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Caos Mondiale per Club: giocatori pronti a fare causa alla FIFA. I dettagli

Il nuovo Mondiale per Club è pronto ad esordire nel 2025. Nel frattempo però due organizzazioni si sono schierate contro la FIFA, minacciando azioni legali.

Manca sempre meno al momento in cui potremo assistere, per la prima volta, al nuovo Mondiale per Club nel nuovo formato pensato dalla FIFA. In base a quanto stabilito, dovrebbe giocarsi a giugno 2025. Non si tratterà più di un torneo tra le vincitrici dei massimi tornei continentali, bensì di un torneo comprensivo di gironi e fase ad eliminazione diretta a cui parteciperanno le migliori squadre (per ranking) del mondo.

I tifosi aspettano l’evento, che si giocherà una volta ogni quattro anni, con trepida attesa. Lo stesso non si può dire dei calciatori, che di anno in anno sono costretti a giocare sempre più partite per venire incontro agli interessi delle classi dirigenti. Il Mondiale per Club rappresenta un ulteriore carico di match da giocare per i giocatori delle squadre che parteciperanno. In difesa dei loro diritti sono scese in campo Fifpro, il sindacato internazionale dei calciatori, e l’organizzazione World Leagues. I due enti hanno già provveduto a contattare la FIFA attraverso una lettera per esporre quanto hanno già fatto e cosa sono disposti a fare nel caso in cui non cambi nulla.

Fifpro e World Leagues fanno sul serio

infantino mondiale per club

Secondo quanto riportato dal The Times, all’interno della lettera Fifpro e World Leagues hanno dichiarato di aver già ricorso ad una consulenza legale per capire la fattibiltà del tutto. Alla base delle polemiche sollevate dalle due organizzazioni ci sarebbero i problemi di calendario a cui vanno ormai incontro le squadre da anni. Specificano inoltre che il Mondiale per Club rappresenterebbe un ennesimo impegno extra per i calciatori, che ogni anno rischiano di andare incontro a brutti infortuni a causa dell’eccessiva esposizione del loro fisico.

Fifpro e World Leagues avrebbero dunque lanciato anche un ultimatum. Avrebbero intimato la FIFA a discutere della questione nel consiglio che la prossima settimana andrà in scena a Bangkok e a valutare una riprogrammazione della competizione a quando il calendario lo permetterà. In caso di mancato ascolto, gli enti sarebbero costretti a convocare i propri membri per consigliare loro come difendersi sia a livello individuale che collettivo. Ciò potrebbe portare ad una causa nei confronti della FIFA.

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Luca Arcangeli

Luca Arcangeli