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“La mia vita da numero 10”, esce l’autobiografia di Beccalossi

Il numero 10 è fantasia, genio. Il giocatore che può sempre dare una svolta alla partita, in qualunque momento. Lo sa bene Evaristo Beccalossi, una vita in maglia nerazzurra dal 1978 al 1984. Trequartista mancino dal rendimento discontinuo che gli valse il soprannome “Dribblossi“, ideato da Gianni Brera.

Campione d’Italia nel 1979/80 e apprezzato opinionista televisivo dopo il ritiro, in campo rappresentava il fantasista per antonomasia. Per un’Inter in carenza di dribbling, le sue qualità sarebbero oggigiorno preziose. Ma il volume “La mia vita da numero 10“, autobiografia di Beccalossi scritta insieme a Eleonora Rossi e in uscita in libreria, racconta aneddoti e storie di un calcio che non c’è più. Di un ruolo – quello del trequartista – che è sempre più sacrificato.

La responsabilità di poter cambiare la partita da un momento all’altro e l’euforia dei tifosi, ma anche la loro disillusione nelle giornate più buie. La vita del numero 10 è un’epoca lontana, un ricordo sbiadito di un ex calciatore “con un piede nel passato, e lo sguardo dritto e aperto nel futuro“, usando le parole di Pierangelo Bertoli. Per Beccalossi, attuale Capodelegazione della Nazionale Under-20, il calcio non fa parte di una vita trascorsa. Il volume, edito da Diarkos, ripercorre le tappe più significative della carriera del “Becca” con la maglia dell’Inter, con un occhio sul calcio moderno, sempre in evoluzione.

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Alessio Castagnoli

Alessio Castagnoli

Aspirante giornalista, sempre alla ricerca di qualcosa da dire e cercando di farlo nel migliore dei modiView Author posts