ seguito un rendimento collegato al costo del cartellino, poi senti che il problema sono i 35-40 mln (che in realtà sono 30) pagati per Kondogbia.
E vogliamo ripensare ad un ex allenatore di Serie A che si scaglia contro la Primavera dell’Inter che vince il Viareggio 2015 con “troppi stranieri” salvo poi non sentirlo quando il Viareggio 2016 viene vinto da una squadra di Torino con 8 stranieri in campo?
 
Inutile perdere tempo, fiato e scritti per controbattere a chi non vuol capire o fa finta di non capire, l’impressione e’ che il (fu) 2010 abbia fatto molte piu’ vittime di quanto si possa immaginare.
 
 
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