Zanetti: fiducia totale al Mancio

Javier Zanetti ha parlato ai microfoni della trasmissione TikiTaka di Cesare Maldini, di Totti, di Higuain, ma ha rilasciato anche dichiarazioni che riguardano la sua Inter:

Javier Zanetti ha parlato ai microfoni della trasmissione TikiTaka di Cesare Maldini, di Totti, di Higuain, ma ha rilasciato anche dichiarazioni che riguardano la sua Inter: “Ho sempre avuto un bel rapporto con Paolo e ho conosciuto anche Cesare. Se ne va una grande persona, amata da tutti per quello che ha fatto per il calcio italiano e mondiale. In campo c’era rivalità tra me e Paolo, ma fuori ci lega una grande amicizia perché perché ci conosciamo da tempo e c’è grande ammirazione. Conoscevo la sua carriera quando sono arrivato all’Inter, ci siamo affrontati molte volte”.
All’ex capitano dell’Inter viene anche chiesto cosa ha provato al momento del suo addio allo stadio Meazza: “In quei momenti c’è grande emozione. C’era la mia famiglia e mi veniva voglia di abbracciare ognuno dei nostri tifosi perché c’è un grande legame tra me e loro. Condividere quella sera con lo stadio pieno è una cosa meravigliosa”.

Un addio al calcio che si appresta a dare anche Totti e proprio del capitano giallorosso ha parlato Zanetti: “Credo avesse tantissima voglia di giocare quel derby, ma quando uno è lì rispetta la scelta dell’allenatore e credo alla fine sia stato felice per il risultato della squadra. Per tutto quello che rappresenta Totti per la Roma, merita un grandissimo addio”.

Non manca una domanda sulla reazione scomposta di Higuain a Udine: “In quei momenti scatta tanta amarezza per il risultato, anche perché la Juve aveva vinto prima. Mi spiace perché Higuain è un grande campione e non siamo abituati a vederlo così. Non è semplice controllare i nervi, dipende dalla personalità di ognuno. Conosco bene Gonzalo, siamo stati compagni in nazionale, in quel momento è stata la delusione a prendere il sopravvento. Higuain non era arrabbiato con l’arbitro, ma con il proprio compagno. Guardate il labiale, in argentino dice «dammela prima»”. Il discorso si sposta sulle pressioni che offre la piazza di Napoli e Pardo chiede all’ex capitano dell’Inter in che modo Mourinho riusciva ad isolare la squadra dalle pressioni: “Lui aveva grande personalità, sentiva la pressione in modo intelligente, ma io credo che anche il Napoli fino a ieri abbia gestito tutto molto bene”.

Il discorso si sposta poi sulla Juventus, in studio si surriscaldano gli animi per alcune dubbie decisioni arbitrali ma Zanetti da il proprio giudizio sui bianconeri: “La Juve ha grande mentalità, organico forte e gruppo compatto. Quando deve vincere, vince. Sono abituati a gestire la pressione ed hanno individualità che possono risolvere la partita in qualsiasi momento. Anche contro il Bayern hanno fatto una grande partita sotto ogni punto di vista, poi credo però che i tedeschi abbiano meritato di passare il turno”.

Poi spazio all’Inter, dai momenti più belli a qualche piccola delusione: “La panchina nel derby con Mazzarri? Grande rispetto per la scelta del mister, sono sincero, avrei voluto fare almeno dieci minuti, ma con rammarico ho accettato. Purtroppo abbiamo anche perso. Il momento più bello all’Inter? Madrid. Una cosa straordinaria con il ritorno a Milano alle 5 del mattino e lo stadio pieno ad aspettarci. Era una squadra di grande personalità con un allenatore molto intelligente. É stata la vittoria del gruppo. Moratti? Vuole rimanere con noi per rinforzare ancora di più la nostra società. La Champions? Ci dobbiamo credere fino alla fine, ma adesso diventa molto complicato. Il Torino ha fatto un grande secondo tempo, ma poi in nove diventa difficile. Se Thohir si arrabbia? Si, certo. Come tutti. Fino alla partita contro la Lazio eravamo molto solidi, adesso dobbiamo rimediare. Anche quando eravamo primi sapevamo benissimo quale fosse l’obiettivo e che un momento di difficoltà poteva arrivare. Non ci aspettavamo però potesse durare così tanto. Mancini? La fiducia nei suoi confronti totale”.

Sul calcio milanese in generale, Zanetti si esprime così: “Mi spiace per Milano che merita di lottare per traguardi più alti, ma al momento la realtà è questa e bisogna accettarla. Poi io sono ottimista e credo che ci riprenderemo. Il ritiro lungo imposto dal Milan? Se hai un gruppo intelligente può essere produttivo. Ma non è facile”.

 

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