Zenga strappa un punto all’Inter e si commuove.

I giocatori si schierano con il lutto al braccio per commemorare la morte di Azeglio Vicini, allenatore della Nazionale e grande uomo di sport.

Zenga strappa un punto all’Inter e si commuove. 

I giocatori si schierano con il lutto al braccio per commemorare la morte di Azeglio Vicini, allenatore della Nazionale e grande uomo di sport.

Non riusciamo più a vincere. Anche con il Crotone non troviamo il modo per portare a casa i tre punti. Non sono bastati neanche i 50.000 spettatori presenti a S.Siro che alla fine della partita hanno sottolineato, con i fischi, l’ennesima prova deludente della squadra nerazzurra. Per l’esattezza è la decima partita, tra campionato e coppa Italia, in cui gli uomini di Spalletti non riescono a trovare la strada verso la vittoria. Così anche Zenga stoppa Spalletti al termine di una partita in cui Eder porta in vantaggio i nerazzurri nella prima frazione di gioco e il crotonese Barberis sistema tutto nella ripresa regalando a Zenga il gol del meritato pareggio. Il periodo nero per l’Inter sembra non finire mai. Il Crotone appare ben disposto tatticamente in campo; Zenga gli ha dato una buona organizzazione di gioco e il tridente offensivo che ruota attorno a Trotta, Ricci e Nalini, promette d’impensierire la retroguardia interista. Tutta la squadra calabrese, più in generale, si muove bene e s’impegna. L’Inter è esattamente il contrario; la manovra offensiva appare lenta, compassata e troppo prevedibile. In particolare, negli ultimi trenta metri gli interisti evidenziano una mancanza di creatività apparente. 

Se dopo Inter-Chievo abbiamo segnato appena cinque reti il motivo è da ricercarsi in un meccanismo d’attacco che pare inceppato e che soffre più del dovuto. Il risultato di tutto questo sta in un primo tempo avaro di emozioni. Se l’Inter trova il gol del vantaggio poi non fa niente per imprimere la marcia giusta così da indirizzare il match verso i giusti binari e farlo proprio. Al contrario, arretra di alcuni metri e lascia al Crotone la possibilità di prendere coraggio ed entusiasmarsi. I giocatori calabresi sono encomiabili dal punto di vista della grinta e dell’ardore ma appaiono troppo scontati nella fase di avvicinamento al gol. Difficile, in queste condizioni, segnare anche se conservano il merito di crederci sempre. Nella ripresa si ripetono i ritmi del primo tempo. L’Inter non ha scossoni e così il Crotone trova il gol del meritato pareggio. Solo l’ingresso in campo del nuovo arrivato Rafinha consente all’Inter di migliorare la velocità di manovra ma non è sufficiente per confezionare significative occasioni da gol. Sei pareggi e due sconfitte negli ultimi otto turni. Questa, in sostanza, l’ultima Inter targata Spalletti. Sempre più netta è la sensazione che non si tratti soltanto di una mancanza di attributi ma anche una sempre più evidente carenza di qualità; a incominciare da un centrocampo poco costruttivo e senza idee per finire ad un attacco che appare lacunoso in termini d’incisività e concretezza sottorete.

Amala!

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