Inter, quando la comunicazione non funziona

Sono bastate alcune dichiarazioni buttate lì dal Corriere della Sera per trasformare l’Inter in una polveriera.

Inter, quando la comunicazione non funziona

Sono bastate alcune dichiarazioni buttate lì dal Corriere della Sera per trasformare l’Inter in una polveriera. 

Per aggiungere caos al caos. Sembra di ripercorrere situazioni già vissute; cambiano personaggi e tempi ma l’immutabilità dell’ Inter è palese. Con una società che appare sempre arrivare un momento dopo l’evento e con una velocità di reazione pari a quella della squadra in campo. A parte i profili deontologici che coinvolgono la notizia i risultati sono stati quelli che tutti immaginavano ma che nessuno aveva il coraggio di manifestare o confermare.

Se il tecnico trova il modo di esprimere, sia pure con amici, il suo malumore per come vanno alcune cose all’Inter c’è anche da parte del lettore medio la piena consapevolezza che le parole espresse dall’allenatore agli amici romani non aggiunga niente di significativo ad una situazione paventata come evidente. Oltre le dichiarazioni “aziendali” e di facciata si avverte tutto il disagio di un allenatore a cui erano state fatte delle promesse e che poi non sono state mantenute. Il parallelo di Suning con Pallotta e la sindacabilità dei parametri di spesa denunciati come insufficienti autorizzano a ritenere che l’Inter, intesa come squadra, sia nata secondo prerogative diverse da quelle auspicabili dallo stesso Spalletti. I freni governativi cinesi agli investimenti esteri hanno lasciato l’amaro in bocca al tecnico di Certaldo.

Il silenzio di Suning sembra, oggi, avvolgere con supposto imbarazzo una verità che non doveva trapelare. D’altro canto Spalletti ha avvertito il peso della solitudine se ha palesato l’esigenza di esternare, sia pure in modo molto informale, uno status di cose insostenibile e che risulta accresciuto da una sessione di calciomercato in cui la società ha balbettato in più di un’occasione. In tutta la genesi degli eventi balza all’attenzione un aspetto in cui si agitano fantasmi antichi. Una comunicazione che non funziona e che coinvolge vari segmenti societari. Tra allenatore e società (per non parlare di quella con i calciatori) sino a rendere lacunosa quella verso l’esterno. L’unità d’intenti, se davvero esiste, dovrebbe nascere e persistere facendo leva su basi granitiche. Iniziando da una comunicazione solida ed efficiente.

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