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Dalla prima alla seconda stella: lo Scudetto numero 15

Il 27 maggio 2007 l’Inter conquista il suo 15esimo scudetto realizzando quello che sarà il proprio record di punti in una stagione di Serie A nell’epoca dei tre punti a partita. A fine stagione, infatti, arriverà a quota 97.

Siamo nella stagione successiva a quella dello scandalo di Calciopoli che ha colpito pesantemente la Juventus, retrocessa in Serie B, e altre compagini in maniera più lieve come Milan, Fiorentina e Lazio nella massima Serie.

L’Inter, dopo essersi vista assegnare lo scudetto dell’anno precedente, quello numero 14 passato alla storia come lo “Scudetto più bello“, si trova a competere in un campionato in cui sembra non aver alcun tipo di rivali in campo. Le penalizzazioni inflitte anche in questa stagione a Milan, Fiorentina e Lazio fanno il resto, decretanto di fatto un assolo nerazzurro verso il tricolore.

I movimenti incredibili del Calciomercato

vieira ibrahimovic inter

La retrocessione della Juventus nella serie cadetta permette all’Inter di Massimo Moratti di “saccheggiare” due delle stelle del club bianconero, ovvero Vieira e Ibrahimović che, nell’estate che segue la sentenza di condanna del club torinese, vengono ingaggiati dai nerazzurri. Tra le fila degli uomini di Mancini, inoltre, giungono anche i laterali difensivi Maicon e Maxwell, il jolly Fabio Grosso (fresco campione del mondo con l’Italia di Marcello Lippi), il centrocampista Olivier Dacourt e la punta Hernan Crespo. Nello stesso anno, nella sessione invernale del mercato, il Milan mette a segno un colpo che rimarrà per sempre nella memoria dei tifosi nerazzurri, riportando in Italia, sponda rossonera, il Fenomeno Ronaldo.

L’Inter costruisce una corazzata pronta a dominare in Campionato. La squadra del tecnico jesino è composta da giocatori fisici in grado di piegare chiunque gli si pone davanti. L’esito finale di quella stagione sembra già scritto prima di iniziare ma, ovviamente, prima di cantare vittoria ci sono 38 partite da affrontare.

L’Inter è l’unica squadra mai retrocessa in B

juventus serie b

Ai nastri di partenza la situazione sfiora il surreale: per la prima volta dalla sua nascita la Juventus non figura tra le squadre partecipanti alla Serie A, rendendo l’Inter l’unica superstite in questo senso. Per la prima volta, inoltre, non si disputerà il Derby d’Italia che, da sempre, è atteso da tutti (tifosi e addetti ai lavori) come si aspetta il girono di Natale.

I pronostici stagionali vivono un clima di profonda incertezza, dettato anche dalle penalizzazioni che colpiscono tre delle vecchie “7 sorelle”. In tutto ciò l’Inter sembra destinata ad aprire un ciclo vincente grazie alla rosa messa a disposizione del tecnico e all’assenza di veri avversari sul campo. Come spesso capiterà di dire in futuro “l’Inter può farsi male da sola“.

A parte lo Scudetto dell’anno precedente, il digiuno di vittorie che durava da ben 17 anni sembra destinato a finire. L’Inter, quest’Inter, come abbiamo già detto è una corazzata pronta a spazzare via tutto ciò che gli si presenta davanti. In quel 2006/2007 l’Inter non punta ad essere più forte delle altre ma a condurre un campionato a parte. L’ambizione del presidente Moratti è in realtà quella di portare a Milano, sponda nerazzurra, la Champions League dopo quarant’anni, e tutto passa attraverso il processo di costruzione della rosa.

Il capitano di quella formazione è Javier Zanetti, simbolo dell’Inter del patron nerazzurro e vero beniamino di tutto il popolo interista.

Il cammino dei nerazzurri

luis figo inter roma

La stagione si apre con un successo: il 26 agosto l’Inter vince il primo trofeo, ovvero la Supercoppa italiana. Portare a casa quella vittoria, però, non fu affatto semplice. Di contro c’è la Roma di Spalletti e dopo essere andati sotto per 3 a 0, i nerazzurri riescono nell’incredibile impresa di ribaltare il risultato portandolo sul 4 a 3. Vieira si presenta subito ai suoi nuovi tifosi con una doppietta, così come Crespo che realizza il gol del momentaneo 2-3. Quello che resta, però, negli occhi dei tifosi è la ferocia con la quale sia il francese che l’argentino scagliano in porta i palloni che conducono l’Inter al pareggio. Nei supplementari, poi, la forza lascia spazio all’eleganza. Luis Figo, con una punizione a foglia morta, regala all’Inter la prima Coppa della sua stagione.

In campionato la prima partita è contro la Fiorentina di Luca Toni, una delle squadre più penalizzate in termini di punti ad inizio stagione, ed in quel match arriva il primo gol in maglia nerazzurra per Zlatan Ibrahimović che con una girata sul secondo palo lascia presagire l’unicità del suo bagaglio tecnico.

Nonostante la sua incredibile forza tecnica e fisica, l’Inter fatica in questa prima parte di Campionato e va incontro a qualche pareggio di troppo. La svolta però arriva il 28 Ottobre quando va di scena il Derby di Milano. L’inizio dei nerazzurri è travolgente. Nel primo quarto di gara Crespo gira di testa la palla alle spalle di Dida su sviluppo di calcio di punizione, e pochi minuti dopo Stanković infila dalla distanza un bolide sotto l’incrocio, che taglia le gambe agli avversari. All’inizio del secondo tempo Deki imbecca Ibrahimović in area di rigore, Nesta si getta in scivolata alla disperata, ma lo svedese lo supera con uno scavino geniale, per poi insaccare al volo il pallone in rete. Seedorf riapre la partita tre minuti dopo, ma di testa Materazzi mette a segno l’1-4 che chiude virtualmente la contesa. Tutto sembra finito ma l’esultanza un pò ingenua del difensore italiano, che si alza la maglietta sulla testa scoprendo la scritta “auguri Davide” su una canottiera, farà si che l’arbitro gli rifili la doppia ammonizione che gli costa il ritorno anticipato negli spogliatoi. Il Milan reagisce e va sul 3 a 4 con le reti di Gilardino e Kakà, ma è troppo tardi.

materazzi derby 2007

Da quel momento l’Inter non si ferma più, nessuno avrebbe potuto pensare anche solo di contrastarne il cammino, e per chiarire il concetto metterà in fila ben diciassette le vittorie consecutive.

Lo scudetto è ormai cosa fatta, e infatti arriverà già alla trentatreesima giornata, nel 2-1 esterno a Siena del 22 aprile, che finalmente darà via alla festa dopo tanti anni di attesa e tante delusioni. Se per l’Inter quello dell’anno prima era stato “lo scudetto della giustizia“, quello del 2007 fu “lo scudetto del sudore”, o almeno così definirà Mancini i suoi primi due campionati vinti da allenatore.

I nerazzurri chiuderanno il campionato 2006/2007 con 97 punti, record personale del club e record assoluto, quest’ultimo battuto solo dalla Juventus di Antonio Conte, che nel 2014 che ne collezionò 102. Con 33 gare utili consecutive che sarà record assoluto nel campionato a venti squadre, fino al 2012, quando ancora la Juventus del mister leccese sarà capace di chiudere il campionato senza perdere neanche una partita. Anche le 30 vittorie complessive e le 15 esterne saranno da record. Ma soprattutto quel campionato si ricorda per le 17 vittorie consecutive dei nerazzurri, record tuttora imbattuto in Serie A.

Tuttavia i nerazzurri non riuscirono a traslare il loro dominio interno in Europa. La stratosferica Inter del 2007 chiuderà quindi la stagione vincendo “soltanto” Supercoppa e Campionato, data anche la sconfitta clamorosa per 6-2 nell’andata della finale di Coppa Italia contro la Roma, ma getterà le basi per la squadra che con Mourinho vincerà tutto, soltanto tre anni dopo.

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Mirko Patera

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