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Confermarsi in Italia, sognando l’Europa: il ciclo dell’Inter e la distanza con le avversarie

Un ciclo avviato da tempo che sembra aver dato lo stacco finale: l’Inter si prepara a grandi cose. Ma gli avversari sono pronti a fermare i nerazzurri?

Il successo raggiunto ha lasciato un senso di gioia senza precedenti nei cuori dei tifosi interisti. La Beneamata ha raggiunto il suo ventesimo Scudetto, che vedremo nella maglia nerazzurra nella prossima stagione insieme alla seconda stella.

L’Inter, campione d’Italia, arriva al termine di una stagione condotta in maniera esemplare. Una squadra che ha dominato in lungo e in largo il campionato italiano, mettendo in bacheca due trofei: il tricolore, appunto, e la Supercoppa Italiana. Ma al termine di quest’annata ci si chiede: l’Inter può aprire un ciclo? Una domanda che fa sognare i tifosi nerazzurri e fa spaventare i tifosi delle squadre avversarie.

Il confronto con i grandi cicli del passato

I tifosi in piazza Duomo dopo il derby

Quando una squadra arriva a vincere un titolo, soprattutto dopo anni giocati ad un livello altissimo, la domanda sull’apertura di un “ciclo vincente” è quasi sempre scontata. Attenzione però, perché negli ambienti interni al club meneghino non si vuole parlare di “inizio ciclo”, ma di “continuo di un ciclo”: per i nerazzurri si tratta del settimo trofeo in quattro anni, il secondo campionato vinto (il primo quello del 21/22 con Antonio Conte) e due finali europee (l’Europa League nel 20/21 e la Champions League nel 22/23).

In effetti, gli ultimi anni – a partire dalla guida tecnica di Luciano Spalletti – dell’Inter sono stati contrassegnati da diversi obiettivi raggiunti. In un certo senso, i due aspetti fondamentali che hanno reso possibile tutto ciò sono la costanza del lavoro e la crescita esponenziale nel corso degli anni. Ora però l’obiettivo storico della seconda stella che è stato raggiunto all’Inter gli viene chiesto se può ripetersi: questo ciclo vincente nerazzurro di Simone Inzaghi può continuare?

Una domanda che deve tenere conto di diversi aspetti, ma che porta con sé anche gli esempi di grandi cicli del passato. Nella storia del calcio, ci sono diversi cicli vincenti: la Beneamata stessa ha avuto il leggendario dominio della Grande Inter di Helenio Herrera oppure quella dell’Inter di Roberto Mancini post-Calciopoli che culmina nei due anni di José Mourinho e il Triplete.

Il più recente ciclo del calcio italiano è quello della Juventus che è durato per 9 stagioni. Un ciclo che parte proprio da Antonio Conte: il tecnico pugliese, infatti, è stato il condottiero dei primi tre Scudetti di questi anni di dominio bianconero. L’ultima stagione (2013/14) sulla panchina della Juventus, Conte, inoltre, riesce ad ottenere il record di punti in Serie A con 102 punti (ad oggi ancora imbattuto). Stagione conclusa anche con il miglior attacco (80 gol fatti) e miglior difesa (23 gol subìti). Un ciclo che è poi stato raccolto e continuato dalla prima gestione di Massimiliano Allegri (dal 2014/15 al 2018/19, quando ha raggiunto anche due finali di Champions e vinto per quattro volte la Coppa Italia e cinque volte la Supercoppa) e la panchina di Maurizio Sarri (2019/20).

Numeri e statistiche che sembrano simili a quelli dell’Inter di Simone Inzaghi. Non a caso, per un po’ – fino al pareggio contro il Cagliari, la partita prima del Derby di Milano che ha regalato il tricolore ai nerazzurri – si pensava che si potesse battere il record di punti della Juventus 2013/14. Non solo: i Campioni d’Italia sono attualmente miglior attacco (81 gol fatti) e miglior difesa (19 gol subìti), come i bianconeri dell’ultima panchina di Conte. Bisogna chiedersi, visto il precedente della Juventus, se l’Inter può riconfermarsi in Italia.

Diciamo che questo passa anche dalle scelte societarie e delle strategie dei dirigenti. Attualmente sembrano tutto indirizzarsi verso la costruzione di una rosa completa da consegnare a mister Inzaghi per affrontare la complessa e fitta stagione 2024/24. L’Inter deve quindi affiancare sostituti e profili di alto livello ai giocatori Campioni d’Italia, per continuare a dominare in campionato e sognare in grande per le competizioni europee – e la strategia dirigenziale e societaria gioca un ruolo cruciale in questa direzione.

I nerazzurri sanno che ad aspettarli la prossima stagione ci saranno gli avversari di sempre che, però, sono in fase transitoria. Il valzer di panchine e allenatori è iniziato, in cui rientrano sia Juventus (con Allegri) e Milan (con Stefano Pioli): due club che vogliono riformarsi – a partire proprio dalle panchine – per poter tenere testa agli uomini di Inzaghi e strappargli dal petto il tricolore. Stessa situazione, anche se più tragica, è quella relativa al Napoli che – dopo lo Scudetto dell’anno scorso – si ritrova fuori dagli scenari europei. Roma e Atalanta sembrerebbero quelle più in forma e con un progetto più solido rispetto alle altre (tra cui anche la Lazio).

Insomma, questo ciclo vincente è sicuramente desiderato dai nerazzurri e vorrebbero battere sul tempo tutti i rivali, costruendo una corrazzata che possa dare continuità al dominio dell’attuale stagione. Sognando di nuovo il tricolore.. ma anche una coppa dalle grandi orecchie che è sfumata un anno fa.

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Samuele Amato

Samuele Amato

Classe '97, follemente addicted ai colori nerazzurri, alla musica e alla filosofia.View Author posts