La nuova Inter cinese in cerca di riscatto e gloria

I Cinesi che arrivano sono il segno di un mondo in continuo cambiamento e di una loro prossima invasione nel cuore dell’Europa…

La prima notizia è che Thohir è riuscito dove Moratti aveva fallito tre anni fa: trovare acquirenti danarosi in grado di “salvare” l’Inter e garantire, simultaneamente, un salto di qualità del club nerazzurro. Suning sembra avere la potenza economica giusta per modernizzare e rendere l’Inter finalmente competitiva elevandola al rango dei più grandi club europei e mondiali. Suning è un gruppo industriale in continua espansione e il suo proprietario, Zhang Jindong, ha un patrimonio che lo colloca tra gli uomini più ricchi della Cina e del mondo.

La certezza, stavolta “certificata” è che i cinesi detengano grossi capitali da investire e l’Inter rappresenti un brand italiano di sicuro successo e dal forte impatto emotivo. Importante sarà trovare l’organizzazione societaria giusta e idonea a dare risposte vincenti in tempi brevi.

La seconda notizia è epocale perchè Massimo Moratti lascia l’Inter dopo ventun’anni di passione e successi. Moratti ha rappresentato una delle ultime figure dell’imprenditoria milanese ancora capace d’impiegare ingenti risorse economiche in un soggetto considerato e gestito come un bene di famiglia. La certezza che resta dopo il secondo passaggio della famiglia Moratti è che coloro che arrivano dovranno confrontarsi con quella che è stata, dal punto di vista storico.

L’Inter dei Moratti, è un club che ha raggiunto, per la seconda volta nella propria storia, i più importanti traguardi europei e mondiali. Moratti è stato passione e grande slancio emozionale, anche nei suoi errori, alcuni propri e altri indotti, ma pur sempre il suo impeto ambiva a fare dell’Inter una squadra da tramandare ai posteri. Uno sforzo, possiamo dirlo oggi, forse proibitivo. Il Triplete, senza la follia di Moratti, probabilmente non ci sarebbe stato.

Suning ha inteso tutto questo; ha capito il peso della tradizione e il senso di vittoria ultimo che appartiene al club. Ha intuito anche la potenzialità di espansione del brand e in questo Thohir ha recitato un ruolo di primo piano.

Chi scrive ha sempre prediletto un certo equilibrio in ambito societario e tra le forze in campo. Di conseguenza l’esistenza di un pacchetto azionario italiano, in funzione di garanzia, sarebbe servito da elemento equilibratore in un consiglio di amministrazione che risulterà fortemente sbilanciato. E con poteri decisionali illimitati e concentrati nelle mani di pochi.

Inter tutta la vita!

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