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Beppe Marotta e i colpi top nel mercato di gennaio

Beppe Marotta, nel corso della sua lunga carriera come dirigente sportivo, si è distinto per la sua grande capacità di cogliere al volo le occasioni che le sessioni di mercato sanno offrire, non solo in estate. Tra molti top e flop, vediamo le principali trattative portate a termine dall’amministratore delegato nerazzurro nel corso della sua carriera, anche al di fuori del mondo Inter.

Gli inizi dal 2019

Il primo squillo da dirigente nerazzurro del mercato di gennaio di Beppe Marotta è un portoghese, capace di salire sul tetto d’Europa nel 2016 con la propria nazionale: è Cedric Soares, che nel gennaio 2019 si trasferisce dal Southampton all’Inter in prestito oneroso di 500.000 € con diritto di riscatto fissato a 11 milioni, esordendo prima in Coppa Italia nella sconfitta ai rigori contro la Lazio, in cui realizza uno dei tiri dagli undici metri, e in Serie A il 3 febbraio 2019, in un’altra sconfitta casalinga, contro il Bologna (0-1). Il portoghese non avrà fortune in nerazzurro con appena 9 presenze totali e 0 gol che non gli valgono il riscatto. Un’occasione non sfruttata.

“Oh my God!”

Nel mese di Gennaio del 2020, mentre la pandemia di Covid-19 inizia a prendere piede nel mondo che ne è ancora allo scuro, Beppe Marotta decide di pescare da quello che oggi è il campionato di maggior livello, la Premier League. I nomi selezionati dal dirigente nerazzurro, coadiuvato dall’immancabile e instancabile Piero Ausilio sono tre: Ashley Young, Victor Moses e, last but not least, Christian Eriksen. Antonio Conte, all’epoca tecnico dell’Inter, vede esaudite le proprie richieste per rinforzare una squadra che al termine del girone d’andata, ha girato a 46 punti e a -2 dalla Juventus di Cristiano Ronaldo, forse il pezzo più pregiato della storia del mercato marottiano. Sebbene non arrivi una punta di riserva per dare respiro a Lukaku, giungono due esterni e quella mezz’ala tecnica e di personalità che alza decisamente il livello del centrocampo nerazzurro. Le cessioni di Politano, Gabigol e Lazaro completano l’opera e garantiscono le entrate utili al completamento delle tre trattative con i due esterni arrivati rispettivamente in prestito dal Chelsea (Moses) e a 1,5 milioni dal Manchester United (Young), mentre il fantasista ex Tottenham viene pagato ben 27 milioni. Gran lavoro di Marotta e Ausilio in questa sessione, in cui l’Inter risulta come assoluta protagonista.

Gli ultimi colpi invernali

Se il 2021, anno di grazia culminato con lo scudetto numero 19, non ha visto alcuna operazione di riparazione per la società nerazzurra, la successiva stagione, la prima di Simone Inzaghi in panchina con tanto di il tricolore sulla maglia, vede Marotta concentrare le energie per il mercato invernale per ridurre il gap dal Milan capoclassifica. Per far fronte all’infortunio di Joaquin Correa, Marotta decide per una soluzione low-cost, conosciuta e gradita al tecnico e l’arrivo di Caicedo dal Genoa viene accolta come una copertura su due fronti: per caratteristiche, l’attaccante nato in Ecuador può essere considerato un vice-Dzeko e numericamente Inzaghi si rimette in pari con i giocatori che avrebbe voluto in attacco. L’apporto dell’ex giocatore della Lazio, a fine stagione, sarà nullo: 3 presenze e 0 gol.

Eppure, poco prima dell’arrivo di Caicedo, l’Inter lancia la freccia decisiva bruciando ogni concorrenza per acquistare le prestazioni di Robin Gosens dall’Atalanta. Sebbene la Dea sembra aver raggiunto l’accordo con il Newcastle, Marotta e Ausilio anticipano tutti per accaparrarsi il cartellino dell’esterno sinistro tedesco che però arriva alla Pinetina con i postumi di un infortunio che lo aveva tenuto fermo ai box praticamente per quasi tutto il girone d’andata. Pagato la stessa cifra di Eriksen  e giocatore a tutta fascia, Gosens troverà il suo momento di gloria con il gol del 3-0 nel derby di Coppa Italia con il Milan ma, nonostante due stagioni in cui sfiora il bis in campionato prima e raggiunge la finale di Champions League lo scorso anno, alternandosi sulla fascia con Dimarco, l’esperienza del centrocampista teutonico si chiuderà con 50 presenze totali e soli 4 gol.

I colpi di gennaio al di fuori dell’Inter

Prima dell’approdo in Viale della Liberazione, datato Dicembre 2018, Beppe Marotta, come uomo mercato, ha fatto le fortune della Juventus, a partire dalla stagione 2010-2011. Come detto, il pezzo pregiato della collezione del suo calcio mercato è sicuramente Cristiano Ronaldo, prelevato nel luglio 2018 dal Real Madrid per una cifra andata complessivamente oltre i 100 milioni. Per numeri, il mercato del Marotta bianconero supera quello nerazzurro, con il lavoro del dirigente varesino che ha portato nel palmares juventino sei scudetti e due finali di Champions League.

Tra le intuizioni migliori dell’ex dirigente della Juventus, a partire da Gennaio 2011, si segnalano Andrea Barzagli, forse la migliore di tutta la sua carriera, pagato al Wolfsburg la cifra irrisoria di 300.000 € e che ha costruito l’impenetrabile BBC con Bonucci e Chiellini, e Alessandro Matri, decisivo per la conquista del primo scudetto dell’era Conte con i suoi gol, mentre tra i flop non si possono non menzionare giocatori quali Nicolas Anelka, Luca Toni e Pablo Osvaldo.


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Gianmarco Vella

Gianmarco Vella