Moratti e l’Inter…

Intervista a Massimo Moratti…

Massimo Moratti, ex patron dell’Inter, è stato intervistato, in esclusiva, da “Il Giorno” per parlare della sua grande passione: l’Inter:

Su Juve-Inter – “Se mi aspettavo di arrivare in queste condizioni al derby d’Italia? Non pensavo facessimo in tempo ad essere così vicini. Pensavo saremmo risaliti perché Pioli è bravo e lo è anche Zhang Steven, ma non con questa velocità e continuità. Se avevo ragione nel dire che Suning doveva stare più vicino alla squadra? Chi prende una squadra di calcio deve sempre stare vicino al gruppo, questo a prescindere dal fatto che la Proprietà sia italiana o straniera. Se dovesse arrivare un successo allo Juventus Stadium si potrebbe pensare anche allo scudetto? Be’, quando sei lì… Credo che già pensare oggi al secondo o terzo posto sia un anticipo sui tempi, con quel che è successo a inizio stagione. Un’opportunità concreta, considerato che non abbiamo vinto per colpi di fortuna. Non porrei un obiettivo così alto solo perché può sfasare questa marcia della squadra, arrivata in maniera molto umile. Se mi accontenterei del pareggio domenica sera? Potrebbe essere un buon risultato. Dovesse arrivare la vittoria saremmo obbligati a pensare anche al primo posto, ma la partita è la partita. Nessuno fa calcoli. Chi acquisterei dalla Juve di oggi? Dybala. Avrei tentato di prenderlo a tutti i costi, quando lo ha trattato l’Inter io stavo andando via. Ma ne toglierei più di uno ai bianconeri, anche Higuain è fantastico” .Se la vedrò da casa? Be’ una volta seguivo la squadra in trasferta a Torino. Ho smesso nel 1998…”.

Su Thohir – “Quello di Thohir è stato un passaggio. In parte è riuscito nel suo intento, in parte no. Thohir voleva fare di più ma entro certe regole, al contrario Suning ha intenzione di investire e la situazione è diversa”.
Moratti e il tifo – “Mi sono abituato a fare il tifoso anche se all’inizio non è facile, dopo che per tanti anni sei stato alla guida della società, del resto dal punto di vista economico è normale che una famiglia non possa affrontare le cifre che mettono sul piatto i cinesi. Sotto l’aspetto gestionale non cambia nulla, chi lo fa ha attorno un’organizzazione. Quel che conta in una società è avere qualcuno che si prenda le responsabilità, i giocatori sentono la sua presenza. All’Inter oggi è importante la figura della famiglia Zhang, padre e figlio, persone con carattere gentile ma forte, che fanno quel che serve per andare bene”.

Il Mister Pioli – “E’ un ‘Normal One’ deciso, non un buono che lascia fare. Ha polso, ama la disciplina nel gruppo ed è una persona di carattere, solo non fa palcoscenico e lavora. Chi mi ricorda Pioli della sua gestione? Ranieri, per discrezione e normalità. Un gran signore. ”

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