Sampdoria – Inter 1 – 0, opinioni e valutazioni

Posticipo serale in trasferta per l’Inter che, reduce dal brodino caldo della vittoria casalinga con il Torino, e’ ospite della Sampdoria.

De Boer conferma per dieci undicesimi la formazione vittoriosa mercoledi’ sera, unica variante e’ il ritorno di Santon sulla fascia sinistra di difesa al posto di Nagatomo. Giampaolo, tecnico doriano, dopo aver testato le riserve nell’amichevole…pardon…nella trasferta di campionato contro la Juventus, questa sera schiera i titolari.

La prima nota dell’incontro e’ a firma blucerchiata, quando al minuto 7 una verticalizzazione per Quagliarella manda fuori tempo Murillo e Santon ma la conclusione del doriano e’ larga sul secondo palo. Passano cinque minuti ed e’ un contropiede 3-contro-3 a mettere Muriel in condizione di segnare ma anche in questo caso la palla e’ larga. Appare chiaro che l’Inter soffre le verticalizzazioni della Sampdoria; minuto 16 palla per Quagliarella, Handanovic blocca a terra. Icardi e’ troppo isolato in avanti e le palle alte che dovrebbero essergli recapitate sono gentili omaggi al portiere blucerchiato che, vista l’inconsistenza Nerazzurra, ne approfitta per fare esercizio in presa alta. Minuto 29, Santon pasticcia e regala un corner, Barreto attacca il primo palo ma la sua conclusione ne colpisce la parte esterna. Il primo cenno di presenza dell’Inter arriva al minuto 34 con Candreva con una conclusione da fuori che Puggioni devia in corner. Improvvisamente l’Inter si anima; minuto 38, Brozovic in percussione, finta e controfinta, sassata di sinistro, traversa-fuori. Minuto 40, Eder si invola a sinistra e mette in mezzo, Icardi anticipato di un attimo sul primo palo. Minuto 42, cross di Santon per Icardi che di testa manda a lato. Sembra che il tempo si possa chiudere in pareggio ma, nel miglior momento dell’Inter, un fraseggio breve al limite dell’area fa arrivare palla a Quagliarella che batte imparabilmente Handanovic. La beffa e’ servita.

Nessun cambio nella ripresa. Al minuto 46 Eder ci prova in solitaria, sterzata sulla sinistra e conclusione (molto) fuori misura…sembra che il pallone sia arrivato sul ponte di una nave ormeggiata nel porto. L’Inter tenta una (disordinata) reazione; Brozovic prova ad esserne il portabandiera ma i suoi suggerimenti in area non trovano pronti i compagni. Al minuto 66 ottimo cross del croato per Icardi che, a ridosso dell’area piccola, colpisce di spalla e manda alle ortiche un pareggio praticamente fatto. Minuto 70, punizione dai 25 metri, parte Eder e secondo pallone che finisce sui moli del porto ligure. De Boer manda in campo Perisic e Palacio per Candreva ed Eder, si gioca in una sola meta’ campo. Il disordinato assedio prosegue, Sampdoria in contropiede al minuto 86 ma Handanovic si oppone di piede a Budimir. Ma quando la dea bendata non ci vuole vedere non c’e’ niente da fare; minuto 90, Palacio riceve in area e da terra riesce ad alzare il pallone che rimbalza sulla traversa interna, ballonzola sulla linea di porta ma esce!! Tre minuti di recupero ma il risultato non cambia.

Quinta sconfitta in undici partite di campionato, ci si aspettava un passo in avanti ed invece si commenta l’ennesimo passo indietro. L’Inter non da’ seguito alla prestazione e soprattutto al risultato di quattro giorni fa. La Sampdoria fa il suo ed e’ sufficiente per avere ragione di un’Inter che, come a Bergamo, e’ incomprensibilmente assente per quasi tutto il primo tempo; non basta una ripresa piu’ di cuore che di ragione per ribaltare il risultato. Riparte la giostra del futuro di un allenatore confermato non piu’ tardi di due giorni fa dalla dirigenza e dalla proprieta’ ma qualcuno (e questo qualcuno non e’ l’allenatore) dovrebbe spiegare come mai nel giro di quattro giorni dieci-giocatori-dieci (nove se si esclude Handanovic) mercoledi’ fanno una partita al loro livello e domenica sembrano personaggi che si sono incontrati tre ore prima per andare a giocare a pallone la domenica sera. Nel frattempo, e nel caos piu’ totale, giovedi’ si va a Southampton per una partita decisiva per il girone di Europa League. Si salvi chi puo’.

== Chi sale ==

Di piu’ non si puo’: Handanovic
Ormai vittima sacrificale della ingiustificata assenza dei suoi compagni nei primi tempi. Non puo’ nulla su QUagliarella, salva su Budimir. Meriterebbe qualche partita di tranquillita’.

Corsia di sorpasso: Eder-Candreva
Le possibilita’ di segnare arrivano dalle rispettive fasce di competenza.
Candreva inizia crossando (non bene) poi capisce che e’ meglio tirare in porta costringendo Puggioni a sporcarsi i guanti.
Eder sfreccia sulla fascia sinistra come se fosse in autostrada nella corsia di sorpasso e si danna l’anima provando a combinare qualcosa di pericoloso. La sceneggiata dopo la sostituzione se la poteva risparmiare visto e considerato che non stiamo parlando di un giocatore di cui si tramandera’ il ricordo ai posteri.

Cenni di risveglio: Brozovic
Nel primo tempo quasi la butta dentro ma o per eccessivo personalismo o perche’ ha tenuto il capoccione basso (poteva servire Icardi o Eder) si e’ scontrato con la traversa. Nel secondo tempo si sbraccia per ricevere il pallone e da sue iniziative partono le occasioni piu’ pericolose. Non e’ bastato ma meglio vedere questo Brozovic e non l’irritante controfigura di qualche partita precedente.

== Chi scende ==

Inconcludenti: Joao Mario-Banega
Per il giovane portoghese e’ la peggiore prestazione fin qui disputata. Nonostante i mezzi tecnici a sua disposizione sembra giocare piu’ per obbligo che per scelta, si perde in tocchi inutili e leziosi. Il suo contributo e’ praticamente nullo.
Banega se ne sta sulle sue, fa cio’ che sa fare ma non da’ quel qualcosa in piu’ che gli si richiede.

Polveri bagnate: Icardi
Per tutto il primo tempo praticamente non vede un pallone, solo al minuto 40 quasi riesce a segnare su invito di Eder. L’erroraccio commesso nel secondo tempo e’ la cartina tornasole di una serata decisamente buia per lui come per tutta la squadra.

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