Skriniar e Ranocchia riscattano Genova e regalano la vittoria all’Inter

Se nel calcio esiste uno spazio naturale per parole come riscatto o rivincita allora tale spazio, questa notte, sarà degnamente occupato da Skriniar e Ranocchia.

 

Se nel calcio esiste uno spazio naturale per parole come riscatto o rivincita allora tale spazio, questa notte, sarà degnamente occupato da Skriniar e Ranocchia.

La domenica precedente i due difensori erano saliti sul banco degli imputati, additati come i maggiori colpevoli per aver spianato, con uno svarione, la strada alla vittoria del Genoa. Oggi, entrambi i nerazzurri, castigano un ottimo Benevento e lo fanno nel modo migliore ed opportuno, regalando alla propria squadra un sorpasso, sia pure temporaneo, ai danni di Roma e Lazio. Oltre ad un solitario terzo posto. Il Benevento si rivela più squadra dell’Inter, gioca un buon calcio e alla fine recrimina anche su un rigore negatogli (nella ripresa). Più in generale è l’intera gestione dell’incontro, da parte dell’arbitro Pairetto, a non soddisfare i giocatori campani. L’Inter, dall’altro lato, appare contratta sin dall’inizio, quasi timorosa. I risultati negativi degli ultimi tempi hanno probabilmente lasciato delle scorie nell’animo dei nerazzurri ed è difficile liberarsene. La sofferenza nerazzurra, al cospetto di un volenteroso Benevento, è un dato reale. Il pubblico s’indispettisce. Del resto per un’ora abbondante, in campo, si vede solo la squadra di De Zerbi. Il Benevento è bravo nella costruzione del gioco e sa far girare bene la palla; è decisamente meno sagace quando arriva il momento di concretizzare e tradurre il lavoro svolto in gol. Handanovic, infatti, non viene mai impegnato severamente. Insomma, la partita (dell’Inter) che non ti aspetti perché il Benevento arriva al Meazza umile ma anche sicuro dei propri mezzi. I campani fanno la partita e sembrano scatenati quando possono ripartire con veloci contropiedi. I tifosi interisti mostrano pian piano l’identica sofferenza della propria squadra.

Il centrocampo dell’Inter si trova ancora e solo nella mente del costruttore perché Rafinha appare alla ricerca della giusta posizione in campo e Gagliardini è decisamente sottotono (lento e mai preciso) tanto da rischiare il cartellino rosso per un paio d’interventi davvero pericolosi. La difesa, poco protetta, risulta troppo esposta alle incursioni avversarie. Il risultato di tutto questo è che la partita dell’Inter è scialba. Il primo tiro nerazzurro, verso la porta di Puggioni, arriva solo al 54’ ed è Vecino ad impegnare l’estremo difensore campano con un insidioso tiro dalla distanza. I destini nel calcio possono cambiare nello spazio di pochi istanti. Sandro è costretto ad uscire per infortunio e il Benevento cambia volto, in peggio. Il cambiamento, in casa interista, porta i nomi dei due difensori su indicati. Prima Skriniar (al 21’ del secondo tempo) sfrutta un angolo di Cancelo per portare in vantaggio l’Inter e poi Ranocchia, tre minuti dopo, raddoppia sempre di testa ( in tuffo) su un calcio di punizione dalla trequarti di Cancelo. Ranocchia segna un bellissimo gol e l’Inter ritrova il sorriso. Cancelo merita elogi con i nerazzurri che amministrano, sino allo scadere, il prezioso vantaggio. Alla fine il Benevento raccoglie zero punti ma la sensazione è che il lavoro di De Zerbi abbia qualità, quella che invece è venuta a mancare all’Inter, come ha avuto modo di ribadire lo stesso Spalletti, a fine gara, davanti ai microfoni di Mediaset Premium.

Amala!

Sandro Zedda

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