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Inter aiutata dal “palazzo”? Numeri ed episodi per smentire le accuse

Lautaro Mkhitaryan gol Verona
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Dopo il 2-1 del lunch match dell’Epifania contro il Verona di Baroni, l’Inter si è laureata campione d’inverno tra mille polemiche. Nasca al VAR e Fabbri sono diventati i veri protagonisti della diciannovesima giornata di campionato: le loro decisioni o meglio, il loro silenzio in merito ad alcuni episodi, hanno acceso la rabbia delle tifoserie avversarie (in primis quella gialloblu, con le dichiarazioni al veleno nel post gara del ds Sogliano) e riempito le prime pagine dei giornali con titoli come “Inter campione d’inVARno“, a far intendere che il primo posto dei nerazzurri sia dovuto ad un atteggiamento favorevole del cd “palazzo“. Un pensiero ingiusto e infondato, testimoniato dai numeri della squadra di Inzaghi e da alcuni episodi passati velocemente in sordina.

I numeri dell’Inter campione d’inverno

L’Inter chiude il girone d’andata con 48 punti in classifica (-2 rispetto allo straordinario Napoli di Luciano Spalletti campione d’Italia 2022/23), dopo che Inzaghi ha dominato per lunghi tratti la prima parte di stagione con un gruppo che tanti hanno definito una macchina da guerra quasi perfetta. I numeri dei nerazzurri, e la qualità del gioco espresso, sono tali da collocarla tra le migliori squadre d’Europa per rendimento fino a qui: miglior attacco e miglior difesa della serie A, con 44 gol segnati (il Milan, col secondo miglior score offensivo conta 35 gol) e soli 9 subiti (la Juventus, seconda miglior difesa ne ha subiti 12). Osservando solamente i big match, il bottino dei nerazzurri è quasi pieno: 16 punti ottenuti sui 18 disponibili, andando in rete per 15 volte e subendo solamente 3 gol.

Numeri impressionanti non solamente di squadra, ma anche individuali: tra le fila di Inzaghi ci sono alcuni pezzi da 90, protagonisti assoluti dell’intero campionato, che meritano una menzione a parte. Partiamo dalla retroguardia: Yann Sommer, il vertice della difesa, ha ottenuto 12 clean sheet che lo rendono il portiere migliore dei principali campionati europei. Lautaro Martinez, capitano e capocannoniere della serie A, col Verona ha siglato il 16esimo gol stagionale ed è uno dei soli tre giocatori  dei maggiori campionati europei (insieme a Kane e Mbappe) capace di finire sul tabellino marcatori per più di 15 volte in  ciascuna delle ultime quattro stagioni. E poi ci sono Marcus Thuram e Mkhitaryan, che permettono ai nerazzurri di essere l’unica squadra in serie A a vantare almeno due giocatori con 5 assist forniti (6 per il francese e 5 per l’armeno).

Le decisioni arbitrali hanno aiutato l’Inter per il primo posto in classifica?

Dopo gli errori commessi sabato a San Siro, Fabbri e Nasca (al VAR anche nella sfida dell’Allianz tra Juventus e Bologna, ndr) verranno puniti da Rocchi e su qualche giornale è spuntata l’ipotesi che i due siano persino a rischio carriera. Nonostante ciò, parlare di un’Inter campione d’inverno grazie agli aiutini è scorretto, poiché a sfavore dei nerazzurri ci sono diversi episodi che, con la vittoria della squadra, sono passati inosservati.

Partendo dal fondo, il gol di Henry nasce da un recupero palla falloso su Arnautovic ma Fabbri considera l’intervento lecito e il VAR non interviene. Nella sfida prima di Natale contro il Lecce, Gonzalez già ammonito blocca un’azione pericolosa con la mano ma non viene estratto nessun cartellino (i salentini sarebbero rimasti in 10 uomini prima dell’83’ con l’espulsione di Duda). In Inter-Frosinone, manca un rigore per i nerazzurri a seguito del pestone in area su Mkhitaryan, così come manca un rigore per la trattenuta su Thuram nel primo tempo di Salernitana-Inter, vinta nella ripresa con il poker di Lautaro. In Inter-Roma, Paredes, già ammonito, non viene espulso dopo aver abbattuto Tikus al limite dell’area e nella trasferta del Gewiss Stadium, il gol dell’Atalanta che riapre la gara nasce da una spinta netta su Dimarco.

Nonostante l’utilizzo del VAR, episodi dubbi o errori arbitrali continuano e continueranno ad esistere perché molto spesso si tratta di interpretazioni soggettive e non di un protocollo rigido a cui gli addetti ai lavori devono rispondere (lo ha detto anche Rocchi durante Open Var, il nuovo format di DAZN). Ma una domanda sorge spontanea in questi giorni che l’Inter è subissata dagli attacchi: l’arbitro non era l’alibi dei perdenti?

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Alessia Lazzaroni

Alessia Lazzaroni