Vai al contenuto

Hakimi Inter: ecco perché un ritorno non è utopia

Hakimi Inter. Quella tra Hakimi e l’Inter è stata una storia d’amore tanto breve quanto travolgente. Il marocchino fu ceduto dopo un solo anno al PSG per una cifra complessiva tra bonus e parte fissa di 68 milioni di euro. Al tempo l’affare fu forzato dalle esigenze di bilancio del club interista, che altrimenti non avrebbe mai ceduto il suo gioiello.

Il legame tra l’Inter e Hakimi tuttavia non si è mai interrotto. Il terzino ha più e più volte mandato segnali d’amore nei confronti del suo ex club. A qualche amico intimo avrebbe persino confidato la sua enorme voglia di tornare a vestire nerazzurro, in modo da chiudere il cerchio. Dal canto suo l’Inter vedrebbe di buon occhio un eventuale acquisto del numero 2 del PSG, attualmente tra i primi al mondo nel ruolo.

Hakimi Inter: ecco perché un ritorno non è utopia

Nella prossima finestra di calciomercato l’Inter si prepara ad un vero e proprio restyling della propria fascia di destra. Dumfries, che non pare intenzionato a rinnovare il contratto alle cifre proposte dall’Inter, molto probabilmente verrà ceduto e il club conta di intascare almeno 20 milioni di euro da una sua eventuale partenza. Darmian molto probabilmente verrà contato come terzo di difesa e non come esterno nei cinque, anche per preservarlo maggiormente visto che il prossimo anno va per i 35 anni. Sulla destra quindi sarebbe presente il solo Tajon Buchanan, che ad oggi rappresenta ancora un’incognita. A livello numerico dunque è lampante che ci sia la forte necessità di intervenire sul mercato in quel reparto.

Inoltre l’agente di Hakimi è Camano, lo stesso di Lautaro. I rapporti tra l’Inter e il procuratore sono buonissimi e chissà che l’imminente rinnovo multimilionario del Toro non possa aprire una corsia preferenziale per arrivare all’esterno marocchino.

Lo stipendio di Hakimi potrebbe essere un problema aggirabile con un piccolo sforzo. Il terzino percepisce attualmente circa 7 milioni di euro netti annui, cifra in linea con quella percepita dai top player dell’Inter (Barella e Calhanoglu prendono in grosso modo quella cifra). La grande volontà del marocchino di tornare a Milano potrebbe portare anche ad una leggera riduzione del proprio ingaggio, che aiuterebbe l’affare, soprattutto considerando l’abolizione del decreto crescita, che avrebbe facilitato enormemente l’affare.

L’Inter inoltre il prossimo anno potrà contare su dell’extra-budget, derivante dalla partecipazione al Mondiale per Club del 2025 e alla prossima Champions League, che nel nuovo formato assicurerà maggiori introiti e un numero di partite minimo maggiore (con conseguente incasso al botteghino). Queste due novità potrebbero rappresentare due fattori di vitale importanza nell’eventuale sforzo per l’acquisto di Hakimi.

Il PSG potrebbe cederlo

Se la volontà di Hakimi non rappresenta un problema, a farlo è senza dubbio quella del PSG, che non svenderà uno dei suoi giocatori più importanti. A fare la differenza in questo senso potrebbe essere il ridimensionamento incontro a cui sta andando la squadra parigina. A fine anno saluterà Kylian Mbappe, molto probabilmente in direzione Real Madrid. Il francese è il migliore amico del terzino marocchino, che secondo quanto si legge non avrebbe invece un bel rapporto con il resto dello spogliatoio. In sintesi potrebbero essere dei fattori ambientali a spingere Hakimi via da Parigi.

Il prezzo del cartellino di Hakimi, nel caso in cui lui decidesse di impuntarsi nel chiedere una cessione, potrebbe essere più accessibile di quanto si possa pensare. Considerando gli ammortamenti, il valore residuo del suo cartellino a bilancio il 30 giugno 2024 sarà di 27,2 milioni di euro. Dunque, nel caso in cui il PSG decidesse di privarsene per una cifra di 45 milioni di euro, realizzerebbe una plusvalenza di circa 17,8 milioni di euro. Basterebbe dunque un piccolo sforzo da parte dell’Inter, con circa 20 milioni che potrebbero arrivare già a partire dalla cessione di Dumfries.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Luca Arcangeli

Luca Arcangeli

Tag: