Suning: l’EL è d’obbligo, una questione di prestigio.

Suning: l’EL è d’obbligo, una questione di prestigio.

Il Corriere dello Sport spiega: “I soldi in arrivo dall’Uefa sono importanti, ma alla base del forte desiderio dell’Inter di confermarsi almeno in Europa League dopo la pessima figura fatta quest’anno nel proprio girone c’è soprattutto la voglia di Suning di esportare il proprio brand nel Vecchio Continente. La proprietà ha fatto sentire ai giocatori il suo messaggio forte: nessun calo di tensione e nessuna resa sono ammesse nelle ultime 8 giornate. Suning vuole assolutamente la qualificazione diretta alla prossima Europa League, ‘evento’ certo con il quarto o con il quinto posto (se la Lazio non vincerà la Coppa Italia e arriverà dietro l’Inter)”. Da evitare invece il sesto posto, che vorrebbe dire terzo turno preliminare di Europa League tra fine luglio (27) e inizio agosto (3). Nemmeno da prendere in considerazione il settimo posto, che significherebbe una stagione senza Europa. Da Suning sono stati piuttosto chiari in tal senso. L’Europa League non vale assolutamente la Champions in termini economici, ma resta comunque una vetrina continentale che per un club come quello nerazzurro dovrebbe essere imprescindibile. C’è poi il capitolo legato al FFP. “L’Inter ha la certezza di essere rientrata nei -30 milioni di passivo richiesti da Nyon per il bilancio 2015-16, ma non ha rispettato altri target legati al monte stipendi e agli ammortamenti. E’ dunque scontato che la lista Uefa non sarà neppure stavolta da 25 elementi (ma ancora da 22) e che ci saranno difficoltà nella compilazione legate ai valori di acquisto dei calciatori (alcuni dei più pagati potrebbero dover restar di nuovo fuori). Sarebbe dunque una nuova Europa League in salita, ma Suning non accetta un’esclusione”, sottolinea ancora il Corsport.

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