Conte: “Fare bene per un italiano all’estero è un qualcosa di importante che rende orgogliosa l’intera nazione.

Spero, un giorno, di tornare in Italia.

 

Conte: “Fare bene per un italiano all’estero è un qualcosa di importante che rende orgogliosa l’intera nazione.

Spero, un giorno, di tornare in Italia.

Intervistato da Rai Sport per la trasmissione ‘Dribbling’, Antonio Conte ha affermato: “L’Italia manca perché sono innamorato del mio Paese e un giorno spero di tornare. Fare bene per un italiano all’estero è un qualcosa di importante che rende orgogliosa l’intera nazione. Del futuro preferisco non parlarne, ho ancora due anni di contratto con il Chelsea e dobbiamo finire la stagione, poi se ne parlerà sicuramente. Se resterò qui la mia famiglia sarà assolutamente con me, non è facile stare all’estero senza di loro e senza la possibilità di rifugiarti nel calore familiare”. A proposito della sua esperienza londinese, poi Conte aggiunge: “Non è stato semplice arrivare in un nuovo campionato. Abbiamo stravolto quello che si faceva in passato nell’allenamento, nell’alimentazione. In Inghilterra anche a livello alimentare ci sono tante cose diverse, anche positive. Ripeto, esco fortificato da quest’esperienza, anche meno rigido e più aperto verso nuovi orizzonti. Ho però fatto capire anche l’importanza del dettaglio: il lavoro non inizia e finisce in quell’ora e mezzo di allenamento, è importante curarsi. Sulla lingua, quando sento dire che l’inglese è semplice non sono d’accordo, lo trovo difficile. Quando però sei molto determinato, trovi la forza per superare anche delle montagne che sembrano irte. All’inizio i giocatori sono rimasti stupiti dal mio approccio, ma questo è il mio modo di fare da sempre. In questo modo trasferisco la mia passione e condivido i momenti di gioia. All’inizio faticavano ad avere questo rapporto fisico che adesso si è instaurato: prima, quando li abbracciavo, restavano un po’ rigidi. Qui c’è un’atmosfera straordinaria, arrivi allo stadio e trovi area di festa e condivisione sia con i tuoi tifosi che con quelli avversari. Anche con i giornalisti è differente: in Italia leggi i giornali, l’articolo e la firma, e si possono creare attriti inevitabili; in Italia ti contestano da un punto di vista tattico, parlando della formazione e del sistema di gioco”.

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