San Siro, custode di una gloria eterna

Le scale sono disposte a strapiombo.

Le scale sono disposte a strapiombo.

San Siro, custode di una gloria eterna

Le percorri; senti i brividi salire insieme a te. Per farti respirare anche quelle partite che non hai mai visto e vedere quei gol che non hai mai potuto ammirare. Attraversi le distanze che ti separano dal terreno di gioco. Come se stessi sfogliando un libro dove trovi consacrate le sue imprese. E allora cerchi di riviverle come se il tempo non fosse mai trascorso.

O si fosse fermato d’improvviso per darti la possibilità di diventare con esso un’unica cosa e vivere in una sorta di simbiosi.

 

Il Meazza è il Tempio e tu sei il custode della memoria. Assapori tutto come parte di un rito. Sei arrivato sino a lì e quelle pietre su cui è stato edificato tutto hanno la capacità di trattenere la tua emozione. E restituirti l’anima di tifoso innamorato.Chi nasce interista non riconosce altro al di fuori di queste mura. La vita in nerazzurro è un tratto indelebile del destino. E un tratto d’artista. Che prende forma lì.

A volte fai fatica a trovare il momento della tua conversione. Nel tempo, quasi inconsapevolmente, arrivi a conoscere tutti i movimenti in volo di Meazza; oppure prefiguri la storicità della mediana di ferro con Olmi, Locatelli e Campatelli. L’Ambrosiana, una continuità con la gloria nata vincente. La corsa di Frossi può diventare un modello da ricordare per imitarne l’efficacia.

Qui è la terra delle grandi rimonte; qui è la terra dove il gelo e la brina s’incontrano per generare calore. Le torri, alte come simbolo di modernità, ingabbiano tutto. L’urlo e i cori sembravano soffocati per poi deflagrare come dinamite. La Nord e San Siro avevano ordinato cento rimonte di coppa e lo scudetto si travestiva d’impresa.

Uniti da quell’urlo che saliva in cielo, capace di attraversare l’etere per trasformarsi in un coro di sfida e di guerra al mondo avverso.

La Pazza è un modo di vivere; te la porti con te dalla nascita. La strada per il Tempio è memorizzata  come la formazione degli Immortali di Mou e di H.H. Rappresenta un luogo del cuore dove ogni angolo è lastricato da memorie impossibili.

 

Lì è tatuata la storia.

Come il calore che trascinò Facchetti e compagni contro il Liverpool; o quando l’Aston Villa venne sepolto dall’ardore di Klinsmann, Berti e Bianchi.

La stessa grinta contagiosa di Mou che suonò la carica contro i catalani con lo sguardo rivolto verso gli spalti entusiasti per la magnificenza di una squadra che avrebbe aggredito il mondo.

Energia indistinguibile nelle diverse ere di una leggendaria storia.

Pasinato che corre in un’Inter “tutta italiana” è qualcosa che ricorda la fatica di Jair o la presenza ossessiva di Maicon sull’autostrada del cuore.

E ancora la corsa di Brehme o la potenza esplosiva di Kalle. L’Inter è un coacervo di colori e di pazzie. San Siro, per sempre lo scrigno!  Noi siamo gli abitanti. Fieri di esserlo, oggi e sempre!

Sandro Zedda

 

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