Udinese – Inter 1 – 2, 19° giornata campionato. Opinioni e valutazioni…

Il ritorno al calcio giocato per l’anno 2017 porta l’Inter dal clima mite di Marbella al freddo pungente dello stadio “Friuli”, ospite della sempre ostica Udinese nell’anticipo della diciannovesima giornata di Serie A.

Pioli conferma in blocco la buona Inter vista nel mese di Dicembre, unica variazione al tema il ballottaggio tra Banega e Joao Mario vinto dall’argentino. Nota di colore, nel vero senso della parola, e’ vedere l’Inter giocare con la terza maglia (che in Europa League non ha portato molta fortuna) ormai ribattezzata “maglia Sprite” che di Inter ha ben poco.

Fischio d’inizio ma Handanovic pare essere ancora in vacanza; il portiere Nerazzurro sbaglia un facile rilancio ma il giovane Jankto, giocatore dell’Udinese destinatario di cotanta grazia, stenta a crederci e non ne approfitta. L’episodio pare far suonare la sveglia al portiere Sloveno che cinque minuti dopo e’ presentissimo quando alza sopra la traversa una conclusione di Fofana. E’ l’Udinese a crederci di piu’ mentre l’Inter pare imballata e la conseguenza di questo stato non tarda ad arrivare; minuto 17, verticalizzazione di Zapata per Jankto che entra in area e questa volta non da’ scampo ad Handanovic. E’ sempre il giovane giocatore dei friulani a far ammattire la retroguardia Interista; minuto 22, ubricato D’Ambrosio, diagonale sul secondo palo fuori di poco. L’Inter praticamente non combina gran che; ad Icardi non arriva un pallone che sia uno, Banega non si vede quasi mai, lo schema di gioco pare essere “palla lunga a Perisic e vediamo cosa succede”, Candreva sembra stia ancora smaltendo il cotechino, D’Ambrosio ed Ansaldi patiscono oltremisura gli esterni di Del Neri. Al minuto 44 un cross di De Paul costringe Handanovic alla smanacciata in corner. Due minuti di recupero, al minuto 46 Icardi riesce a lavorare il primo pallone della sua partita, si decentra e scarica per l’accorrente Perisic che beffa sul primo palo Karnezis!! Visto l’andazzo del primo tempo e’ un pareggio che pesa come un macigno.

Ripresa che parte con un’Inter che cerca di sfruttare l’inerzia del pareggio. Perisic imita De Paul impegnando Karnezis, poi al minuto 49 e’ Banega a divorarsi il vantaggio mandando fuori, tutto solo sul primo palo, un cross basso di Candreva. La partita sale di tono. Minuto 55, Kondogbia perde palla a centrocampo, De Paul lancia Zapata che entra in area defilato e manda fuori cercando il primo palo. Pioli decide di cambiare Banega per Joao Mario. Fase confusa di gioco inframezzata da due dormite di D’Ambrosio e Ansaldi col pallone tra i piedi che potevano causare piu’ di un problema. Al minuto 70 Perisic, unico a dare significativi cenni di vita in avanti, guadagna una punizione dalla lunetta ma il suo tentativo di trasformazione esce di poco. Nel frattempo Icardi continua a non ricevere un pallone decente. Il minuto 82 ha dell’incredibile; traversone di Candreva, Karnezis pasticcia, Joao Mario colpisce a porta vuota ed a botta sicura ma Widmer si esibisce in una parata di piede degna del miglior Garella. Minuto 86, Handanovic esce in presa alta e rilancia velocemente su Joao Mario, il portoghese verticalizza per Eder (subentrato a Kondogbia) che viene abbattuto da Fofana. Dal successivo tiro di punizione, Joao Mario pennella in area dove Perisic si libra in aria e di testa mette imparabilmente nell’angolino opposto!!! E’ il vantaggio!! Ed e’ l’ennesimo gol decisivo di Perisic nei minuti finali di partita. Pioli alza le barricate inserendo Andreolli al posto di Perisic. Quattro minuti di recupero che sembrano non passare mai, anche perche’ l’arbitro Doveri allunga il recupero senza apparenti motivi. Nel frattempo un paio di giocatori dell’Udinese crollano come sacchi di patate in area di rigore Interista ma la maglia a righe bianconere non e’ uguale per tutti.

L’Inter riparte nel 2017 come aveva chiuso il 2016; quarta vittoria consecutiva ottenuta in quella che ormai si puo’ ribattezzare da “zona Cesarini” a “zona Perisic”; il croato sigla le due reti nei minuti di recupero e finali dei due tempi. E come nel 2016 la vittoria e’ a due facce; gol a parte, prima frazione decisamente insufficiente con troppi rischi e nessuna reazione allo svantaggio mentre nella ripresa si e’ visto qualcosa di meglio. In altri momenti partite cosi’ si sarebbero perse e magari anche malamente, questo pomeriggio ci si e’ attaccati soprattutto al carattere per portare a casa tre punti che pesano davvero tanto. Radiomercato comunica che saluta (senza troppo dispiacere) Felipe Melo ed e’ in arrivo dall’aeroporto di Bergamo il giovane Gagliardini.

== Chi sale ==

Il delitto perfetto: Perisic
Il titolo di un film del grande Alfred Hitchcock e’ la sintesi perfetta della sua partita. Se per tutto il primo tempo l’idea di gioco era “palla lunga a Perisic e vediamo cosa succede” significa che il Croato era l’unico che era in grado di combinare qualcosa. Fortunato in occasione del pareggio (Karnezis ci mette tanto di suo), bravissimo nel gol partita. A volte sbagliera’ gol pazzeschi ma quelli che segna sono sempre piu’ pesanti.

Sminatore: Handanovic
Il suo inizio partita sembra una replica di quanto visto al torneo di Marbella, fortunatamente e’ solo un momento che passa via senza danni e torna ai suoi abituali standard di sicurezza. Bravo ed attento soprattutto quando gli vengono recapitate polpette avvelenate sottoforma di cross.

Ministro della difesa: Miranda
Ha in Zapata un cliente non facile soprattutto sotto il profilo fisico ma con le sue capacita’, la sua esperienza ed un pizzico di mestiere (che non guasta mai) riesce a tenerlo sotto controllo.

== Chi scende ==

Disorientato: D’Ambrosio
Dalle sue parti il giovane Jantko fa praticamente quello che vuole, viene saltato troppo facilmente e fatica a rimanere in partita. Un passo indietro rispetto alle ultime prestazioni del 2016

Arrancante: Candreva
Se a sinistra Perisic si dimostra in palla, non si puo’ dire la stessa cosa dell’ex laziale che e’ parso lento e poco efficace sulla sua corsia di competenza. Un paio di spunti interessanti nel secondo tempo non bastano.

Alternanti: Brozovic-Kondogbia
Sono accomunati da una prestazione che li vede alternare una cosa buona ad una meno buona. Il croato e’ troppo impreciso, il francese passa da una veronica a palloni persi in modo troppo leggero.

== Nota a margine ==

L’occhio del padrone: Steven Zhang e Jun Liu
Il figlio del gran capo ed l’amministratore delegato erano presenti a “Friuli” per seguire personalmente la squadra. Messaggio piu’ o meno implicito a chi pensa che si possa battere la fiacca lontani dal “Meazza”. E siccome siamo a gennaio, ovvero nel pieno del calciomercato (di riparazione)…

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