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Perché i nerazzurri hanno scelto di allenarsi a Cornaredo? Chi paga? E la città cosa ci guadagna? - Un po’ di chiarezza dopo le polemiche sul campo blindato - Intanto, l’amichevole di domenica fa il tutto esaurito.

Tifosi nerazzurri allo stadio Cornaredo di Lugano

Perché i nerazzurri hanno scelto di allenarsi a Cornaredo? Chi paga? E la città cosa ci guadagna? – Un po’ di chiarezza dopo le polemiche sul campo blindato – Intanto, l’amichevole di domenica fa il tutto esaurito.

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CORNAREDO – «Per tanto così potevano andare ad allenarsi a Guantanamo». «Quanto costa ai contribuenti la permanenza dell’Inter? Qual è il vantaggio?». «Quanta sicurezza! E chi paga?».

Sono solo alcuni dei commenti comparsi sui social media in concomitanza con l’inizio del ritiro pre-campionato della squadra di Antonio Conte a Cornaredo. I più si dicono delusi dagli allenamenti a porte chiuse: «Non si vede nulla, lo stadio sembra blindato».

Poco importa se l’informazione era già stata resa nota tempo fa: in molti si sono detti «stupiti» e «delusi», sperando forse in una sorta di «operazione simpatia» in salsa luganese dei nerazzurri.

«Nessuna “operazione simpatia”, – spiega Roberto Mazza, direttore della Divisione sport della Città di Lugano che ha seguito da vicino l’organizzazione del ritiro – ma una richiesta dell’Inter all’interno di un accordo siglato con l’Esecutivo e il FC Lugano. La sola presenza della squadra sulle rive del Ceresio consente un ritorno in termini di immagine».

L’Inter è venuta a Lugano perché ad Appiano Gentile, dove si allena di solito, sono in corsi lavori di ammodernamento Ma facciamo un passo indietro per chiarire scopi e motivazioni di questo campo di allenamento.

Tutto ha inizio a metà marzo quando Giuseppe Marotta, direttore generale della squadra milanese, contatta il FC Lugano tramite il direttore sportivo Giovanni Manna, chiedendogli di poter venire a Lugano per il ritiro di inizio stagione. Il motivo? Lavori in corso sui campi di Appiano Gentile, dove di solito si allenano (a porte chiuse) i nerazzurri.

L’Inter sta cercando un’alternativa comoda vicino a Milano, perché a luglio vi sono ancora movimenti di mercato e bisogna poter andare e venire velocemente dal capoluogo lombardo.

«Ecco perché – spiega Mazza – la società si è detta disponibile a rinunciare ai compensi che, solitamente, le regioni italiane pagano per ospitare i club calcistici (si parla di cifre che possono raggiungere il mezzo milione di euro) facendo invece una scelta pragmatica e vicina alla loro realtà».

Oltre alla comodità, a motivare la scelta dell’Inter sono anche la precisione e la sicurezza che contraddistinguono la Svizzera, oltre al sistema di organizzazione tra Cornaredo e Villa Sassa, ormai ben oliato dopo i soggiorni della Nazionale rossocrociata e di quella svedese. Detto, fatto: l’Inter propone, la Città e il FC Lugano si attivano e chiamano a raccolta gli sponsor.

Niente prato centrale a causa del cantiere per il rifacimento del campo principale, da lunedì Handanovic e compagni si stanno preparando sui campi B1 e B2 di Cornaredo.
Il centrale sarà però accessibile sabato per l’allenamento di rifinitura (i primi 15 minuti saranno aperti ai rappresentanti della stampa, come nel caso di quello della “Nati” l’estate scorsa prima della partita con il Giappone, e a 100 membri dell’Inter club Svizzera estratti a sorte, ma non al pubblico) e domenica per l’amichevole con i bianconeri.
Bianconeri che, proprio per lasciare campo libero all’Inter, si stanno allenando ad Asiago. «La squadra di Renzetti, dal canto suo, guadagna un rapporto privilegiato con la società nerazzurra», spiega ancora Mazza.
E la Città? «In primis, il vantaggio di avere un’amichevole di questo calibro (che di solito può costare anche un milione), poi una vetrina non solo in tutta Italia ma in tutto il mondo e, infine, un rapporto con gli sponsor di una squadra che è un’azienda che fa intrattenimento a livello globale. Siamo fortunati ad averla qua», conclude.
Il Nerazzurro, l’unico vero quotidiano dei tifosi interisti!

Fonte: Corriere del Ticino

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