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Nuovo anno, nuova corsa: cosa resta all’Inter del 2023

Ora che abbiamo smaltito le sbornie post capodanno, è tempo di rimettere insieme i puzzle della stagione nerazzurra. Il 2024 si prospetta come l’anno della consacrazione per gli uomini di Inzaghi, anche se sarebbe il caso di parlare di profondo “desiderio”. Già, quello che per molti è uno degli obiettivi stagionali (lo Scudetto, ndr), per il mister piacentino è diventato l’obiettivo numero 1 e questo concetto ha avuto maggior risalto dopo le dichiarazioni del padre durante un’intervista rilasciata a La Gazzetta: “Simone ha un sassolino nella scarpa, si chiama Scudetto“.

Ma prima di addentrarci nel percorso di questo nuovo anno, è bene anche guardarsi alle spalle e capire cosa di buono, e anche di meno buono, è stato fatto dall’Inter in questo 2023 che ci siamo appena lasciati alle spalle.

Il 18 Gennaio 2023, con un 3 a 0 a Riyad l’Inter si aggiudicava la sua seconda Supercoppa Italiana consecutiva contro i cugini del Milan. Inzaghi, ribattezzato da tutti “Re di Coppe“, è stato capace di infliggere una lezione tecnico-tattica ai rossoneri, freschi campioni d’Italia, e portare a Milano sponda nerazzurra la Coppa nazionale. Quella tra Inter e Milan si rivelerà, per tutto l’anno 2023, una sfida senza soluzione di colpi. Saranno 5, infatti, i Derby tra Campionato e Coppe Europee tra le due compagini, e saranno tutte vittorie nerazzurre, con un pesante 12 a 1 sul tabellino dei marcatori.

Campionato tra alti e bassi

Il Campionato, invece, ha riservato alti e bassi. Contro un Napoli che ha fatto un capolavoro calcististico incredibile, non c’è di fatto stato nulla da fare. La corsa Scudetto non è stata mai definita aperta, né tanto meno qualcuno ha cercato di riaprirla. La magia del “Maradona” ha creato tutti i presupposti affinché lo stemma tricolore fosse ricucito, dopo tanti anni, troppi secondo alcuni, sulle maglie di quella squadra a cui El Pibe de Oro aveva regalato, ai tempi, sogni di vittoria e momenti magici. Nonostante questo, il cammino dell’Inter nel 2023 ha avuto un passo importante se si pensa che, considerando anche quest’inizio stagione 23/24, i nerazzurri hanno inanellato 51 partite nell’anno solare 2023 realizzando 90 punti (una media di 2,19 punti a partita, mica poco direi).

Mentre si diceva addio al sogno chiamato Scudetto, la panchina nerazzurra ha vissuto diversi momenti di terremoto mediatico. Giornalisti, opinionisti, tifosi da tastiera, un pò tutti ad un certo punto volevano “la testa” di Simone Inzaghi, nel periodo della stagione coinciso con diversi passi falsi che hanno di fatto rappresentato il punto più basso sia dell’apprezzamento della squadra sia dei risultati sportivi. Ma nel calcio si sa, basta poco per ribaltare opinioni e considerazioni. L’Inter in quel periodo ha fatto scudo. Staff, giocatori, dirigenza e la parte vera del tifo nerazzurro, si è chiusa a protezione per cercare il modo di risollevare le sorti di una stagione che poteva ancora regalare delle emozioni, dei sogni.

E cosi la squadra avanzava incontrastata su due fronti: Coppa Italia e Champions League. E mentre la prima è stata l’ennesima Coppa portata a casa da Inzaghi, dopo una sfida per nulla facile all’Olimpico contro la rivelazione Fiorentina di Vincenzo Italiano, per la seconda, la Coppa dalle grandi orecchie, il percorso è stato bello, intenso ed emozionante.

I nerazzurri, complice anche un’urna clemente in fase di accoppiamento dei turni eliminatori, hanno spazzato via tutti gli avversari che portavano alla finale di Istanbul, tra cui i cugini rossoneri in semifinale. E’ stata la vendetta servita dopo quell’Euroderby del 2003 in cui fui il Milan a staccare il pass per la finale. Appagati un pò di tifosi nerazzurri, gli uomini di Inzaghi si sono così ritrovati a giocarsi la finale più importante contro la corazzata inglese guidata da mister Pep Guardiola: il Manchester City.

L’epilogo lo conosciamo tutti, purtroppo non è stato favorevole ai colori nerazzurri. Ma è rimasto l’orgoglio di un cammino europeo che ha reso entusiasta tutto un popolo interista.

Il 2024, come abbiamo detto in apertura, sarà l’anno del profondo “desiderio”, e siamo sicuri che in un modo o nell’altro gli uomini di Inzaghi sapranno lottare partita dopo partita per trasformare questo desiderio in realtà.

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Mirko Patera

Mirko Patera