Nagatomo serve l’assist vincente e il Napoli ringrazia.

Due punti in sei partite disegnano una crisi irreversibile.

Il Napoli di Sarri si sbarazza dell’Inter passeggiando sulle macerie di una formazione che sembra non avere più la forza di reagire alle avversità. Il fondo sembra ormai un punto che aumenta di profondità settimana dopo settimana. La gara con il Napoli ci restituisce, alla fine della contesa, un’Inter stritolata da mille problemi. Problemi di risultati (due punti nelle ultime sei partite) ma anche di gioco.

Una difesa che resta un progetto mai sviluppato; e una manovra complessiva macchinosa, lenta e con dei ritmi incapaci d’impensierire Reina e compagni. La carta del ritiro non è riuscita ad incidere in modo determinante; né è riuscita a scavare sulla tempra di calciatori che sembrano troppo refrattari ad assimilare concetti come grinta e ardore. A ciò aggiungasi che il Napoli, edizione Sarri, si esprime su buone cadenze. Quando può distendersi in avanti è capace di farlo con una certa velocità imprimendo accelerazioni e guizzi da grande squadra.

Il possesso palla resta il tratto caratteristico di una squadra che Sarri sa condurre in modo diligente. Se Callejon e Mertens sono autentiche spine nel fianco della difesa interista, Insigne porta lo scompiglio. In tutto questo Handanovic ci tiene in vita. E quando la partita vive momenti di equilibrio o incertezza è la stessa Inter che viene in soccorso dell’avversario di turno.

Ieri è stato il giorno, in negativo, di Nagatomo, campione involontario di generosità. Suo, infatti, l’assist per Callejon per il primo e unico gol partenopeo, quello che ha deciso le sorti del macth. Sarebbe stato più normale, per il nipponico, allungare il pallone in calcio d’angolo ma le cose normali non sono il pezzo preferito di quest’Inter che ama complicarsi la vita in modo sistematico e puntuale.

La reazione interista, poi, appartiene all’astratto mondo delle idee; gli uomini di Pioli si rivelano, infatti, deludenti e inconcludenti. Troppo prevedibili; anche gli ingressi di Banega e Perisic si rivelano di scarso peso e impatto sulla partita; essi non riescono a spostare gli equilibri in campo come pure a modificare il destino di un campionato che sembra compromesso anche in quelli che sono gli obiettivi minimi (leggasi: Europa League). Così il Napoli incassa felice i tre punti e torna a casa. L’Inter, al contrario, è a tre punti dal Milan (e dal sesto posto). Unico vincitore, ancora una volta, il pubblico interista che malgrado il rendimento non di certo esaltante dei propri beniamini hanno gremito gli spalti del Meazza.

Noi tifosi ci siamo ancora, tu magica Inter dove sei?

Forza Inter!

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