Tu che mi rubi l’anima

Il trascorrere del tempo cristallizza gli eventi e li pone nella luce più idonea per quella che dovrebbe essere la lettura reale dei fatti.

Il trascorrere del tempo cristallizza gli eventi e li pone nella luce più idonea per quella che dovrebbe essere la lettura reale dei fatti.

Tu che mi rubi l’anima

Il trascorrere del tempo cristallizza gli eventi e li pone nella luce più idonea per quella che dovrebbe essere la lettura reale dei fatti. L’evento, isolato nella sua portata storica e sgravato dalle emozioni del momento, si presta alla comparazione con altri eventi, presenti e passati. Solo allora se ne intuisce l’importanza assoluta.

In questo senso, Inter-Barca di mourinhiana memoria è il paradigma di una squadra. Come pure il tre a zero di Inter-Liverpool del 12 maggio 1965. Inter-Barcellona, la partita più bella degli ultimi vent’anni, ha ricevuto la patente di capolavoro in quella notte del Meazza ma i contorni della leggenda li ha vestiti nel tempo.

Il dominio catalano ha conferito alla compagine guidata da J. M. un senso di eterna e classica bellezza. Gli eroi del Triplete hanno interpretato un momento, seppur esaltante.

I libri sono stati umiliati da imprese di  legionari e la follia ha spesso vestito i panni di un regista occulto. Una follia che sembra travolgere chi indossa la maglia o solo abita il mondo nerazzurro.

Noi capaci di vincere tutto e in epoche diverse. Agnelli & Berlusconi, lontani e distanti. Con le loro televisioni, giornali e moviole.L’Internazionale ha vissuto più di cento anni alimentando un sogno che continua; chi s’impossessa delle chiavi accede a un qualcosa che non ha eguali.

Allora respira un senso di magia come custodita dalle mani sapienti di qualche monaco o religioso. Tanti hanno contribuito a superare il concetto di squadra, sino a trasformarla, in una filosofia da adattare alla vita di tutti i giorni.

Ma è il pathos, la sofferenza nel raggiungimento della meta che segna e decreta l’avvenimento come slegato dalla normalità. Questa sancisce l’unicità e la straordinarietà. Arriva ad ammantarla di una sorta di spiritualità e gli interpreti assurgono al rango di personaggi epici.

Il mondo del Mito ha generato l’ultimo Zanetti. Non si registra mai alcun baratto o compromesso. Solo undici uomini che vestono la gloria di una maglia che fu di Meazza e Facchetti, Lorenzi e Mazzola, Zenga e Bergomi.

Mai soli e sempre soffocati dall’amore dei propri tifosi. L’avversario può allora diventare il mondo e una Nord senza confini armerà i piedi dei nostri ragazzi. Nessuna resistenza mediatica o di altra natura ci potrà mai travolgere.

Le manette saranno spezzate e trasformate in esplosivo da scaraventare oltre la rete avversaria.  La solitudine è la nostra imperitura forza.

Tra cadute e vittorie. Nascere e risorgere. Non è importante stabilire il momento preciso in cui il calice della coppa sarà riempito da altre lacrime di gioia perchè sarà come tutte le altre volte. Sarà “Un attimo che può durare una vita”.

Amala!