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Lautaro implacabile in campo ma… non dal dischetto

Lautaro implacabile in campo. Il capitano dell’Inter Lautaro Marrtinez sta vivendo la sua miglior stagione di sempre, sia dal punto di vista realizzativo, sia dalla leadership che mostra nel gruppo Inter ma anche dal fatto di essere sempre presente in partita, anche quando il gol non arriva.

Questa stagione, almeno fino ad ora, non ha visto il solito momento buio che Lautaro era solito avere nelle passate stagioni, segnando sempre e contro tutti, indistintamente.

La vittoria del mondiale nel dicembre del 2022 e la cavalcata Champions dello scorso anno hanno dato a Lautaro una consapevolezza incredibile e ha mostrato all’argentino quanto sia bello giocare competizioni del genere e riuscire ad arrivare fino in fondo.

Queste due esperienze lo hanno reso ancora più leader e, fortunatamente per l’Inter, ancora più affamato di trofei.

Certamente questa stagione, con la fascia di capitano al braccio e dopo l’addio di molti senatori dello spogliatoio, le responsabilità erano addirittura maggiori ma il ruolo è stato preso in carica nel migliore dei modi dal centravanti nerazzurro.

Lautaro Martinez da quando veste la maglia nerazzurra, ovvero l’ormai lontano 2018, ha sempre migliorato i propri numeri in confronto con la stagione precedente.

Arrivato nell’estate del 2018, alla prima stagione si trova a giocare poco come spesso accade a chi arriva al primo anno in Italia da un calcio diverso. Spalletti lo us sporadicamente anche perché in quel momento in titolare inamovibile del 4-3-2-1 era l’allora capitano e goleador Mauro Icardi.

La stagione e forse la carriera di Lautaro vede nel gol allo scadere al Napoli la prima svolta, con la seconda svolta data dal caso Icardi che sarebbe poi scoppiato a inizio febbraio, decretando di fatto la titolarità del toro e dunque la necessità di crescere più in fretta del previsto.

Il gol nel derby, proprio su rigore, sarà il primo di una lunga serie.

I numeri di Lautaro nelle stagioni all’Inter

Lautaro curva nord inter

Conclude la sua prima stagione con 35 presenze, 9 gol e 2 assist.

La seconda stagione, all’arrivo di Conte Lautaro è al centro del progetto insieme al nuovo partner d’attacco Lukaku, appena arrivato dal Manchester United.

La coppia, la famosa LuLa, regalerà gioie ai tifosi per due stagioni sotto Conte.

Nella stagione 2019/2020, pur non vincendo nessun trofeo e, dopo essere usciti ai gironi di Champions, dopo aver sfiorato la vittoria in finale di Europa League contro il Siviglia, la coppia d’attacco finisce con 55 reti segnate.

Lautaro sigla 21 reti, di cui 14 in Serie A e 8 assist in 49 partite, migliorando di molto la sua prima stagione.

Nella stagione 2020/2021, annata del scudetto numero 19, il centravanti argentino sboccia definitivamente ed è protagonista della cavalcata scudetto, contribuendo 19 reti, di cui 17 in Serie A e 11 assist in 48 partite.

La stagione post scudetto coincide con la prima stagione con Inzaghi come allenatore.

Sotto il tecnico piacentino, Lautaro realizza 21 reti in Serie A e confeziona 3 assist. Conclude con un totale di 25 gol e 4 assist in 49 partite disputate.

La scorsa stagione è stata ancora una volta una crescita in termini di numeri e prestazioni, seppur l’Inter la passata annata sia stata molto discontinua, soprattutto in campionato.

Nello scorso campionato, Lautaro ha segnato 21 gol e fornito 7 assist, in Champions ha contribuito a 3 gol e 3 assist. Chiude l’ultima stagione con ben 57 partite disputate, 28 gol segnati e 11 assist forniti ai compagni.

Questa stagione, l’argentino sta battendo tutti i record precedenti, andando a segno praticamente in tutte le partite.

Ad ora nelle 26 partite disputate di campionato, Lautaro ha segnato ben 23 gol e 2 assist.

Rapporto complicato con il dischetto

Continuando così, la proiezione sarebbe quella di raggiungere e forse superare il record dei 36 gol raggiunto prima da Higuain ed eguagliato poi da Immobile.

Siamo tutti d’accordo che lo status attuale di Lautaro sia quello del top player, dei primi 5 se non 3 attaccanti in Europa.

Ma, c’è una differenza con i bomber citati poco sopra… loro erano rigoristi e i rigori li segnavano!

Infatti, il vero tallone d’Achille di Lautaro continuano ad essere i calci di rigore, con il secondo errore dal dischetto della stagione, dopo quello sbagliato in Coppa Italia contro il Bologna.

Su 21 rigori tirati, il toro ne ha sbagliati 8. Un dato in totale controtendenza con i numeri a cui è abituato e ha fatto abituare i tifosi interisti.

Ieri sera, in assenza di Calhanoglu, vero cecchino dagli undici metri, la palla se l’è presa Lautaro che però è stato ipnotizzato da Carnesecchi.

Per dover di cronaca, Carnesecchi si presenta come ottimo para rigori, con 2 tiri respinti questa stagione.

E’ questo l’unico difetto provabile alla stagione stellare di Lautaro e, conoscendo la sua perosnalità, cercherà di perfezionare anche questo dato.

Nel caso in cui ci riuscisse, saremmo davanti a un fenomeno totale, capace di segnare davvero in tutti i modi.

Per ora ci godiamo un Lautaro mai visto prima d’ora, con la solita imprecisione dagli undici metri. “Problemi” che tante squadre in Serie A vorrebbero avere.

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Alessandro Guerra

Alessandro Guerra

Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, classe 98, il mio sogno è scrivere e commentare riguardo i miei principali interessi: politica italiana ed estera, cinema e musica (hip-hop su tutti) e ovviamente trattare di sport, in particolare di calcio e di Inter. Il giocatore che mi ha fatto innamorare dei colori nerazzurri è Adriano l'Imperatore.View Author posts