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Nuovo San Siro: Sala apre ma potrebbe essere tardi

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San Siro nuovo e vecchio: una questione che va avanti da anni tra il valore storico dello stadio e la necessità di migliorie e ammodernamenti strutturali. Nonostante le contrarietà dei tifosi delle due squadre di casa (ma non solo), l’amministrazione comunale non aveva mai aperto ad una possibilità che concepisse una riqualificazione o un piano di migliorie all’impianto già esistente, almeno fino alle ultime dichiarazioni.

San Siro, Sala apre al “vecchio” stadio: come reagiscono Inter e Milan?

Una telenovela lunghissima quella partita circa otto anni fa, quando le voci di un Meazza troppo vecchio e superato avevano iniziato a farsi sempre più insistenti. Tutti i tifosi, innamorati di un teatro ricco di storia e di successi nonché detentore del record dell’unico stadio di due squadre vincitrici della Champions League (ci sono riuscite recentemente le due di Manchester, che però militano in impianti differenti), si chiedevano se non si potesse semplicemente rimodernare invece che abbandonare.

La risposta del sindaco Sala era sempre stata negativa, portando così le due società all’idea di una nuova struttura comune nella stessa area circondata da un nuovo complesso di edifici commerciali, proprio ai danni di un San Siro dal destino incerto. Con il passare del tempo, delle opposizioni e dei diversi assetti societari che riprendevano il progetto da capo ogni volta su ambedue le sponde, è emersa la voce inaspettata di Vittorio Sgarbi.

Il critico d’arte aveva dichiarato l’inviolabilità dello stadio Meazza, confermata anche dalla Soprintendenza alle Belle Arti e altri beni, riportando al punto di partenza tutte le macchinazioni: la struttura non poteva essere demolita e sarebbe rimasta in ogni caso. Milan e Inter, anche se solo a livello verbale, hanno allora iniziato a muoversi con l’idea di un nuovo impianto ma questa mossa ha suscitato ben più di qualche perplessità sul destino di San Siro, che a quel punto diventerebbe una sorta di stadio fantasma e uno dei più grandi ecomostri del mondo.

Da qui le dichiarazioni di ieri del sindaco di Milano, indiscutibilmente tardive, come ultimo tentativo per salvare una difficile situazione: può la sua proposta interessare ancora i due club? Certo l’investimento richiesto per la costruzione ex novo di un impianto ultra moderno sarebbe a dir poco considerevole, almeno un miliardo di euro, e sicuramente complicata nella scelta di zone in cui costruirlo (ad esempio San Donato Milanese o Rozzano) promosse soltanto sulla carta con lo scopo di produrre utili.

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Fabrizio Pettenati

Fabrizio Pettenati