Roma – Inter 2 – 1, la nostra analisi…

L’Inter esce battuta dall’Olimpico dalla Roma, nessuna della due squadre ha mostrato netta superiorità, ma l’episodica mette in mostra che la beneamata non ha ancora completato l’integrazione al metodo De Boer e manca di equilibri e certezze in campo… e proabilemete manca qulcos’altro di molto importante!

Pronti via, Peres scende sulla destra, cross basso, Murillo era dal tabaccaio a comprare un “gratta e vinci”, Dzeko ad un metro dalla porta non ha difficoltà a battere Handanovic… Per l’ennesima volta i nerazzurri sono costretti a giocare un match ad handycap.

E’ il 5° minuto, il tempo per recuperare il match c’è… La Roma abbassa il baricentro: l’obiettivo è molto chiaro, bloccare l’Inter in uscita e mandare i suoi uomini più veloci in ripartenza e di chiudere la partita senza correre grossi rischi.

Sono trascorsi solo 2 minuti e su una ripartenza Inter, Banega conquista palla, punta la porta e lascia partire una mina, che va a stamparsi sul palo destro interno del portiere gialloroso ormai battuto, la fortuna non è dalla parte di Ever: vista e rivista quell’azione, se la palla avesse colpito quel maledetto palo 3 centimetri in più verso destra la palla sarebbe terminata in rete e la partià ristabilità… Invece no, quella palla ha deciso di rimanere in campo… 

L’Inter propende per il possesso palla e mettere in movimento Perisic e Candreva alla ricerca di Mauro Icardi, il centravanti è sempre ben coperto da Manolas e Fazio e fatica a farsi trovare nella condizione di batere verso rete ia di testa che di piede… Perisic e Candreva sono quindi costreti a tentare la conclusione diretta: Szczesny è chiamato a rispondere a due buoni diagonali da sinistra di Ivan Perisic e ad una mezza girata al volo di Candreva, la conclusione più pericolosa dei nerazzurri nel primo tempo. Icardi non vede palla e prova a svariare per creare varchi… entativo vano, i giallorossi sono coperti piuttosto bene. Nel frattempo anche la Roma va vicino alla seconda segnatura un paio di volte ed almeno un altro paio di volte si rende periclosa.

Il primo tempo si chiude sull’1-0, ai punti forse ci stava un pareggio…

All’inizio del secondo secondo tempo è l’Inter che prova a fare la partita, la Roma rimane sempre in agguato, pronta a ripartire per far male. Per una ventina di minuti è l’Inter che mena la danza fino a raggiugere il pareggio, ancora Banega alla conclusione: uno-due con Icardi, Ever mette a sedere De Rossi e con un tocco sotto misura spiazza il portiere giallorosso, il pareggio ci sta tutto, in questa fase della partita è ampiamente meritato: da un po’ la Roma non produceva ripartenze pericolose e giocava quasi sempre dietro la linea della palla, era l’Inter che faceva il match, ma appariva evidente che gradualmente i ritmi dell’Inter stavano iniziando a calare, il giropalla rallentato, squadra che tende spesso ad allungarsi, la Roma appena conquista palla, rimaneva coperta e lanciava preferibilmente lungo o tra i piedi di Dzeko, che spizzava o smistava su Perotti o Salah, con Murillo sempre troppo distante per contrastarne le intenzioni… alla fine possiamo dire che è il centravanti della Roma l’uomo partita, indirizza ancora un paio di conclusioni interessanti, sulla seconda miracolo di Handanovic. Dzeko gioca a tratti da “falso nueve” ed a tratti da prima punta.

Mancano una ventina di minuti e De Boer tenta di metterci una pezza: Candreva scompare dal ampo, Ansaldi, reduce dall’infortunio non ne ha più, Joao Mario cala vistosamente, forse inizia a sentire quel fastidio al gemello che non gli ha consentito di arrivare al match in perfette condizioni fisiche, Frank inizia il giro dei cambi: prima il primo Gnoukouri per Joao Mario (’60), al ’62 Nagatomo per Ansaldi con Santon che gira a destra e Perisic che alterna posizione tra destra e sinistra, poi la scellerata sostituzione Jovetic per Candreva, la chiave del match!

Jovetic entra svogliato, cammina avanti ed indietro sulla fascia sinistra, di nessuna utilità per Nagatomo, tocca forse 2 o 3 palloni, fino a mettere la cliegina sulla torta: atterra Bruno Peres con uno sgambetto tanto netto qanto inutile in posizione pericolosisima, al limite dell’area, sulla sinistra di Handanovic. Da quella posizione Peres non averebbe potuto fare granchè, tra l’altro era pronto Gnoukouri ad uscire dala linea per il raddoppio di marcatura… dato per scontato che la Roma avrebbe messo in area saltatori di caratura, uno corto (Manolas), uno centrale (De Rossi) ed uno lungo Dzeko era facile prevedere chi avrebbe preso la palla… I giallorossi, La palla arriva a Manolas, il primo saltatore – temibilissimo – che colpisce con inaudita violenza, forse, e ripetiamo forse Handanovic era sulla traiettoria, purtroppo una deviazione allarga la traiettoria del pallone verso la sinistra del portiere e diviene imprendibile. 

Buona la partita disputata dalla Roma, certamente agevolata dal gol a freddo, buona la reazione dell’Inter, che costringe la formazione giallorossa a diradare le ripartenze pur di rimanere coperta e non rischiare nulla, gran gol di Banega a ristabilire la parità.

La disgrazia dei cambi: Spalletti sostituisce Salah con El Shaarawy: uomo di fascia veloce, con uomo di fascia veloce e Florenzi con Nainggolan: un cambio tra due centrocampisti in grado di svolgere con eguale efficacia i dettami del Mister.

…E la Roma si porta a casa i 3 punti… ma l’Inter ha demeritato? Saremo propensi a dire di no! La differenza tra le 2 squadre dove va ricercata? Il solito gol subito a freddo ed i cambi, Spalletti ha avuto la possibilità di inserire 2 cambi all’altezza dei giocatori sostituiti, l’Inter no. Inutile la buonissima presazione di Ever Banega che, finchè ha avuto birra ha giocato una signora partita, poi la qualità del suo rendimento è fisiologicamente scaduta di tono… Gli altri cambi Inter? Non all’altezza… Perchè? Ne parleremo nell’articolo di approfondimento in pubblicazione nel pomeriggio. 

Una situazione in vero assai complessa…. l’appuntamento è per l’articolo di approfondimento…

Amala!

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