Roma – Fiorentina 2 – 0, i giallorossi mettono a rischio il terzo posto in classifica

Inopinata sconfitta della Roma all’Olimpico

Sesta vittoria consecutiva per la Fiorentina che passa all’Olimpico superando 2-0 la Roma nell’anticipo della 31esima giornata di Serie A.

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Prova di grande compattezza e solidità dei viola che approfittano di una Roma sfortunata (un palo e due traverse) e che paga anche le scorie della Champions League. A  decidere il match le reti nella prima frazione di Benassi e Simeone.  I gigliati salgono a quota 50 in classifica e sono settimi in piena corsa per un posto in Europa League. Pesante ko per i giallorossi che  restano terzi a quota 60 ma rischiano il sorpasso da parte dell’Inter e l’aggancio da parte della Lazio, entrambe impegnate domani in trasferta rispettivamente contro Torino e Udinese.        

La squadra di Pioli sblocca il match dopo 7 minuti. Veretout crossa per Pezzella, l’argentino prolunga per Saponara: l’ex Milan crossa rasoterra per Benassi che supera Alisson con un preciso sinistro. I  padroni di casa hanno l’opportunità per pareggiare poco dopo con Dzeko  ma la conclusione di destro del bosniaco termina sul palo. Poco prima della mezz’ora ancora il numero 9 giallorosso si rende pericoloso ma il suo tiro è deviato è neutralizzato da Sportiello in uscita.

Al 39′ arriva il raddoppio di Simeone. Il ‘cholito’   prende palla sulla trequarti, entra in area, resiste al ritorno di Manolas, supera Bruno Peres e sull’uscita di Alisson lo anticipa e segna in scivolata. La squadra di Di Francesco parte con un piglio più deciso nella ripresa sfiorando la rete in tre occasioni nel primo quarto d’ora due con Dzeko e una con Nainggolan. Particolarmente ghiotta quella che capita sul destro del belga che spreca sparando addosso a Sportiello da distanza ravvicinata.

Intorno alla mezz’ora la traversa ferma due volte la Roma, prima con un colpo di testa di Schick su cross di Florenzi e poi con Fazio, sempre di testa, su calcio d’angolo battuto da Kolarov.Nel finale i capitolini continuano a spingere con rabbia alla ricerca almeno del gol della bandiera ma le energie e la lucidità scarseggiano e non succede più nulla di importante fino al triplice fischio di Fabbri.

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Fonte RAI SPORT

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