Mercato Inter: gli eventuali movimenti dei giocatori del reparto avanzato

La situazione entrate uscite dei ragazzi del reparto avanzato

La situazione entrate uscite dei ragazzi del reparto avanzato

Mercato Inter: gli eventuali movimenti dei giocatori del reparto avanzato

I giocatori del reparto avanzato: lo stato dell’arte:

Ivan Perisic:  Nato a Spalato il 2 febbraio del 1989. Destro naturale, anche se usa indifferentemente anche il sinistro, ricopre principalmente il ruolo di ala sinistra e possiede nel dribbling e nel cambio di passo le proprie armi migliori.

Cresciuto nelle giovanili dell’Hajduk Spalato, nel 2006 si trasferisce in Francia al Sochaux. Dopo un’esperienza in prestito nella massima serie belga nel Roeselare passa a titolo definitivo al Club Brugge: nel 2009/10 in campionato disputa 33 partite segnando 9 gol, mentre in UEFA Europa League i centri sono 5 in 7 presenze. Nella stagione successiva, Ivan Perisic migliora ulteriormente il proprio rendimento e, con 22 reti realizzate, vince la classifica marcatori della Jupiler League. Nello stesso campionato viene premiato anche come miglior giocatore dell’intera manifestazione.

Grazie a queste prestazioni di alto livello, nel 2011 il Borussia Dortmund sceglie di puntare su di lui. Nei quattro anni trascorsi in Germania, con la maglia giallonera prima e con quella del Wolfsburg poi, Perisic mette a segno complessivamente 33 gol e 24 assist vincenti.

Ivan Perisic fa stabilmente parte della Nazionale maggiore della Croazia, con cui ha esordito il 26 marzo 2011.

Negli ultimi giorni dell’agosto 2015 l’Inter perfeziona il suo acquisto. La sua imprevedibilità, unita alla grande tecnica, lo rendono un ottimo realizzatore e uno dei migliori assist-man europei. Nelle prime due stagioni interiste colleziona 20 gol e 18 assist.

Nelle ultime due stagioni all’Inter il rendimento cala, e mette a segno 11 gol nella stagione 2017-18 e scende a 3 gol nella stagione 2017-18. La stagione corrente per il croato è iniziata con una panchina nella sconfitta contro il Sassuolo, trovando la prima maglia da titolare ed il primo gol contro il Torino, gara terminata 2-2.

Alla terza è arrivata la migliore prestazione stagionale del croato: contro il Bologna (0-3 per i nerazzurri) il numero 44 ha iscritto il suo nome sia nel tabellino marcatori sia in quello degli assist-man. Poi una serie di prestazioni opache ed insipide. Per ritrovare Perisic tra i grandi protagonisti bisogna andare fino alla ottava giornata con l’assist decisivo per la vittoria servito ad Icardi contro la SPAL.

Il totale in questa stagione parla di 2 gol e 2 assist e di un rendimento altalenante, spesso insufficiente nella valutazione globale.

Antonio Candreva: Nato come trequartista, è però nel ruolo di ala destra offensiva che si afferma. Posizione nella quale dimostra di riuscire a sfruttare a pieno tutte le qualità di cui dispone: dribbling, tiro e abilità nel cross. Nell’agosto 2016 si trasferisce all’Inter. Il 21 agosto debutta in Seria A e il 20 ottobre segna il suo primo con i nerazzurri. In questa stagione riesce a segnare al Milan sia nel derby di andata che in quello di ritorno.

Nelle ultime 2 stagioni si diradano le sue presenze come titolare, non mette a segno nemmeno 1 gol nella stagione 2017-18, 3 nel 2018-19. Poi manca all’appuntamento con il gol per 504 giorni… Le partite da titolare diminuiscono, il giocatore si impegna sicuramente, ma i risultati sono pochi, arriviamo a questa stagione 302 minuti giocati, nessun gol messo a segno. Il ragazzo secondo voci correnti potrebbe cambiare aria, non è facilmente trattabile sul mercato, il valore residuo a bilancio è abbastanza basso, potrebbe anche rimanere, dopo tutto è persona seria.

Lautaro Martinez: nato a Bahía Blanca, in Argentina, il 22 agosto 1997. Inizia la sua carriera come difensore, successivamente passa al ruolo di attaccante, principalmente come punta centrale grazie alla sua velocità unita ad una buona tecnica.

Il suo esordio avviene il primo novembre 2015 nella massima serie argentina con il Racing Club, quando sostituisce Diego Milito.

Nel 2017 partecipa al Campionato Sudamericano Under 20 con l’Argentina e viene poi convocato per i Mondiali Under 20.

Segna il suo primo gol da professionista in casa dell’Huracán il 19 novembre 2016. A seguire una tripletta sempre contro l’Huracán il 4 febbraio 2018.

Il 20 marzo 2018 è convocato in Nazionale maggiore per la prima volta

Il 4 luglio 2018 viene acquistato dall’Inter a titolo definitivo, con un contratto di 5 anni.

In stagione ha fatto 13 presente su 20 gare per un minutaggio di 502 minuti effettivi di gioco, ha avuto 12 occasioni da gol e ne ha messi a segno 3.

Keita Balde: agosto del 2018 si trasferisce all’Inter di Luciano Spalletti, in prestito annuale con opzione. Alla 20sima giornata ha fatto 17 presenze, minutaggio totale 756 minuti. Ha avuto 14 occasioni da gol, ne ha messi a segno 4. Negli ultimi tempi il suo rendimento è salito, in qualità ed in quantità, ma per rscattarlo sono necessari 34-35milioni, troppi, vedremo che farà l’Inter.

Matteo Politano: Tesserato quest’anno, 20 presenze, minutaggio 1456, ha messo a segno 2 gol su 17 occasioni. Ormai si parla apertamente di riscatto, quantificabile in 20milioni di Euro, il Sassuolo ha già avvisato la nostra dirigenza.

Mauro Icardi:  Nell’estate del 2011 la Sampdoria scommette su di lui: nel 2011/12 Icardi si laurea capocannoniere del campionato Primavera e, nel finale di stagione, contribuisce significativamente alla promozione in Serie A dei blucerchiati.

Nella stagione seguente esordisce in Serie A il 26 settembre 2012, segnando la sua prima rete nel sentitissimo derby di Genova. Nel corso del campionato Icardi firma anche una quaterna contro il Pescara e segna ben tre reti (tra andata e ritorno) alla Juventus, mettendo in mostra tutto il proprio talento offensivo e un fiuto per il gol a dir poco eccezionale.

L’Inter decide dunque di investire su Mauro, il cui acquisto viene ufficializzato nell’estate del 2013. In nerazzurro, il bomber argentino esordisce in Serie A contro il Genoa (25 agosto) e mette a segno il suo primo gol da interista contro la Juventus (14 settembre).

Nella stagione 2014/15, con 22 reti all’attivo, Icardi vince la classifica marcatori del campionato in coabitazione con Luca Toni (Hellas Verona). Le convincenti prestazioni sul campo gli valgono la fascia di capitano dell’Inter, che Mauro indossa a partire dalla stagione 2015/16.

Il gol segnato al Chievo Verona il 3 febbraio 2016 rende Icardi il più giovane giocatore straniero a raggiungere il traguardo delle 50 reti in Serie A. Nel 2017 segna il suo primo gol nella stracittadina contro il Milan e, in Inter-Atalanta 7-1, realizza la terza tripletta più veloce della storia interista.

Icardi termina dunque la stagione 2016/17 con 24 reti in campionato, suo record personale. Nella Serie A 2017/18 segna 3 gol nel derby di Milano del 15 ottobre 2017, vinto dai nerazzurri 3-2.

Nella scorsa stagione ha vinto con 29 reti il titolo di capocannoniere della Serie A. In questa stagione ha 17 presenze, minutaggio 1496 minuti, ha messo a segno 9 gol su su 34 occasioni offerte dai compagni, ai quali aggiungiamo 3 gol in champions league su 9 occasioni avute.

La nostra attenzione si incentra su Mauro Icardi: non è mai arrivato alla fine del girone di andata con un numero di gol realizzati così basso.  Ma non è solo colpa del ragazzo…

Considerazioni di carattere generale:

Proviamo a partire da Perisic nella nostra analisi… Il croato vuole andarsene per motivi personali legati alla sfera della sua famiglia, che rispettiamo e dei quali non faremo menzione, e per il deterioramento di taluni rapporti all’interno dello spogliatoio. L’ha chiaramente lasciato trapelare con alcune persone, l’ha fatto capire in campo dove la sua concentrazione non è mai costante e spesso lo porta ad errori tattici e tecnici. Ora l’ha anche chiaramente fatto sapere in società e la riposta è stata secca: “Portaci una squadra che ci dia una quarantina di milioni e vai dove vuoi”… Ma il calcio che esprime oggi il croato vale quella cifra? Mah… abbiamo qualche dubbio, 30 mln. sarebbero già da prendere al volo. Si può comunque ritenere che alla fine riuscirà ad andarsene, in Premier, tanto catenacci ne prendono parecchi…

Candreva? Un ragazzo indubbiamente serio, ma quel che poteva dare all’Inter l’ha dato, merita rispetto, ma anche un biglietto di sola andata…

Saltiamo a Matteo Politano… c’è un motivo, il terzetto Keita-Lautaro e Icardi deve essere trattato a parte. L’ex Sassuolo è sicuramente un giocatore molto buono, parla con il pallone alla seconda persona del singolare: il “tu”, un solo limite: le sue partite durano 50 – 60 minuti, in quel lasso di tempo riesce a far spesso tutto ciò che vuole, poi inizia a spegnersi pian piano, non ha il fisico e la gamba per scendere, tornare, puntare l’uomo per 90 minuti, dovrebbe ridurre leggermente la sua intensità di gioco, diminuire il numero di azioni alle quali prende parte. Gioca nell’Inter e vuole chiedere a sè stesso qualcosa in più che non ha, dovrebbe giocare di più con la squadra, come si giocava a Sassuolo…. diventerebbe irresistibile, va per i 26 anni: o matura quest’anno o… La prova lampante di questo suo problema è il fatto che in nerazzurro, rispetto a Sassuolo, vede molto meno la porta, spende molto e perde lucidità nel momento topico… Ma per quest’anno va bene così. L’anno prossimo o cresce oppure parte…

Passiamo al terzetto Icardi, Lautaro e Keita. Fuori da ogni discussione Mauro Icardi, per lui parla il numero di gol in serie A. Da qualche tempo si dice che per essere un grande giocatore deve tornare a giocare con la squadra, deve sacrificarsi, ecc. ecc., ma sono grosse cazzate! La grande forza di Icardi poggia sull’intuizione di dove arriverà la palla buona, sul timing di intervento sia di piede che di testa – un po’ meno-, qualità che gli consentono di sparire e riapparire in area mentre i difensori avversari lo stanno cercando. Pensare che Maurito ritorni per partecipare all’azione, dialogare con i compagni per poi arrivare anche in area a ritrovare la posizione dove può essere infallibile, capire come girerà la palla da mettere dentro è una follia. Icardi è Icardi, non è Džeko. La prima dimostrazione pratica è che nelle ultime 4 stagioni, tante ne ha giocate il bosniaco nella Roma, Icardi ha fatto il doppio dei gol del buon Džeko nella sola serie A. Il bosniaco rientra, prende palla, la gioca, va a riprenderla e segna anche, ma ne mette dentro la metà di Mauro, due modi diversi di interpretare il ruolo. Da quando qualcuno si è messo in mente di cambiare il copione al nostro argentino il risultato si è visto immediatamente: Icardi fatica a segnare. Il centravanti della Roma non è adatto a fare il gioco di Icardi all’interno dell’area di rigore, ci faremmo delle grosse grasse risate. Icardi non è adatto a fare il gioco di Džeko, può fare qualcosa lontano dalla porta, ma il bosniaco è più bravo nell’interpretare quel gioco… Noi ci teniamo i gol di Icardi e lasciamo Džeko alla Roma. Lautaro Martinez perchè gioca poco? Risposta facilissima: Lautaro ha caratteristiche molto simili a Maurito, non è ancora al suo livello, ma ama anche lui che gli portino palla e “guardare” subito la porta. Quando qualcuno li fa giocare insieme lo fa uscire dall’area, svariare un po’, partecipare all’azione…. e sbaglia! Ma di questo e di altri errori parleremo nel prossimo articolo… Nè Icardi nè Lautaro sono giocatori che prendono palla, dialogano e la portano verso la porta, a questi due giocatori la palla va portata e l’ultimo passaggio deve sussurrare “tieni, buttala dentro”! Questo qualcuno l’ha anche detto subito dopo la gara persa col Tottenham, alla domanda di un collega: “Perchè ha messo Keità e non Lautaro?” ha risposto: “Avevamo in campo Icardi se mettevo Lautaro avevo 2 giocatori ai quali la palla la devi portare, Keita invece la palla può portarla e ribaltare l’azione lui”. Quindi il qualcuno conosce bene la storia del mago… L’abbiamo nominato e, in chiusura parliamo di Keita… Un giocatore di buona corsa, buona tenuta, non è un fenomeno coi piedi, qualche gol lo segna, sa entrare da centro-destra e da centro-sinistra, meglio da sinistra, non è una punta centrale. Preso come esterno alto per allungare la panchina, fosse il contrario chi stava fuori? Non crediamo che sarà riscattato, pare che l’intenzione sia proprio quella di rispedirlo al mittente con un fiocco rosso.

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