Demolizione San Siro, caro Sindaco non ci siamo!

A Milano nasce il 'Comitato no demolizione San Siro', fatto prevedibilissimo...

A Milano nasce il ‘Comitato no demolizione San Siro’, fatto prevedibilissimo…

Notizia ANSA: Demolizione San Siro, caro Sindaco non ci siamo!

Infinite dicussioni, poi Milan ed Inter presentano la bozza per la realizzazione del nuovo stadio, che intendo realizzare insieme. Subito appare il parere illuminato dell’Assessore allo Sport del comune di Milano, Guarnieri: “San Siro è un impianto storico, ma non si può bloccare il progresso se esiste la possibilità di creare realtà più belle, innovative e affascinanti. Tutti i milanesi sono affezionati a San Siro e vedere modifiche provoca sempre sconvolgimenti ma noi non possiamo farci influenzare dal profilo emotivo. L’Amministrazione fa l’Amministrazione: deve valutare eventuali progetti sottoposti, i vantaggi per la città e i cittadini e dare le indicazioni migliori. Dobbiamo evitare ogni tipo di perdita per la città”.

L’Assessore Guarnieri appesantisce: “Lo stadio sarà di proprietà del Comune, Inter e Milan ovviamente ci giocheranno.” (NDR.: chi paga per la realizzazione del progetto? Il nuovo asset sarà pagato da Inter e Milan e “regalato” al Comune?” – Chi si prenderà carico delle manutenzioni ordinarie e straordinarie?”

Calca la mano il Sindaco Sala: “”È buffo come la comunicazione nei tempi moderni distorca così spesso la realtà”. Comincia così la precisazione che Beppe Sala, sindaco di Milano, ha voluto fare sulla propria pagina Facebook sulla questione stadio. “Ho detto più volte (ai due club e agli organi di stampa) che a mio parere San Siro è la storia del calcio e che quindi considero la sua ristrutturazione la soluzione migliore – le parole del primo cittadino milanese -. Se poi Milan e Inter preferiranno proporre un nuovo impianto, come Comune di Milano avremo il dovere di sederci intorno a un tavolo e ascoltare le loro ragioni, oltre, ovviamente, far valere le nostre. Non servono molte altre parole per spiegarsi”

Last but not least ANSA lancia la notizia: nato a Milano il comitato “No alla demolizione di San Siro: (ANSA) – MILANO, 27 MAR – A Milano nasce il ‘Comitato no demolizione San Siro’: a promuoverlo sono i consiglieri comunali del centrodestra (Forza Italia, Lega, Milano Popolare), con il presidente del Municipio 7, a guida Forza Italia, Marco Bestetti.

Ma sono arrivate adesioni anche dalla maggioranza, con Enrico Marcora, consigliere comunale della lista civica del sindaco Beppe Sala, che ha tenuto a battesimo il neonato comitato nel corso della conferenza stampa nella sede del Comune. Il Comitato punta a raccogliere le firme per indire un referendum popolare per chiedere ai milanesi se sono favorevoli o meno alla demolizione del Meazza, un’ipotesi ventilata nel caso in cui Inter e Milan decidano di realizzare un nuovo stadio.

“Raccoglieremo le prime mille firme per presentare ai garanti il quesito referendario e poi le successive 15 mila per indire il referendum”, ha fatto sapere il comitato.

Anche Malagò dice la sua solomonica opinione, leggiamola pure. Si tratta di un parere salomonico, che apre anche al nuovo impianto, non rinnegando il parere dei politici milanesi: il presidente del Coni, si esprime così sul tema: “Io non entro mai nelle valutazioni, la mia sarebbe un’entrata a piedi uniti. Ci sono le persone che hanno quelle competenze, io mi limito a dire che si devono fare stadi di nuova generazione. Non è possibile che ogni volta ci sia un’Italia spaccata a metà, chi investe non può rischiare alcun rinvio. La candidatura dell’Italia per Euro2028 è la madre di tutte le battaglie per avere stadi nuovi”

Solite italianate: l’Inghilterra aveva Wembley, il più importante stadio Europeo e forse del mondo, hanno compreso che era il momento di intervenire drasticamente. Wembley è stato demolito ed è stato costruito un nuovo impianto molto bello, da noi visto personalmente in occasione di Tottenham-Inter, funzionale e proiettato nel futuro.

Saremo mai in questo paese prendere decisioni capaci di prendere decisioni drastiche, ma realmente adeguate ai tempi ed alle necessità di chi ne usufruisce e non influenzate dalle ingerenze della politica? Che dal referendum politica-monarchia mette sulla bilancia una serie interminabile di flop che per vergogna non stiamo ad elencare e menzioniamo solo “il blocco dei cantieri”, che potrebbe dare una prima, forse non decisiva spinta per muovere la ruota economica della crescita zero?

Ricordiamoci dei mondiali di calcio Italia ’90… L’Italia è ancora piena di progetti iniziati e dismessi per ragioni sconosciute?

Ai posteri l’ardua sentenza!

 

 

 

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