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Bellanova poteva servire a questa Inter?

Artefice di una buona stagione a Torino, Raoul Bellanova ha avuto un passato nerazzurro alle sue spalle. La domanda è: poteva servire all’Inter di oggi?

Il 22 aprile del 2024 sarà una data complicata da dimenticare per i tifosi nerazzurri. D’altronde in quel piovoso lunedì sera l’Inter è riuscita a conquistare uno Scudetto incredibile al termine di una stagione pazzesca. Uno Scudetto che in quel momento non era presente a San Siro, ma sicuramente la certezza matematica di averlo vinto è bastata di gran lunga per poter innescare la ‘miccia’ sparsa per tutta Milano. Per di più non si può immaginare un’emozione più forte di vincere un campionato battendo i propri rivali di sempre. I nerazzurri hanno quindi coronato un sogno di milioni di tifosi, conquistando sia il derby di Milano e sia la seconda stella. Una testimonianza indelebile che rimarrà stampata nella storia dell’Inter fino alla fine. Non deve essere poi così male essere protagonisti di un’impresa così importante da poterne ammirare i ricordi in maniera indelebile.

Ci sarà modo e tempo per parlare degli artefici e degli interpreti di questo film meraviglioso, ma al contempo c’è bisogno di fare un appunto. Grandissimo merito va al direttore d’orchestra Simone Inzaghi, che a differenza di quanto si possa credere ha raggiunto questo incredibile successo con il lavoro iniziato da ormai 3 anni a questa parte. Naturalmente i protagonisti di quest’anno sono diversi e la stagione mozzafiato di questa Inter è avvenuta durante l’arco dell’annata 2023/2024, eppure c’è stato bisogno di maturare e sbagliare per poter arrivare qui e farsi trovare pronti. A testimonianza del fatto che per poter terminare un anno così prolifico nel migliore dei modi serve anche tanta preparazione fisica, qualità e abilità nel gestire determinate situazioni che potrebbero, invece, ostacolarti e fermarti dalla rincorsa del proprio obiettivo.

In questi 3 anni ci sono stati diversi profili che hanno contribuito alla crescita di questa Inter. I profili più esperti come Edin DzekoDanilo D’Ambrosio, che insieme ad altri membri d’esperienza hanno saputo incidere nel momento del bisogno, distribuendo anche tutto il loro sapere a chi ne avesse più necessità. Per non parlare anche delle giovani leve, che con la loro voglia, determinazione e passione hanno dimostrato all’intera squadra l’atteggiamento giusto per affrontare le ultime 3 stagioni. In ottica di Inter-Torino, uno dei giovani da analizzare non può che essere Raoul Bellanova.

1 – Le giovanili rossonere e l’approdo all’Inter

Raoul Bellanova - giovanili del Milan

Chi avrebbe mai pensato che un giocatore amante dei colori nerazzurri avesse un passato nelle giovanili rossonere? Un passato abbastanza lungo, peraltro, che lo ha visto passare in tutte le categorie delle selezioni giovanili del Milan. Un periodo sicuramente positivo per un ragazzo milanese, nativo di Rho, che ha permesso di potenziare al meglio le sue qualità, oltre che ad assumere maggiore consapevolezza dei propri mezzi. Nonostante fosse un giocatore assolutamente importante e dal futuro tutto da scrivere, il Milan non se l’è mai sentita di farlo debuttare in prima squadra. L’unica consolazione del laterale italiano è la foto con il suo idolo Cristiano Ronaldo, arrivata nell’ultima panchina della sua carriera rossonera in Milan-Juve.

Raoul Bellanova - periodo all'Inter

Dopo l’esperienza nella Milano rossonera, Bellanova ha girato parecchio fra l’Italia e la Francia in cerca di minutaggio prezioso per la sua crescita. La prima tappa è stata il Bordeaux, dove però non è mai stato preso davvero in considerazione. L’unico ricordo della sua parentesi francese sono i 63′ contro l’Angers in Ligue 1, prima di essere definitivamente scartato dai progetti della società. Poi ci sono stati i prestiti all’Atalanta e al Pescara, l’acquisto del Cagliari e l’arrivo alla corte di Inzaghi. L’Inter ha pensato che il suo apporto nello scacchiere dell’allenatore piacentino potesse essere rilevante, viste le sue doti ottime nella corsa e nella progressione con la palla al piede. Peraltro avrebbe potuto far rifiatare due laterali come Denzel DumfriesMatteo Darmian nelle partite meno importanti. Nel suo anno di Inter riesce a vincere la Coppa Italia e la Supercoppa italiana e gioca anche qualche minuto nella finale di Champions League persa con il Manchester City, per poi ripartire verso una nuova destinazione.

2 – Il presente al Torino

Raoul Bellanova - presente al Torino

Una piazza avvincente e stimolante, con un gruppo di qualità e ambizioni importanti. Il classe 2000 non si è fatto attendere due volte e ha accettato con grande piacere l’offerta del Torino. Nel capoluogo piemontese aveva finalmente la possibilità di mettersi in mostra, mettendo in risalto le proprie qualità in una squadra ricca di talento. Non è semplice affrontare questo tipo di esperienze con il piglio giusto, ma pare proprio che l’ex Milan ci sia riuscito alla grande. Al di là dei puri e semplici numeri – 1 gol e 6 assist in 32 partite -, il suo apporto all’interno delle dinamiche e degli schemi di gioco dei granata è a dir poco fondamentale: le sue sgambate verso la linea del calcio d’angolo, i suoi cross e la sua grinta sono tutte prerogative che una squadra del tecnico croato Ivan Juric deve avere e rendere il suo punto di forza. Bellanova è autore di una stagione di altissimo livello, che peraltro gli ha permesso anche di debuttare per la prima volta con la maglia della Nazionale italiana. Ora il suo sogno è l’Europeo di questa estate e chissà se l’ex Inter Luciano Spalletti non ci abbia già pensato a riservare un posticino per lui?

3 – Può servire per questa Inter?

Raoul Bellanova - utilità

La rosa di Inzaghi si è spesso dimostrata abbastanza completa sotto ogni punto di vista. A partire dal pacchetto dei portieri fino al reparto degli attaccanti, i nerazzurri si sono sempre fatti valere in ogni occasione sia con i titolarissimi che con le rispettive riserve. In particolare il ruolo dei centrocampisti laterali è soggetto a parecchia concorrenza: a sinistra c’è l’indiscutibile Federico Dimarco, che nell’ultimo periodo ha subito un processo di crescita esponenziale che gli ha permesso di conquistarsi la titolarità a pieni voti. Il suo sostituto è Carlos Augusto, che ad ogni chiamata ha saputo rispondere presente, spesso fornendo anche qualche gol o assist. A destra ci sono due elementi di esperienza come Dumfries e Darmian, oltre che il nuovo arrivato Tajon Buchanan. Insomma, è complicato anche solo immaginare di trovare uno spazietto per il classe 2000 all’interno di questa rosa. Tuttavia, ci sarebbero delle motivazioni che potrebbero far ragionare la dirigenza nerazzurra.

Le sue abilità sono note a tutti ormai: corsa, agilità, presenza fisica e resistenza nei polmoni per tutti e 90′. Una prerogativa che di certo non può che tornare utile a questa formazione, che nonostante le ottime prestazioni non può contare per sempre sul tandem citato in precedenza. Per di più l’età gioca a suo vantaggio: un progetto a lungo termine potrebbe essere un ottima soluzione, specie se non si vuole rischiare di dover intervenire sul mercato ogni anno per poter rimediare alle smussature della stagione. In ultimo luogo, il laterale destro dei granata ha già una piccola esperienza dei dintorni di Milano e, soprattutto, dell’ambiente nerazzurro, il che renderebbe il suo inserimento sia nel gruppo sia nello stile di gioco del tecnico piacentino piuttosto agevolato. Al momento un suo ritorno è parecchio distante dalla realtà, eppure immaginare uno scenario simile non è poi così sbagliato.

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Riccardo Fattorini

Riccardo Fattorini

Sono un giornalista sportivo alla ricerca di nuovi stimoli ed esperienze formative. Amo il calcio e amo poterlo raccontare in diversi modi, anche sotto il mio punto di vista.View Author posts