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L’evoluzione del bomber nerazzurro. Lautaro da spalla a capocannoniere

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Il Toro va verso il suo primo titolo di capocannoniere della Serie A, un riconoscimento che mancava da anni ad un giocatore interista e che consacra il capitano nerazzurro.

Lautaro Martinez ha messo la firma sulla seconda stella e il ventesimo Scudetto dell’Inter. Lo ha fatto sia da leader, in quanto capitano, sia da bomber con i suoi 24 gol (manca ancora l’ultima giornata) in Serie A. Nella stagione in cui alza il suo primo trofeo nazionale da capitano, arriva anche la riconferma del suo livello e della sua maturità, in particolar modo calcistica. Il titolo di capocannoniere, il primo in Serie A con la maglia nerazzurra, è ormai ad un passo.

Il Toro di Bahìa Blanca è approdato nella Milano nerazzurra il 4 luglio 2018, quando Ausilio lo prelevò dal Racing Club. All’età di 21 anni, Lautaro esordisce con un grande club europeo e mette a segno il suo primo gol contro il Cagliari. Complice anche il “caso Icardi”, il diez argentino si ritaglia sempre più uno spazio da titolare nella formazione di Luciano Spalletti. Chiuderà la sua prima annata interista con 6 gol nelle 27 presenze di campionato.

La stagione 2019/20, nella prima Inter di Antonio Conte, diventa a tutti gli effetti uno dei due attaccanti titolari, con compagno di reparto Romelu Lukaku. Un’annata, anomala per via della pandemia, che si conclude con una finale di Europa League persa contro il Siviglia, ma che mette in mostra la crescita e le qualità del numero dieci nerazzurro: 35 presenze in campionato e 14 gol siglati (la prima volta in doppia cifra con l’Inter).

La prima e vera consacrazione arriva con lo Scudetto della stagione 20/21 in cui Lautaro, ancora spalla della stella Lukaku, mette a segno ben 17 reti nelle 38 presenze di campionato. L’argentino, dopo tre stagioni in maglia nerazzurra, mette le mani sul suo primo trofeo in carriera. Nell’estate 2021, Lautaro anche vince la Copa America con la Nazionale argentina, chiudendo un anno solare fantastico.

Via Lukaku, diventa lui il punto di riferimento

Dopo il diciannovesimo tricolore dell’Inter, Lautaro però si vede privato del compagno di reparto Lukaku (che ha deciso di ritornare al Chelsea). Nella stagione 21/22, il Toro è ormai diventato il vero punto di riferimento dell’attacco nerazzurro, affiancato dalle qualità di Edin Dzeko e sotto la guida della prima panchina di Simone Inzaghi. La stagione terminerà con 21 gol in campionato e due trofei: una Supercoppa Italiana ed una Coppa Italia (vinte entrambe contro la Juventus). Tricolore che, invece, sfuma e viene vinto dai rivali del Milan.

Nonostante il ritorno di Lukaku nella stagione 22/23, la vera stella dell’attacco interista rimane proprio Lautaro. Il tecnico piacentino punta molto sull’argentino, per via anche dei vari infortuni del belga e di Dzeko. Nel mezzo di quella stagione, viene inoltre giocato il Mondiale in Qatar, dove il Toro si laurea Campione del Mondo con l’Argentina di Lionel Messi. Ritornato a Milano, vince la Supercoppa Italiana contro i rossoneri. Nelle 38 partite di campionato, andrà in gol ancora una volta 21 volte, e porterà l’Inter in finale di Champions League (persa, poi, contro il Manchester City) e a trionfare in Coppa Italia (sua la doppietta che regala il trofeo ai nerazzurri).

Si arriva così all’attuale stagione 23/24, ormai in fase di chiusura. La sua sesta con la maglia dell’Inter e la sua prima con la fascia da capitano al braccio. Proprio come un leader, Lautaro ha guidato la squadra a suon di gol: il Toro mette a referto 24 gol (per il terzo anno di fila, va ad almeno 20 gol), vincendo il ventesimo Scudetto, con conseguente storica seconda stella, e Supercoppa Italiana (con il gol decisivo contro il Napoli, in finale).

Con questo numero di reti, Lautaro si prepara a vincere il suo primo titolo di capocannoniere della Serie A. Un premio che in casa Inter manca da qualche anno. L’ultimo interista a “vincere” questo titolo è stato un altro argentino, Mauro Icardi che, nella stagione 2017/18 (la precedente a quella dell’arrivo del Toro), ha chiuso il campionato a 29 gol, a pari merito con Ciro Immobile. Lo stesso Icardi aveva ottenuto questo riconoscimento anche nel 2014/15, sempre a pari merito, ma con Luca Toni (entrambi a 22 gol).

Inoltre, in casa Inter era dalla stagione 2008/09 che non si vedeva la doppietta Scudetto e capocannoniere: infatti, bisogna risalire alla vittoria del 17esimo tricolore, con Zlatan Ibrahimovic vincitore del titolo di miglior marcatore del campionato di Serie A con 25 gol.

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Samuele Amato

Samuele Amato

Classe '97, follemente addicted ai colori nerazzurri, alla musica e alla filosofia.View Author posts