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L’esultanza iconica di Frattesi e la sua “rabbia” sportiva: è l’uomo delle battute finali

Entrare dalla panchina a 10 minuti dalla fine e risolvere un match che sta scivolando lentamente verso un pareggio, non è cosa da tutti. Davide Frattesi è sicuramente l’uomo immagine dei minuti finali di Inter-Verona che proprio grazie al suo tap-in al 93′ ha portato i nerazzurri di Simone Inzaghi alla vittoria finale, conquistando cosi i 3 punti che, ad oggi, valgono ancora la vetta della classifica. E la sua esultanza, diventata iconica, aggrappato ai cancelli di San Siro per avvicinarsi agli spalti e al tifo nerazzurro, ha inevitabilmente fatto il giro del web.

L’ex sassuolo è arrivato in estate con una carica pazzesca, con la voglia di spaccare il mondo come ha più volte dichiarato. Ma in questa prima parte della stagione ha collezionato pochi minuti anche perchè davanti ha 3 mostri sacri del calibro di Barella, Calhanoglu e Mkhitaryan, titolari inamovibili per quest’Inter di Inzaghi. Quella nel lunch match di sabato è stata la seconda rete in Serie A in maglia nerazzurra con soli 338 minuti in campo, praticamente quasi tutti da subentrato.

Frattesi, al momento, è l’uomo delle fasi finali dei match. Lui che con la sua grinta e la sua cattiveria agonistica può risultare, come lo è stato, decisivo proprio nelle battute finali. Ora, però, con un calendario che diventerà fitto di impegni, tra campionato e coppe, probabilmente potrà trovare maggior minutaggio e iniziare qualche match dal primo minuto. La stima calcistica verso di lui è tanta, da parte di staff tecnico, compagni e dirigenza, e come ha già detto il suo compagno di reparto Mkhitaryan stiamo parlando di un giocatore che sarà sicuramente una colonna dell’Inter del futuro: “Frattesi è fortissimo. Mi spiace che per ora giochi meno, ma lui sa bene che conta solo l’obiettivo comune. Ha il tempo e il talento dalla parte sua: sarà una colonna dell’Inter del futuro“.

 

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Mirko Patera

Mirko Patera