Champions League: Real ai quarti, fuori il PSG

Il PSG floppa agli ottavi, nonostante l’ennesima campagna acquisti plurimilionaria

Il PSG floppa agli ottavi, nonostante l’ennesima campagna acquisti plurimilionaria

PSG – REAL MADRID 1-2

Neppure l’ennesima vagonata di milioni versata sul mercato ha avuto il potere di ‘acquistare’ la Champions League: al Psg serviva un’impresa – complicata dall’assenza di Neymar – contro il Real Madrid dopo il mezzo suicidio dell’andata, ma fare i conti con Cristiano Ronaldo e compagni da qualche annetto a questa parte e’ affare particolarmente complicato.

Dopo la doppietta dell’andata, CR7 ha trascinato il marsigliese Zidane (soddisfazione doppia per lui vista la rivalita’ tra le due citta’, e’ innegabile) ai quarti, consentendo al Real Madrid – fuori dalla Coppa del Re e a -15 dal Barcellona in campionato – di continuare a concentrarsi esclusivamente verso una ‘disumana’ terza Champions di fila. Non c’e’ stata partita, vinta peraltro dai campioni in carica per 2-1 (pari di ginocchio di Cavani al 71′, ma anche due pali madrileni con Lucas Vazquez e Asensio prima e dopo il guizzo di Casemiro).

Perche’, nonostante gli acciacchi di Modric e Kroos (recuperati solo per la panchina) abbiano costretto Zidane a cambiare assetto, sono state proprio le mosse Lucas Vazquez e Asensio esterni alti di centrocampo (Kovacic accanto a Casemiro, autore del gol-vittoria all’80’) la chiave di un match tenuto sotto controllo nel primo tempo e azzannato ferocemente nella ripresa. Quando Ronaldo e’ volato alto sull’assist di Vazquez e Verratti ha ucciso le residue illusioni parigine facendosi espellere a mezz’ora dal termine reiterando (era gia’ ammonito) le proteste per un’azione a meta’ campo. A quel punto a poco e’ valso l’immancabile timbro di Cavani, frutto di una carambola nell’area piccola madrilena.

A caccia della rimonta, Emery si era affidato all’esperienza di Thiago Motta tra Rabiot e Verratti e di Thiago Silva al fianco di Marquinhos: pesante l’assenza di Neymar, scelto Di Maria con Cavani e Mbappe’. Nonostante un Parco dei Principi infuocato – che sognava l’impresa del 1993, quando il Psg di Weah e Ginola trionfo’ 4-1 davanti al proprio pubblico rimontando il 3-1 dell’andata – il Real ha gestito e chiuso ogni varco, creando per primo i presupposti per il gol (gran riflesso su Ramos di Areola, che ha poi concesso il bis sul solissimo Benzema). Scena pressoche’ muta invece dalle parti di Navas, sollecitato soltanto poco prima dell’intervallo sulla doppia fiammata del Matador.

Il sogno della rimonta, dopo un flebile tentativo di Motta (altissimo dal limite), si e’ sgretolato al 51′, con l’immancabile ‘sentenza’ di Madeira: accelerazione di Asensio per Vazquez, cross perfetto per Ronaldo e colpo di testa che equivale gia’ ai quarti. Un aggiornamento sui numeri del fuoriclasse portoghese: 117 gol in 148 partite di Champions, il 12esimo in 8 gare quest’anno. Mostruoso. Real avanti e per Emery una salita gia’ impervia che si trasforma in un Everest: con tre reti si andrebbe appena ai supplementari. Pastore per Motta ma Verratti, gia’ ammonito, si fa cacciare per reiterate proteste nei confronti di Brych al 61′.

Follia dell’azzurro e Psg in 10, titoli di coda con mezz’ora d’anticipo, nonostante ci siano ancora da raccontare il pari di Cavani (di ginocchio), il definitivo 2-1 di Casemiro (con deviazione di Thiago Silva) e due pali: Asensio e Lucas Vazquez. Trionfo della Casa Blanca, per l’ottava volta consecutiva ai quarti di Champions. Per il Psg altro fallimento.
 

LIVERPOOL – PORTO 0-0

Dopo la netta vittoria per 5 a 0 nel match d’andata, il Liverpool pareggia all’Anfield Road contro il Porto e approda senza problemi ai quarti. Nel primo quarto d’ora di gioco le due squadre si affrontano a ritmi bassi, con i Reds che provano a mantenere il possesso di palla e i portoghesi pronti a ripartire di rimessa. Le uniche sortite offensive sono infatti delle due punte lusitane Aboubakar e Waris in contropiede, che pero’ non riescono mai ad arrivare al tiro. Si avvicina alla rete invece il Liverpool, grazie ad una sovrapposizione di Gomez sulla destra con palla messa al centro e solo sfiorata da Mane’.

Fino alla mezzora poi, e’ tutto un lungo possesso di palla da parte dei padroni di casa che pero’ non affondano il colpo. Ci prova il solito Mane’ con una bellissima giocata: stop di petto e tiro, con la palla che si stampa sul palo. Ci prova anche Lovren di testa sugli sviluppi di un calcio di punizione, ma la sua conclusione e’ di poco alta. Il Porto e’ comunque molto ordinato e disciplinato e non vuole chiaramente prendere un’altra imbarcata dopo quella d’andata.

La ripresa si apre con una buona iniziativa di marca inglese, con Henderson che cambia gioco per Moreno, palla in area per Milner, che pero’ scivola al momento del tiro. Risposta del Porto con un tiro da lontano di Waris, sul quale Karius si difende in angolo. Ormai il Liverpool quando ha il possesso palla si produce in un lungo Tiki Taka e quando arrivano dalle parti di Casillas, cercano di mettere in moto soprattutto Firmino, il quale al quarto d’ora porta a spasso tutta la difesa lusitana, ma non Felipe che gli nega il gol.

A ridare smalto al match ci prova Klopp che getta sul terreno di gioco Salah, che con un paio di tocchi di alta classe strappa gli applausi dell’Anfield Road. Nel finale ci prova anche il Porto, prima con Oliveira, ma la sua conclusione viene deviata in angolo e poi con Bruno Torres, che pero’ trova sulla sua strada l’appena entrato Klavan. Nel finale c’e’ gloria per il veterano Casillas, che con un bel colpo di reni nega la rete ad Ings, deviando il suo colpo di testa in calcio d’angolo.

Fonte Rai Sport

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