Un’Inter intelligente rimonta la Lazio e va in Champions

L’Inter mancava dalla Champions League dal 2012. Sembra un’eternità.

Sembrano trascorsi anni luce dall’ultima apparizione nella massima competizione continentale.

L’Inter si qualifica alla sua maniera. Con molta sofferenza ma anche con una buona dose di merito. La partita dell’Olimpico fotografa, per certi versi, l’andamento dello stesso campionato. Quando tutto sembrava perso e la Lazio viaggiava con il vento in poppa, forte di un 2-1 conseguito attraverso l’espressione di un buon gioco, ecco spuntare l’Inter.

Prima Icardi mostra la necessaria freddezza nel trasformare in gol un calcio di rigore che lui stesso si procura e poi ci pensa Vecino ad abbracciare la storia in una notte da incorniciare.

Il centrocampista ex viola va a segnare il suo terzo gol stagionale. Il colpo di testa dell’interista ha il peso e la forma del castigo perché la Lazio, sino a quel momento, si era ben comportata. Tra le due reti nerazzurre anche l’espulsione di Lulic che rimedia il secondo giallo della serata. Curioso il fatto che tutte le reti di Vecino abbiano avuto come vittime le squadre romane; il terzo, in particolare, ha un sapore però speciale. È una rete pesante, di quelle che ti seguono poi per tanto tempo e non sono confinabili nello spazio di una singola gara. I 15.000 interisti che hanno seguito la squadra a Roma palesano emozioni in diretta e riescono a trasferirle, nel modo appropriato, al resto del popolo sparso per il mondo.

Un pubblico che non ha mai fatto mancare il suo apporto ma lo ha addirittura moltiplicato nell’ultima partita, la più insidiosa, la più difficile. Quella del dentro o fuori. Quella che può far male ma che ti può regalare, sia pure per una notte, già il profumo di quello che dovrà ancora accadere. Un momento che tutti aspettavamo dopo anni trascorsi tra un perdurante fair play finanziario tiranno e severo e le difficoltà che ancora accompagnano la ricostruzione di un club che nel Triplete aveva raggiunto la più alta vetta mai raggiunta da una squadra italiana.

Inevitabili le difficoltà e i problemi nel risalire la china. Oggi, l’ossigeno è rappresentato dal ritorno in quella competizione riservata alle grandi del calcio europeo. Una tappa intermedia nel cammino verso la risalita definitiva ma pur sempre una tappa fondamentale per il prestigio e l’immagine della stessa Inter. Decisiva se la si considera dal punto di vista economico e delle prospettive future. Importante, altresì, se vista in senso premiante per l’ottimo lavoro fatto dal mister Spalletti e dai suoi ragazzi.

Sullo sfondo le lacrime di Zhang colorano la notte. Hanno il potere di avvicinare, ancor di più, la proprietà alla stessa Inter. Dietro il club c’è sempre stato un modo d’ intendere lo sport e la stessa vita. Steven Zhang ha forse percorso lo stretto cammino che porta a sentirsi interisti nel profondo dell’animo. Il gol più bello in una notte da incorniciare.

Amala!

Sandro Zedda

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