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Uomini e campioni: oggi parliamo di Agostino Di Bartolomei

I grandi campioni non hanno maglia! Romano e romanista Agostino Di Bartolomei nacque a Roma l’8 aprile del 1955.

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I grandi campioni non hanno maglia! Romano e romanista Agostino Di Bartolomei nacque a Roma l’8 aprile del 1955.

Il “Diba” era quel ragazzino imperturbabile, serio e razionale che con il pallone tra i piedi tra le file dei giovanissimi all’oratorio San Filippo Neri dimostrava tutto il suo talento, che ben presto lo portò tra le file del settore giovanile della Roma.

Il suo amore per la Roma e per la sua casacca giallorossa lo fecero divenire uno dei più grandi leader indiscussi della storia del club romano.

Era quel “Ago,Ago,Agostino gol” che la curva sud intonava durante le partite, quando il triangolo delle Bermuda tutto al giallorosso Pruzzo – Di Bartolomei – Conti tra cross, dribbling, visione di gioco e missili terra-terra lasciava gli avversari spaesati e sconfitti.

Ogni partita si trasformava in uno spettacolo di magia che colpiva e affascinava tutto il popolo giallorosso.

Diba giocò con la sua amata Roma 308 gare, di cui 146 da capitano, realizzando 66 gol.

L’impresa che lo rese il capitano dei capitani, il leader indiscusso e uno dei più grandi calciatori del club fu la conquista del secondo scudetto nella stagione 1982/1983 e la vittoria di ben tre Coppa Italia.

Putroppo però, nonostante il successo e i titoli vinti, nel 1984 con l’arrivo di Eriksson in pachina, Diba fu ceduto al Milan.

Indossò per l’ultima volta la casacca giallorossa nella finale di Coppa Italia vinta contro il Verona in un Olimpico stracolmo di bandiere al vento,cori inneggiati a gran voce e con uno striscione in curva sud che recitava << Ti hanno tolto la Roma ma non la tua curva.>>

Giocò tre stagioni con il Milan fino al 1990 anno in cui nella file della Salernitana, decise di riporre definitivamente scarpini e casacca non rompendo mai,però, quel filo d’amore che lo teneva legato al calcio.

Difatti, dopo il ritiro, fondò e si dedicò alla sua scuola calcio a Castellabate che tutt’oggi porta il suo nome.

Era la mattina del 30 maggio del 1994 quando il Diba decise di togliersi la vita.

Un episodio che lasciò un grande dolore tra le file dei romanisti che a distanza di anni lo ricordavano come il loro unico capitano.

Quell’uomo sicuro di se e della sua squadra che gli aveva fatto vivere grandi emozioni e li aveva fatti sentire vincenti.

E cosi, vuoi per destino vuoi per casualità, a dieci anni esatti di distanza dalla finale storica della Roma contro il Liverpool, quello striscione della curva sud veniva di nuovo esposto ma questa volta come tributo al grande capitano Di Bartolomei…

Ora vive con i campioni del passato!

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