L’Inter ha la sindrome degli Estranei

Perisic gioca a nascondino. Icardi è a un bivio

© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS

Perisic gioca a nascondino. Icardi è a un bivio

L’Inter ha la sindrome degli Estranei

Si sa, l’Inter è una squadra strana. Dopo tutte le diatribe, un pareggio contro un’Atalanta fin qui straripante può non soddisfare la squadra di Spalletti. I misteri di questo gruppo sono molteplici e se non fosse stato per l’infortunio di Brozovic forse staremmo parlando di un altro finale. Per Handa e compagni era importante non perdere questa gara, per evitare spauracchi e rincorse troppo ravvicinate: dall’ultimo tour de force della stagione, l’Inter esce con cinque punti di vantaggio dal quarto posto e il morale rafforzato dall’aver tenuto duro nonostante le assenze di Stefan De Vrij e Lautaro Martinez.

 

Certo, ci sarebbe sempre quel piccolo particolare del non riuscire a costruire nulla se il gioco stagna. È successo anche contro la squadra di Gasperini, di assistere a un giro palla sterile e continuativo, inframmezzato da errori tecnici di bassa lega che hanno impedito una fluidità consistente nel proporsi davanti la porta di Gollini. Un po’ come nel Trono di Spade, serie cult che si appresta alla sua conclusione: così come gli Estranei ogni inverno cercano un modo per valicare la Barriera, allo stesso modo l’Inter ha provato ad affacciarsi sulla trequarti avversari, brancolando però nel buio. E se la saga di George R.R. Martin abbonda di figure carismatiche cui gli eserciti si appigliano per guadare le difficoltà, l’Inter non è riuscita a trovare quell’uno in grado di bucare la difesa avversaria.

NASCONDINO – Se la difesa ha retto l’urto di un’Atalanta priva di ZapataVecino ha giocato una partita intermittente e Gagliardini ha sofferto in alcune situazione di transizione. Nainggolan è entrato a freddo e non è riuscito minimamente a incidere nella gara, anche se l’assenza più evidente è stata quella di Ivan Perisic. Il croato non è riuscito a incidere minimamente sulla gara, anzi in alcuni casi è risultato fermarsi troppo spesso sull’uomo, senza provare a smarcarsi. Una gara difficile, anche se dall’altra parte Politano ci prova con costanza e punta l’uomo, richiamando sempre il raddoppio. A pensarci bene, c’è una sorta di chiasmo disegnato in campo: da un lato, Poli che spinge e D’Ambrosio che rincula, attento a non far finire nel mezzo delle catene di costruzioni laterali dell’Atalanta. Dall’altro, Perisic che s’impappina e Asamoah che prova a spingere e – soprattutto nel primo tempo – si fa vedere. Il problema, come si ripete ormai da un anno, sono i cross che inesorabilmente si schiantano contro gli avversari e si rendono inutili.

BIVIO – Checché se ne dica, la discriminante dei primi venti minuti è stata Mauro Icardi. La partita che ha giocato il numero 9 è stata importante, perché ha di fatto sopperito all’assenza di Nainggolansvariando su tutta la trequarti e sviluppando una fitta rete di passaggi spalle alla porta che sicuramente avranno fatto piacere a Spalletti. Sono stati tre i lanci con cui ha mandato un compagno in porta, smarcandolo dall’avversario.

Per poco Vecino non segna un gol pazzesco, e se Perisic e Politano fossero stati un po’ più lesti staremmo celebrando uno pseudo ritorno alla normalità, con sei punti guadagnati in due gare. Ma così non è, anche perché – su filtrante di Nainggolan – è lo stesso Maurito a divorarsi il possibile 1-0, sparando addosso a Gollini. Tutto da rifare, ma nel secondo tempo l’incantesimo si spezza e la squadra accusa l’assenza di Brozovic. Borja Valero prova a ridisegnare geometrie, ma le sue fiammate si infrangono nuovamente nel muro della Dea. Ora, la cosa più importante. Con il gruppo delle inseguitrici guidato da Milan e Atalanta distante cinque punti, bisogna macinare punti contro il Frosinone prima dei due big match casalinghi contro Juventus e Roma. Spalletti ha annunciato che da mercoledì Martinez rientrerà in gruppo e per la prima volta sia lui sia Icardi saranno disponibili e – di fatto – candidati a una maglia da titolare. Sarà interessante vedere come Maurito e Lautaro approcceranno questa settimana, quando saranno per la prima volta legittimi “nove” nel 4-2-3-1 di Spalletti. Quale sarà la gerarchia?

Fonte FC INTER NEWS

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