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Doppi ex: Checco Moriero, dalle strade di Lecce alle partite con Ronaldo

Lecce-Inter è sempre più vicina. La trasferta contro i salentini ha spesso regalato grandi gioie ai tifosi interisti anche se le partite sono sempre state molto intese dato che, una squadra come il Lecce, storicamente abituata a lottare per non retrocedere, contro le big tende sempre ad esaltarsi e a dare il meglio di se stessa.

Nel corso della storia ci sono stati diversi calciatori che hanno vestito sia la maglia del Lecce che quella dell’Inter. Uno dei più importanti e soprattutto dei più ricordati con affetto è, senza dubbio, Francesco, detto Checco Moriero, titolare dell’Inter del 1998, vincitrice della Coppa Uefa a Parigi.

La storia di Moriero: cresciuto a Lecce, esploso nell’Inter

Nato e cresciuto a Lecce, la carriera calcistica di Moriero inizia, come giusto che sia, nel settore giovanile della squadra della sua città: il Lecce. Uno dei suoi più cari amici che gioca nella sua stessa squadra è, scherzo del destino, proprio Antonio Conte, futuro allenatore dell’Inter campione d’Italia nel 2021. Se a Conte piace giocare in mezzo al campo, Moriero si diverte a giocare largo sulla fascia di destra. Le sue migliori qualità sono la resistenza atletica, il tiro e soprattutto un ottimo dribbling. Francesco debutta con la maglia dei pugliesi proprio in un derby con il Bari nel 1987, finito 2-0 per i biancorossi.  Il Lecce, tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90, si barcamena tra la Serie A e la Serie B. Alcuni dei migliori talenti, per fare cassa, vengono ceduti ali miglior offerente. Conte si trasferisce alla Juventus nel 1991 e, solo un anno dopo, anche Moriero viene venduto al Cagliari, all’epoca presente in modo fisso in Serie A e, a volte, anche nelle competizioni internazionali.

In Sardegna ci rimane due anni e debutta in Coppa Uefa ma la prima svolta arriva nel 1994, quando viene acquistato dalla Roma per 8,5 miliardi di vecchie lire. In giallorosso, in 3 anni, segna 11 gol in 88 presenze, numeri buoni ma non eccezionali. Nell’estate del 1997 la città di Milano bussa alla porta di Moriero: il Milan trova l’accordo con la Roma ma, proprio all’ultima curva, l’Inter si inserisce e strappa l’esterno d’attacco ai cugini. Nella stessa estate in nerazzurro arriva anche un certo Luis Nazario De Lima, più semplicemente Ronaldo, da tutti conosciuto come il fenomeno.

Moriero e Ronaldo: una storia di gol e spettacolo

Arrivato a Milano, Moriero trova Gigi Simone come nuovo allenatore. Tra i due nascerà un rapporto speciale. La sua Inter, trascinata da un Ronaldo stratosferico, si gioca lo scudetto con la Juventus di Marcello Lippi e fa un ottimo percorso anche in Coppa Uefa. Moriero si presenta realizzando uno spettacolare gol in rovesciata contro il Neuchatel Xamax che fa perdere la testa ai tifosi interisti. Moriero sulla fascia destra incanta e, insieme a Ronaldo, riesce a fare la differenza in maniera splendida. In campionato si decide tutto nello scontro diretto del 26 aprile, disputato al Delle Alpi. La Juve passa in vantaggio con Del Piero ma la fine è ancora troppo lontana. Nella ripresa i nerazzurri attaccano a testa bassa. A metà del secondo tempo Iuliano travolge Ronaldo in area, per tutti è rigore tranne che per l’arbitro Ceccarini. Con grande rabbia, l’Inter perde lo scudetto ma trova la forza di reagire in Coppa Uefa. Dopo un percorso straordinario gli uomini di Simoni arrivano in finale contro la Lazio e si impongono con un netto 3-0. Per Moriero e compagni la gioia è enorme ma purtroppo sarà l’ultima di quel periodo. Prima di chiudere la carriera con la maglia del Napoli, Moriero trascorrerà altri 3 anni a Milano, sponda nerazzurra. Nonostante abbia vinto solo un titolo, il suo ricordo nella memoria dei tifosi interisti resta molto positivo.

 

 

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Simone Ambroso

Simone Ambroso