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Dalla malattia alla rinascita, Acerbi si racconta

Francesco Acerbi si racconta: il difensore numero 15 dell’Inter, Francesco Acerbi, si è raccontato ai microfoni di Che Fatica La Vita Da Bomber regalando qualche curioso aneddoto sulla sua tecnica e sulle esperienze. Per Acerbi il calcio è sempre stato prima una passione e poi un impegno ma la malattia arrivata nel 2013 ha stravolto i suoi piani: ora giocare a calcio per lui è divertimento anche se si direbbe qualcosa in più visto l’impegno, la costanza e la maturità che porta in campo. Il tumore che aveva bussato alla sua porta gli aveva tolto per un momento la speranza di tornare sul terreno di gioco, ma una volta sconfitto, Ace è tornato in campo portando sacrificio e diligenza.

Francesco Acerbi, classe ’88, ha ancora tanta fame di vincere e di dimostrare le sue qualità. Essendo ormai da un anno parte integrante di un gruppo molto solido, la sua mentalità si riversa sopra ai tanti giovani nerazzurri che in campo con lui pensano sempre alla partita successiva.

La delusione di Istanbul

Se per i tifosi nerazzurri dimenticare la notte di Istanbul non è stato immediato soprattutto dopo che la squadra era arrivata fino a lì facendo una entusiasmante strada in Champions League superando le aspettative e perdendo per un miserabile 1-0, lo stesso non si può dire per Acerbi, ma questo fa parte dell’essere un professionista. Per il centrale dell’Inter è bastato un giorno per metabolizzare e voltare pagina, come lui stesso afferma sono queste le perdite che ti fanno ripartire dopo un esame di coscienza. Quella notte racchiude l’esperienza e il merito di essere arrivati in finale, la vittoria è stata aver preso il meglio per riversarlo sul nuovo capitolo stagionale.

Il segreto di Acerbi

Molto spesso ci si concentra più sulla bravura che percepiamo d’impatto tralasciando i particolari, i movimenti tecnici che un giocatore compie per essere categorizzato come “bravo” o “forte”. Francesco Acerbi ha raccontato alla pagina di Che Fatica La Vita Da Bomber il suo particolare per marcare al meglio un giocatore: disinteressarsi dell’uomo in sé ma concentrarsi su ciò che potrebbe fare mentre muove il pallone.

“Quando hai capito di avercela fatta?”

Per un calciatore di 35 anni forse a questa domanda potrebbe essere molto semplice dare una risposta, non per Francesco Acerbi che non ritiene di avercela fatta: le sue parole molto decise raccontano tanto di lui, la sua estrema voglia di arrivare fino in fondo è tanta, probabilmente risponderà a questa domanda l’ultimo giorno che toccherà un terreno di gioco, quando farà i conti.

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Marta Bonfiglio

Marta Bonfiglio