Aldo Serena il predestinato

L’attaccante interista legò il suo nome allo scudetto dei record. Gran fiuto per il gol e un colpo di testa straordinario. Un vero cecchino dell’area di rigore.

Aldo Serena

L’attaccante interista legò il suo nome allo scudetto dei record. Gran fiuto per il gol e un colpo di testa straordinario. Un vero cecchino dell’area di rigore.

Aldo Serena il predestinato

Uomini e campioni

 

L’attaccante interista legò il suo nome allo scudetto dei record. Gran fiuto per il gol e un colpo di testa straordinario. Un vero cecchino dell’area di rigore.

Aldo Serena il predestinato. La storia di Aldo Serena è quella di un fortissimo attaccante con una dote molto importante: la propensione al gol.

Cresciuto nelle squadre giovanili del Montebelluna attira, sin da giovanissimo, le attenzioni dell’Inter. Così il club nerazzurro lo acquista strappandolo alla concorrenza.

L’esordio, con i colori nerazzurri, è indimenticabile. In serie A, contro la Lazio, il 19 novembre del 1978. Bagnato da un gol. Insomma, un predestinato.

Assenti i titolari Altobelli e Muraro, il tecnico Bersellini s’inventa un tandem nuovo, composto da Chierico e Serena; il ragazzino timbra il terzo gol di un robusto quattro a zero finale.

È un vero girovago tanto da meritarsi l’appellativo di “attaccante con la valigia”. Como, Bari e Milan. Un pò di nerazzurro, anche due anni di Juventus.

Dal 1987 al 1991 trascorre proprio con la casacca dell’Inter il periodo più significativo da professionista del calcio.

Con la beneamata ha legato il suo nome all’Inter dei record. Alla fine di quel torneo, edizione 1988-1989, risultò il miglior marcatore con 22 reti. Entusiasmante anche la vittoria nella Coppa Uefa del 1991.

Serena è stato un attaccante generoso, quello che rientrava per aiutare la squadra, che si sacrificava. Era dotato di un colpo di testa straordinario. Difficile da contrastare, aveva un’ottima capacità d’elevazione. Un vero cecchino dell’area di rigore.

Se il sinistro era il suo piede preferito, l’attaccante veneto concedeva il meglio nel gioco aereo. Lo stacco imperioso si univa ad una virtù nel saper indirizzare, con forza, il pallone nel posto giusto.

All’Inter, nel quinquennio summenzionato, ritrova Trapattoni dopo gli anni in bianconero. Ed è un gran feeling.

Il Trap è tecnico da grande squadra. Sa dialogare con i campioni ed è bravo nel gestire le situazioni più complicate.

Serena si trova a suo agio e dà il meglio. Anche la squadra adotta degli schemi che ben si conciliano con i movimenti della punta. Tutto sembra finalizzato nel favorire, tra le altre cose, gli inserimenti e i gol di Serena.

Il gol, nel derby d’andata, fu da antologia. L’Inter fece la partita perfetta. Serena la rete perfetta. Matteoli lancia Bergomi sulla destra. Cross dalla destra del terzino e Serena che colpisce di testa in tuffo.

173 presenze in maglia nerazzurra e 56 gol. In Nazionale 24 le presenze con 5 gol.

Sandro Zedda

Il Nerazzurro, l’unico vero quotidiano dei tifosi interisti
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